Arriva il primo apparecchio acustico per velisti!

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Tutti possono “avere orecchio per il vento”, inclusa quella parte di appassionati di mare che soffre di disturbi dell’udito
. Widex Italia, ramo della società danese leader nel settore apparecchi acustici, ha lanciato Unique, il primo apparecchio adatto alle esigenze dei velisti.

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IL RUMORE DEL VENTO
Oltre ad essere adatto tanto all’altura quanto alle derive, grazie a una sofisticatissima tecnologia software, Unique capta più suoni e al meglio della sua categoria, li purifica da tutti i rumori deboli, li rielabora e li restituisce senza artefatti consentendo, anche nelle situazioni complesse, di trarre benefici di ascolto ottimali. Nello sviluppo di questo dispositivo, grande attenzione è stata data al rumore del vento che, se da un lato costituisce una sorta di piacevole melodia per chi ama la vela, è dall’altro il primo fattore di disturbo per coloro che indossano un apparecchio acustico a bordo. Grazie alla funzione ARV (Attenuazione del Rumore del Vento), il disturbo dovuto alle raffiche si riduce di ben 8.4 dB. Navigando insieme a Unique, diventa più facile recepire in modo chiaro e pulito le chiamate dello skipper, ascoltare i segnali acustici della giuria durante una regata e comunicare con il resto del team.

UNIQUE hearing aid family,transparent backgroundWIRELESS
Il nuovo apparecchio è dotato di tecnologia wireless ed è in grado di interfacciarsi con telecomandi, tv, computer, riproduttori di musica, tablet e telefoni cellulari ormai divenuti compagni inseparabili anche in barca. L’innovazione tecnologica è da sempre il tratto distintivo di Widex che già nel 1988 ha messo in commercio il primo apparecchio acustico digitale, programmabile con un telecomando; nel 1996 ha creato il primo endoauricolare digitale e nel 2001 ha presentato il primo CIC (apparecchio acustico pretimpanico) totalmente wireless. Lo stesso headquarter dell’azienda, che ha sede a Copenaghen (Danimarca), è un concentrato di tecnologia green: la sede centrale di Widex è l’unica del settore a produrre oltre il 97% del suo fabbisogno energetico con fonti alternative (principalmente energia eolica).

IPOACUSIA, UN PROBLEMA DIFFUSO
In Italia l’ipoacusia è un problema sottovalutato che coinvolge target eterogenei. Secondo lo studio “Anovum Euro Trak 2015”, l’11,7% della popolazione italiana presenta problemi uditivi di varia entità. In questo bacino, la maggior parte dei soggetti (37%) ha più di 74 anni ma sono recentemente aumentati i casi di ipoacusia nei giovani fra i 15 e i 24 anni (dal 3% del 2012 al 4,2% del 2015) e nelle fasce di età intermedie. Proprio queste ultime fasce corrispondono al profilo dei velisti praticanti nel nostro paese.


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