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Sali a bordo di Pandora e diventa un vero marinaio!

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Anche quest’anno i piccoli (e grandi) visitatori del TAG Heuer VELAFestival potranno salire a bordo dell’affascinante goletta di 30 metri “Pandora”, a bordo della quale li attenderanno esperti marinai per insegnare loro a fare nodi e impiombature, salire sull’albero, navigare sicuri, riparare una vela. A bordo di questa affascinante goletta in legno, che sarà ormeggiata all’interno del porto turistico di Santa Margherita Ligure per tutta la durata del TAG Heuer VELAFestival, sarà infatti possibile partecipare alaboratori di arte marinaresca appositamente creati per la gioia di adulti e bambini. Sul ponte di Pandora verranno rievocati gesti e vocaboli nautici tradizionali e l’affascinante goletta sarà teatro di veri e propri appuntamenti durante i quali i visitatori faranno parte dell’equipaggio e si occuperanno della nave come avveniva nelle lunghe navigazioni di un tempo. Impiombature e impalmature con cime a tre legnoli, manutenzione delle vele, ralingatura, cucitura di ferzi, storie di mare e di pirati per i più piccoli saranno le principali attività dei quattro giorni di festa della vela.

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UN ESTRATTO DAL DIARIO DI BORDO DI PANDORA
Sveglia! Colazione! Presto! C’è il sole! Via il tendalino, issiamo le vele e lasciamo il gavitello che ci ha tenuti al sicuro tutta la notte! Facciamo asciugare le vele di questa bella Signora! Ieri la serata è trascorsa velocemente, dopo tre, e dico tre chili di pasta al forno. Tutti in cuccetta presto, per riscaldarsi e sfruttare al meglio le ore di riposo, senza contare che la sera prima l’ancora ha toccato il fondo verso mezzanotte e mezzo. Leviamo il gerlo alle vele, le rande e i fiocchi, tre alla drizza di gola e tre a quella di picco, libera le scotte e inizia ad issare… è pesante, se non si è abituati, loro sono tenaci, hanno otto anni, gli incitamenti degli istruttori li fanno ridere, perdono le forze… oh issa! Oh issa! Volta e cogli a ruota di carro! Bravi, ora tocca ai fiocchi, trinchetta e fiocco, chi va sul bompresso a far scorrere i garrocci? Veloci cerchiamo di non perdere questo refolo che ci fa abbattere la prua verso il largo! Bene, libera il gavitello! Tutti sottovento! Eccoci, brava Pandora! Liberi da gavitelli e altre imbarcazioni dirigiamo su Lerici ed iniziamo a goderci la termica. Preparate la controranda, uno alla drizza, uno alla scotta e uno alla mura. Tu, alla drizza, fai salire la vela a riva mentre salgo anch’io, dopo dovrai issarne poco alla volta per permettermi di legare ogni garroccio all’alberetto, tu alla mura tieni la vela verso il basso che non sbatta! Libera la scotta in bando così posso assicurarla alla vela, ora issa! Stop! Issa! Stop! Bene volta la drizza, cazza bene di mura e volta! Vai scotta apri e assicura la vela! Bene, volta! Bravi ragazzi, cogliete e appendete tutte le drizze e andiamo ad aprire il granfiocco”. No non è l’inizio di un romanzo di pirateria, questa è la vita a bordo di Pandora, bellezze! Un estratto del diario di bordo che ben descrive la vita a bordo di questa goletta di trenta metri (fuori tutto): tutto si fa a mano, non ci sono né ausili tecnologici né pulsanti. Ogni manovra obbliga a contare solo sulla forza umana e sul cervello, così come insegna la marineria tradizionale secondo principi e comportamenti che fanno di un velista un vero marinaio.
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I PIU’ BRETONI DEL MEDITERRANEO NAVIGANO SU PANDORA
Lucone, Fanja e Luca vivono a bordo di Pandora, riproduzione di una goletta a gabbiola costuita nel 1995, riprendendo le linee delle unità a vela che solcavano il Baltico alla fine del Settecento e adibite a servizi postali o di dogana. Salire a bordo di Pandora è come fare un salto nel tempo di quasi quattrocento anni, non solo per le linee dell’imbarcazione, ma anche per lo stile di vita a bordo, decisamente bretone: “Il nostro è un approccio legato alla marineria tradizionale e all’insegnamento, oltre che delle nozioni tecniche e teoriche, anche dei valori e dei comportamenti che fanno di un velista un marinaio. I ragazzi che salgono a bordo di Pandora si misurano con i turni di guardia, le corvee di cucina anche con onda formata, il giorno che diventa notte” – mi racconta Fanja – “Pandora è oggi uno dei simboli della città di La Spezia, un po’ come succede nei mari del nord. Un onore ed un augurio, vedere il Porto di Spezia come una mediterranea Brest: è il mio sogno nel cassetto!”. Fra nodi mai visti, laboratori di marineria e storie di pirati, Pandora ha creato intorno a sé una rete di volontari che aiutano i tre responsabili nei costi di manutenzione.

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CHI HA DETTO CHE LA VELA è UNO SPORT PER “FIGHETTI”?
Pandora è arrivata nel 1995 dalla Russia a Genova, dove fu abbandonata dal suo comandante e nel 1999 il relitto è stato acquistato da un lupo di mare di Milano, Marco de Amici, lo storico comandante di Pandora: “anche lui viveva a bordo, estate e inverno, Pandora vuole essere trattata così, costantemente. Luca Buffo ha dato una mano nel restauro da adolescente e ha imparato l’arte della marineria da Marco. Nel 2000 la goletta ha iniziato l’attività di Sail Training e da allora non ha più smesso. Si è verificata una successione naturale da Marco a Luca, senza traumi per la barca, ma mantenendo lo standard di manutenzione della stessa dal momento del restauro. Nel 2011 Marco ha deciso di far continuare a Luca l’attività in autonomia e ha dato in comodato d’uso l’imbarcazione all’associazione, ma è una pura formalità. Per una barca come questa non si parla di armatori, bensì di chi la barca stessa ha come ospiti, conduttori, manutentori. Potremmo fare charter e avere delle significative entrate economiche, ma non è quello che vogliamo. Noi amiamo insegnare, spingere i giovani verso la passione per il mare, quella semplice, non quella della vela “fighetta”, vogliamo smontare questo stereotipo della vela come “lo sport dei ricchi”, la nostra dimensione non è così, noi crediamo nel gusto della bella navigazione. Siamo finiti a fare quello che facciamo per caso: Lucone è un bretone d’adozione che si è formato a Les Glénans e che porta a bordo di Pandora lo spirito dei mari del nord, Luca è a bordo da quando ha quindici anni e questo la dice lunga e quanto a me navigo dal 2006 senza sosta e ho trovato in Pandora la mia vera casa!”

1 Comment

  1. Lauro Antonio Enzo ha detto:

    Ho varie volte visto Pandora nel porto di genova molti anni fa-e una volta al salone di genova-mi fa piacere che abbiate sviluppato l’utilizzo di Pandora secondo quanto scritto in questo articolo.
    mi piacerebbe farvi una visita ho una certa esperienza di vela.

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