“Oracle? Ha vinto la Coppa America con l’inganno!”
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Emilio Martinelli ha scovato in un libro appena pubblicato negli Stati Uniti un’accusa precisa e circostanziata nei confronti di Oracle, il catamarano che ha vinto clamorosamente l’ultima Coppa America, rimontando da 1 a 8 a 9 a 8 lo sfidante neozelandese. L’inganno c’era, svela il velista/giornalista G. Bruce Knecht, gli esperti sapevano ma nessuno ne aveva mai scritto esplicitamente…
Ecco l’articolo che Martinelli ha scritto per la Gazzetta dello Sport:
Il titolo è “The Comeback” (“Il Ritorno”), l’autore è G. Bruce Knecht, giornalista statunitense che di vela ne sa abbastanza (era a bordo di Mari Cha IV quando, nel 2005, stabilì il record di traversata dell’Atlantico da New York a Cape Lizard, estremo lembo d’Europa) e il ritorno di cui si parla ruota attorno alla vittoria di Oracle Team Usa all’edizione 2013 dell’America’s Cup. Quella di San Francisco. Soprattutto quella della rimonta da 1 a 8 al famoso 9 a 8 del team di Larry Ellison, Russell Coutts e James Spithill sui neozelandesi di Grant Dalton e Dean Barker. Un ritorno dopo due anni e mezzo; un tempo che l’autore non ritiene abbia fatto dimenticare cosa è successo nella baia di San Francisco quando il defender americano ormai alle corde, improvvisamente, trovò una velocità sconosciuta che gli permise di vincere otto regate di fila, annichilendo i kiwi. Regate vinte, dice l’autore, con l’imbroglio.

Nel libro, Knecht esamina a fondo tutta una serie di modifiche fatte dal defender statunitense, ma si sofferma in particolare su un elemento: appunto la velocità dimostrata nell’andatura di bolina (contro vento), grazie alla facilità con cui l’AC72 statunitense veniva portato a sollevarsi dall’acqua e a entrare in foiling (volare sull’acqua grazie a speciali derive, foil appunto). Il problema è come veniva ottenuta questa superiore velocità. E qui sta la rivelazione di The Comeback. Per Knecht il “trucco” era un veloce “pompaggio” della wing, la vela alare, che veniva in maniera costante cazzata (tirata) e lascata (mollata) creando, a ogni “tiro”, un surplus di spinta sull’ala. “Dopo ogni virata” scrive Knecht, “il frenetico movimento di pompaggio della wing permetteva alla barca di ‘alzarsi’ velocemente sui foil. Con la barca liberata dalla resistenza dell’acqua Oracle guadagnava rapidamente terreno rispetto ai kiwi”.

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3 commenti su ““Oracle? Ha vinto la Coppa America con l’inganno!””
quel che non è vietato è permesso
Se non espressamente vietato, vuol dire che è permesso, La domanda è un’altra il tattico degli avversari cosa stava guardando? Un serial televisivo ad episodi?
Ricostruzione interessante, che tuttavia fa passare in secondo piano il vero imbroglio degli americani, del quale nessuno ha mai più parlato. E cioè l’introduzione (quella sì esplicitamente e sicuramente vietata) del controllo elettronico sull’assetto dei foils. Perché nessuno ne ha più parlato? Dove sono i giornalisti di una volta?