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Chi naviga in Campania può scordarsi di risparmiare sul posto barca!

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marina-arechi
Cari velisti che avete in programma di navigar lungo le coste campane. Scordatevi di risparmiare sul posto barca. Vi ricordate del decreto “Sblocca Italia”, varato nel 2014?
Tra i tanti provvedimenti, ce ne era uno a favore della nautica: il Governo aveva equiparato i Marina Resort alle strutture ricettive all’aria aperta. Nelle “strutture organizzate per la sosta e il pernottamento dei turisti all’interno delle proprie unità all’ormeggio” sarebbe stata quindi applicata l’IVA al 10%, come funziona da sempre presso gli altri segmenti del turismo.

CIAO CIAO IVA AL 10% SUI POSTI BARCA
Ma visto che evidentemente in Italia proprio non siamo capaci a mantenere le (poche) cose buone che il Governo ha realizzato per un settore già ben martoriato in questi ultimi anni, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità di tale provvedimento: l’eccezione di costituzionalità è stata presentata dalla Regione Campania, la quale ha eccepito che lo Stato nel decidere tale equiparazione avrebbe violato il principio della “leale collaborazione” con le Regioni che hanno competenza in materia di turismo.

SI SALVANO SOLO FRIULI, LIGURIA ED EMILIA ROMAGNA
Ora a seguito della pronuncia, l’IVA al 10% potrebbe essere applicata solo nelle Regioni che hanno emanato una disciplina specifica – Friuli, Liguria ed Emilia Romagna – mentre per le altre, compresa la Campania che non ha ritenuto di attivarsi in tal senso, si creerà un trattamento penalizzante.

UCINA, ASSOMARINAS, ASSONAT: “SCONCERTATI”
UCINA Confindustria Nautica, Assomarinas e Assonat esprimono il loro “totale sconcerto” in una nota diramata accusando la Campania di “affondare la nautica”. “E’ incomprensibile che, mentre un settore trainante del Made in Italy che a fatica sta uscendo da una crisi quinquennale che ne ha dimezzato il fatturato, si anteponga una questione di palazzo al futuro delle aziende e dei lavoratori”, commenta Carla Demaria, presidente di UCINA – “lo Stato ha dettato una semplice norma quadro, come dimostrato dalle Regioni che sulla materia hanno legiferato in dettaglio”. Anche secondo Assomarinas e Assonat “si tratta di una vera e propria beffa alla luce della stessa sentenza della Corte, nella quale si riconosce che, attenendo la questione anche alla materia tributaria (di competenza statale), di per sé l’intervento del legislatore nazionale non sarebbe illegittimo” – commentano i presidenti Roberto Perocchio e Luciano Serra – “ma lo sarebbe divenuto non avendo ottenuto la previa intesa con la Conferenza delle Regioni per il decreto attuativo”.

4 Comments

  1. Emanuele ha detto:

    Lo “sconcerto” è che ancora non si agisca per far sparire
    molte Regioni e un bel po’ di palazzi

  2. gino ha detto:

    A MORTE LE REGIONI E TUTTI QUELLI CHE PAPPANO ALLE NOSTRE SPALLE

  3. bottadritta ha detto:

    un passo in più verso il baratro della crisi senza fine. Non ci rimetteranno solo i diportisti, a rimetterci saranno moltissimi Marina che vedranno ridurre notevolmente le imbarcazioni ormeggiate, molta gente ha già pensato di vendere la barca, c’è chi lo ha già fatto, c’è persino chi ha abbandonato definitivamente l’ idea di “farsi” la barca e investire su un auto nuova… Elkan e Marchionne ringraziano

  4. fodde ha detto:

    e comunque io a Bari pago l’iva al 22% … mi sa che questa direttiva se la sono scordati in parecchi … non so se questo dipende dalla ragione sociale dell’imprenditore o da altro .. ma io il 10% non l’ho mai visto.

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