Paul Allen fa strage di coralli con il suo yacht (ma c’è una soluzione)

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

tatooshTatoosh (foto sopra), il megayacht di 91 metri (il 43° del mondo per dimensioni) di Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, ha distrutto l’80% del reef della riserva marina della West Bay alle Cayman Island, durante una manovra. Il corallo è stato spazzato via dalla catena della barca. Il multimilionario si difende dicendo che è stata l’Autorità portuale a indicargli l’area dove dare ancora.

microsoft-cofounder-paul-allen-has-pledged-100-million-to-fight-ebolaMULTONE? SPICCIOLI PER IL TYCOON!
Il facoltoso 63enne ora rischia una multa di 600.000 dollari, cifra irrisoria per uno degli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato dalla rivista Forbes in 17,4 miliardi di dollari: l’incidente però minaccia di gettare fango sulla sua immagine di convinto ambientalista. Ironia della sorte, l’ex socio di Bill Gates ha creato una fondazione per la protezione dell’ecosistema marino e contro la pesca intensiva.

0899_C1_06ALLEN DISTRUGGE, GLI SCIENZIATI RICREANO
Per fortuna, al danno ad opera del tycoon americano potrebbe esserci già una soluzione. I ricercatori della fondazione Secore (acronimo di Sexual Coral Reproduction), network di biologi marini con sede negli Stati Uniti, hanno annunciato che i coralli della specie a rischio di estinzione Acropora Palmata, fatti nascere in laboratorio dai biologi tramite fecondazione artificiale, hanno mostrato di sopravvivere una volta reintrodotti nel loro habitat, e, soprattutto, di riuscire a riprodursi in natura. Una notizia davvero importante nell’ottica della ripopolazione corallina e della biodiversità: basti sapere che, multimilionari ammazza-barriere coralline a parte, abbiamo perduto negli ultimi 40 anni l’80% dei Caraibi!

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Classic Boat Cult | Icone Scandinave: 5 capolavori firmati Olle Enderlein

1917, Norrköping, Svezia. Da genitori finlandesi nasce un futuro astro della progettazione navale, una stella della vela scandinava –e non: Olle Enderlein. Nasce così, quindi, anche la componente meno evidente, seppur fondamentale, del DNA Hallberg-Rassy. Icone Scandinave: 5 capolavori firmati Olle

Ouzel: trenta metri di modern classic, all’americana

Maine, Rockport Harbor. Una vista rara per i tempi recenti: un Maxi varato sulle coste atlantiche d’America, anziché in Europa. E il recupero della tradizione non si ferma qui. Lungo 95 piedi (28.96m) Project Ouzel è infatti uno scafo a

Torna in alto