developed and seo specialist Franco Danese

BEST OF 2015 – " Non chiamateli piccoli"

REPORTAGE. Alle Orcadi: tra correnti, baleniere e… un bicchiere di whisky/4
31 dicembre 2015
TUTTI I CANDIDATI DEL VELISTA DELL’ANNO 2016 DALLA A ALLA Z
1 gennaio 2016

best of-11
Lo chiamano “fenomeno microcruising” e racchiude in sé quella strana voglia di affrontare l’oceano con barche, spesso autocostruite, che al massimo raggiungono i 18 piedi, ma che molto più spesso non superano i 10. Per intenderci, Alessandro Di Benedetto, che ha circumnavigato in solitario il globo nostop su un Mini 6.50, è già a una quota limite… anche se il suo record appare destinato a rimanere negli annali molto a lungo. Con l’aggiunta, vale la pensa di ricordarlo, di una riparazione dell’albero spezzato effettuata da solo nel bel mezzo dell’oceano. Scafi, dunque, a bordo dei quali a malapena ci si può sdraiare.

hela-båten2Ma barche assolutamente sicure, sono come palline da ping-pong nel mare, non si rompono mai”, afferma Sven Yrvind, che dei “microsolitari” è il veterano, non solo per i suoi settantacinque anni di età, ma anche perché fu il primo, nel lontano 1980, a passare Capo Horn su Bris II, un 5,90 metri da lui costruito.

Una sfida che gli valse una medaglia del Royal Cruising Club; un riconoscimento che nella storia della vela ha ricevuto gente come Robin Knox-Johnston. E che ora si sta preparando a circumnavigare il globo su una barca lunga tre metri e larga 1,90, che sarà una vera cellula di sopravvivenza.

 

NOMI CHE NON SI DIMENTICANO
ShaneActonInglesi e americani sono i più presenti tra i microcruiser. Come Shane Acton , che tra il 1972 e il 1980 circumnaviga il globo insieme alla propria fidanzata a bordo di Shrimpy, un 5,50 metri, passando per il canale di Panama. Ma il primo uomo al mondo ad attraversare l’Atlantico su un 10 piedi è Tom McClean (correva l’anno 1982). Non contento, decise di tagliarlo per portarlo a soli 7,11 piedi: riuscì così a compiere una seconda transatlantica. Ma quello che più ha colpito la fanasia generale è stato Tom McNally. Americano, soprannominato dai suoi compatrioti “Crazy Sailor”, con il suo sei piedi Big C, nel 1983 attraversa una prima volta l’Atlantico da Ovest a Est. A renderlo un mito negli States, e non solo, non è però questa impresa riuscita, ma il suo secondo tentativo fallito a bordo di uno scafo di solo 3,1 piedi.
Tratto dal GdV di ottobre 2015


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi