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best of-6Cinquanta giorni e tre anni. Tempi molto diversi per lo stesso viaggio con la medesima barca. Questa è la storia di un armatore appassionato di multiscafi e di un catamarano che ha segnato la storia della vela oceanica. L’armatore è François Bich, figlio di quel Marcel Bich che riuscì a far aprire l’America’s Cup a più sfidanti. Era il 1970 e sul 12 m SI France, primo challenger di Marcel Bich (venne battuto dall’australiano Gretel II) c’era anche François. E lo stesso all’edizione del 1974. Ma nel curriculum dell’attuale direttore generale di Groupe Bic, c’è pure molto oceano. Comincia, nel 1970, con Eric Tabarly sul Pen Duick III. Poi, c’è Shenandoah, il gaff schooner di 54 metri del 1902 che dal 1972 al 1986 è della famiglia.

IMG_292Ma François ha la passione per i multiscafi. Compera anche il trimarano con cui Steve Ravussin vinse la Route du Rhum del 1998. E naviga molto su Magic Cat, un 24 metri, progetto di Gilles Ollier, dove incontra Yann Penfornis, direttore di Multiplast, il cantiere che ha costruito la barca. Poi la decisione di attuare il progetto nel cassetto: un giro del mondo, ma con una barca molto veloce. Va a visitare Multiplast, a Vannes, in Bretagna. Con Penfornis discute di possibili progetti. Uscendo dagli uffici gli occhi di François tornano però su un catamarano che sta nel piazzale del cantiere. È grande, impolverato, ma carico di storia e record.


UN CATAMARANO CHE HA FATTO LA STORIA

Uno su tutti: quei 50 giorni, 16 ore, 20’ 04” che nel 2005 (e poi per sette anni) lo resero la barca più veloce attorno al mondo. Quella barca era Orange II, altro catamarano di Ollier, varato nel 2003 e portato al record da Bruno Peyron. La notte porta consiglio. Il giorno dopo François ha deciso: il suo giro del mondo lo farà con Orange II. Il nuovo nome è pronto: Vitalia II, la somma delle iniziali dei figli. Inizia la scommessa: trasformare un super-cat da record lungo 36,80 metri e largo 16,90, in un super-cat da crociera.

LA NASCITA DI VITALIA II
Jack Michal, Franck Martin e Yann Penfornis, i tre architetti che avevano fatto nascere Orange II sono di nuovo assieme con una enorme responsabilità.«Il lavoro» racconta Penfornis, «è stato integrare in maniera più elegante possibile una navicella centrale, dotata di tutti i comfort, che comprendesse un grande salone con cucina-bar, l’armatoriale e con un living all’aperto».Negli scafi, due cabine vip in quello di sinistra, alloggi equipaggio e locali di servizio in quello di dritta. Il tutto senza aumentare troppo il peso e quindi modificare la coppia di raddrizzamento del cat con possibili conseguenze disastrose su struttura e attrezzatura. Per questo su tutto il sartiame dell’albero di quarantotto metri, che porta anche 1000 metri quadri di vele, sono state applicate delle celle di carico. L’equipaggio conosce così in diretta gli sforzi che agiscono sulla barca e può navigare in sicurezza, anche a velocità elevate.

RD4A1916Quelle che François Bich si prepara a sperimentare dopo che lo scorso diciassette aprile il vecchio Orange II, ora Vitalia II, è tornato in acqua. Per trasformare il catamarano che fu di Bruno Peyron in Vitalia II alle maestranze di Multiplast, con Daniel Domergue di Narrative per l’exterior design e Stéphane Lauro di Domicile Fixe per l’interior design, sono servite trentamila ore di lavoro alle quali vanno aggiunte le novantamilamila della costruzione di Orange II. Ma il DNA di un cat unico al mondo è rimasto intatto.

ALL’ORIZZONTE C’E’ UN GIRO DEL MONDO
E Vitalia II è pronto per rifare il giro del mondo e realizzare così il progetto di François Bich. Partenza il prossimo novembre dalla Francia per le Canarie; poi Panama, Tahiti, Capo Horn, Bermuda, Città del Capo, Nuova Zelanda, di nuovo Panama e infine ritorno in Mediterraneo, nel maggio 2018. Saranno passati sì tre anni, ma tre anni volando da un porto all’altro come solo un super-catamarano da record, oggi diventato da gran crociera, è in grado di fare.Buon vento Vitalia II!
Tratto dal GdV di settembre 2015

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