developed and seo specialist Franco Danese

I consigli di Franco Pivoli per una crociera facile (e felice) / 2

Il racconto di Natale – Alle Svalbard, dove si naviga tra gli orsi/1
23 dicembre 2015
Matteo Miceli salvato da un iceberg: "Strano, io non sapevo nulla"
23 dicembre 2015

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

pivoliA grande richiesta tornano i consigli pratici di Franco Pivoli (tra i fondatori del Centro Velico Caprera, è stato olimpionico a Montreal 1976 nei Tornado): alcuni lavoretti da fare in barca per renderla facile e comoda in crociera. Quale momento migliore di questo, con la stagione alle porte e vento e sole che cominciano a richiamarci in acqua? Ci avete chiesto di approfondire la realizzazione pratica di alcune dritte che vi avevano colpito nel numero di qualche mese fa, ed eccovi accontentati! I consigli di Franco Pivoli, che ricordiamo, naviga in lungo e in largo per il Mediterraneo per almeno quattro mesi all’anno a bordo di un Grand Soleil 45 del 1992, sono “lavoretti da smanaccioni”: dove spendendo poco si ottengono risultati ingegnosi. Risultati che facilitano la vita a bordo in equipaggio ridotto e che razionalizzano le manovre e i consumi. In questa prima puntata, parliamo di randa e fiocco…

Sostituite la parte inferiore dei cordini dei lazy jack con delle fettucce

Sostituite la parte inferiore dei cordini dei lazy jack con delle fettucce

RANDA E FIOCCO SENZA COMPLICAZIONI
1. Un sistema furbo per i lazy jack. Sostituire la parte inferiore dei cordini dei lazy jack con delle fettucce vi procurerà significativi vantaggi: quando la randa è ammainata appoggia su una superficie maggiore e non si taglia; inoltre, quando si mettono i terzaroli, e in particolare se si naviga con la seconda mano, tutto il tessuto in eccesso rimane contenuto mettendo in forza i lazy, ma non si rompe la vela.

Immagine 12

I ganci montati sui lazy jack sono quelli in plastica degli elastici: vengono infilati nei cordini dei lazy e cuciti

2. Montando sui lazy dei semplici ganci di plastica, solo da una parte, quando la randa è ammainata la si può chiudere sull’altra fila di lazy, eliminando così i gerli: in un attimo la vela è fissata. L’unico gerlo che si utilizza è quello verso l’albero per allontanare la drizza ed evitare così che sbatta. I ganci di cui abbiamo parlato sopra, sono quelli degli elastici, infilati nei cordini dei lazy e fissati con un filo per cucire cerato: un lavoro da fare con la randa ammainata per trovare la giusta posizione.

Immagine 153. Aggiungendo sul passaggio delle borose della randa due bozzelli Air della Harken, molto leggeri e fissati con un loop in Spectra, la presa di terzaroli diventa molto più semplice e lo sforzo si riduce a un terzo. E se avete il desiderio di diminuire il peso della randa? “Per la randa ho fatto la scelta di utilizzare il tessuto di dyneema della Contender, 8,5 once per la balumina e 7,5 per l’inferitura tagliata in radiale per diminuire il peso della vela, spero sia una scelta oculata! Nella geometria della randa ho spostato i terzaroli in modo da avere una diminuzione del 10% della superficie per la prima mano e del 27% per la seconda. La filosofia è che quando metto la seconda mano voglio avere poca tela a riva, visto che navigo spesso in Grecia con il Meltemi”.

4. Un consiglio anche per la drizza del fiocco: “Dato che ho il rollafiocco, tra posizione di riposo e di lavoro la drizza si muove di 20 cm, per eliminare tutta la coda del pozzetto ho tagliato la drizza. Ho fatto un anello alla fine della parte che lavora, e uno nella parte che non lavora (entrambi in spectra scalzato da 6 mm) in modo da poterle staccare e attaccare, così non ho cima in pozzetto a infastidirmi. Per fare questi anelli ho utilizzato dello spectra scalzato (ultra Gottifredi & Maffioli) da 6 mm, facile e semplice.

PRIMA PUNTATA, GENNAKER SENZA PROBLEMI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi