Le barche più belle dell'anno per Sail Magazine. Siete d'accordo?
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Anche quest’anno la prestigiosa rivista Sail Magazine ha eletto le sue “Best Boats”. Tante sorprese, tanti multiscafi premiati e anche qualche eccellenza Made in Italy. Vediamo, categoria per categoria, quali sono state le barche vincitrici.

Perché comprare una villa sul mare quando esistono barche, come il Jenanneau 64, nate per offrirvi ogni tipo di comfort e capaci di farvi divertire a vela? Non sarebbe sufficiente una giornata intera per capire e apprezzare ogni dettaglio e tutte le possibilità di customizzazione che offre questo nuovo 64 piedi, creato dalla stretta collaborazione tra Philippe Briand per i disegni delle linee di carena e della coperta e Andrew Winch per la progettazione degli spazi interni. Due massimi esperti del mondo dei superyacht.

Gli italiani hanno fatto bingo. Solidità, grinta, attenzione maniacale ai dettagli: ecco un quattordici metri capace di accontentare chi vuole navigare a lungo come chi predilige le regate. Tutto nato in “casa” nostra. Tecnologia e funzionalità sono avanti a tutto, unite a linee d’acqua in grado di portarlo a competere anche in regata. La semplicità di conduzione della barca progettata da Matteo Polli è un altro dei suoi punti di forza.

L’ultima creazione, in ordine di tempo, del cantiere Nautitech, acquisito da Bavaria, è l’Open 40, frutto della matita di Marc Lombard: un 12 metri spazioso che offre due layout interni (a tre o a quattro cabine), ideale per le lunghe navigazioni.

Il nome Loft richiama uno dei punti di forza del Bali 4.3: il ponte principale è infatti un grande ambiente di 30 metri quadri open space dotato di porta basculante verso l’alto che, volendo, separa salone e pozzetto (ma quando è aperta i due spazi si integrano, anche in termini di materiali). La timoneria esterna è al centro del fly, la prua è senza rete e il fiocco è autovirante.

Si chiama G4 ed è il primo catamarano da “crociera” dotato di foil. L’idea è stata sviluppata dal cantiere Gunboat (noto per i suoi catamarani, tra cui il titolato 55 piedi): e non poteva che provenire dagli americani. Durante le prove del prototipo, a St. Maarten, nei Caraibi, il team di sviluppo Gunboat, a bordo al gran completo, ha raggiunto la velocità di 29,7 nodi e il catamarano di 40 piedi si è issato in volo. Certo, alle Voiles de Saint Barth ha scuffiato, sminuendo un po’ il concetto di “foil da crociera”. Ma sicuramente è da ammirare il coraggio dei progettisti!

L’ultimo modello da crociera offshore sulla scia del 40 e del 37 piedi, dopo il cambio di rotta dell’americana Hunter dopo l’acquisizione da parte di David Marlow: la qualità costruttiva di queste barche si è alzata notevolmente. Il pozzetto è spazioso e il piano velico importante.

Realizzato dai cantieri danese Quorning Boats, questo piccolo trimarano di 25 piedi è dotato di albero rotante in alluminio ed è in grado di raggiungere prestazioni davvero eccellenti (ancora maggiori nella versione sport, con albero maggiorato in carbonio): gli scafi sono progettati con cura e gli interni sono sufficientemente spaziosi per una crociera comoda. Carrellabile, prevede l’opzione di una tenda da pozzetto per aumentare lo spazio vivibile “al coperto”.

Il Pulse 600 e’ un trimarano che consente di richiudere con semplici operazioni gli scafi laterali, contenendo così gli ingombri massimi in fase di trasporto, ormeggio, alaggio e potenzialmente di navigazione in acque protette nelle fasi di approdo. L’efficienza del piano di carena permette inoltre il ricorso all’uso di un piccolo fuoribordo con grandi economie di esercizio e ulteriore ampliamento della versatilità d’uso dell’imbarcazione. A colpire poi ecco una piccola tuga smontabile e personalizzabile nei colori che permette di allestire la barca con un vano storage protetto sottocoperta o, viceversa, di consentire una configurazione più sportiva orientata alle performance. La costruzione in carbon-ring frame sotto il piede d’albero e in corrispondenza dell’attacco della traversa di prua permette di razionalizzare il manufatto ottenendo leggerezza all’insieme e garantendo accessibilità allo spazio protetto.

E’ un progetto firmato Simonis-Voogd il nuovo FarEast 28 R, un otto metri e mezzo (per 2,75 metri di larghezza) che punta a diventare uno dei nuovi monotipi di riferimento. Già in Asia si sta dimostrando una barca vincente, grazie anche all’ottimo rapporto peso-potenza. Il suo dislocamento è infatti di 1200 kg, a fronte di un piano velico di tutto rispetto con una randa di 27,8 metri quadri, un fiocco di 20,2 e un gennaker (che sfrutta la presenza del bompresso retraibile) di 80 metri quadri.

17 piedi di lunghezza e prestazioni da urlo per questo catamarano dotato di foil (a T in stile Moth) costruito dal cantiere inglese White Formula.

Premi speciali per l’innovazione tecnologica sono stati inoltre affidati al saildrive di Oceanvolt (a bordo del Gunboat G4) con batterie agli ioni di litio, ai pannelli solari per vele Sailcloth montati sul J88/e e al sistema di distribuzione dell’energia a bordo del catamarano Balance 451
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