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“Tutti i velisti sanno che il sistema ORC non è perfetto, ma perfettibile”,
ha scritto Sergio Quirino Valente, nella lettera in cui annunciava le sue dimissioni da consigliere dell’UVAI (Unione Vela Altura Italiana). Valente, armatore dell’Arya 415 Duvetica Grey Goose, Campione Italiano di Altura in Classe A 2015, si è visto ritirare il certificato di stazza della barca. Un furbetto, direte voi. Non è così. Paga un errore umano nel caricamento dei dati relativi ai file Offset dell’imbarcazione presso il Centro di Calcolo federale: errore al quale è seguito un ulteriore “bug” tecnologico nel sistema di controllo automatico di inserimento dei dati presso il Centro di Calcolo internazionale. La combinazione di questi due fattori si è tradotta in un vantaggio consistente rispetto alla flotta al Campionato Nazionale, un vantaggio “sospetto” che si è ritorto contro l’ignaro armatore, con indagini e ritiro di certificato. La vicenda fa molto riflettere: possiamo ancora fidarci dell’ORC, ora che le sue falle hanno fatto saltare un titolo italiano (probabilmente verrà riassegnato al secondo classificato, il Grand Soleil 43 Blu Sky di Claudio Terrieri)? Cosa ne pensate? Intanto in calce trovate gli interventi di Francesco Siculiana,presiente UVAI e di Sergio Quirino Valente.

Siculiana_020311LA SPIEGAZIONE DI SICULIANA (PRESIDENTE UVAI)
In seguito al riscontro di anomalie nelle classifiche finali del Campionato Italiano Assoluto 2015, dove l’imbarcazione Duvetica mostrava uno strapotere assoluto rispetto al resto della flotta, l’Unione Vela d’Altura Italiana ha invitato il Centro di Calcolo federale ad indagare in merito.
Premesso che l’imbarcazione in questione, dopo il controllo della flotation effettuato a Civitanova Marche durante lo svolgimento del Campionato, risultava perfettamente in linea con i numeri del certificato e premesso altresì che nessuna protesta di stazza o riserva sulla stessa era stata presentata durante o dopo la manifestazione, rendendo così incontrovertibili i risultati della stessa, l’UVAI, tramite l’invito ad indagare, ha cercato di scoprire se vi fossero dei buchi nel Regolamento tali da poter portare, una volta sfruttati, vantaggi nel computo del rating. Dopo attente e lunghe indagini, veniva quindi scoperto che a causa di un errore umano nel caricamento dei dati relativi ai files Offset dell’imbarcazione Duvetica presso il Centro di Calcolo federale, a questo è seguito un ulteriore errore tecnologico nel sistema di controllo automatico di inserimento dei dati presso il Centro di Calcolo internazionale. Il tutto ha comportato un vantaggio di una certa consistenza sul certificato della stessa Duvetica. A seguito della nostra istanza, il certificato dell’imbarcazione è stato ritirato in attesa di decisioni da parte del Centro di Calcolo ORC”.

imageLE RAGIONI DI SERGIO QUIRINO VALENTE
Siamo stati molto attenti a programmare il tutto per migliorare prestazioni e rating, al grammo e a misura, al fine di presentarci al Campionato Italiano al massimo della competitività, forti anche di due precedenti scudetti. L’iter per la stazza è stato quello usuale, tramite il vaglio di uno stazzatore e l’adempimento di una pratica burocratica (rilascio del certificato con ricezione del documento). A Civitanova Marche siamo stati persino controllati dal pool di Tecnici ufficiali ivi presenti, risultando regolari senza difetti o rilievi. Oggi apprendo (ma mi avevano riferito anche di precedenti “rumors”) che nel rilascio del nostro certificato di stazza qualcosa non ha funzionato, per cui il sistema ci avrebbe attribuito un rating migliore ma sbagliato, comunque non consono alla effettività. Tutti i velisti sanno che il sistema ORC non è perfetto, ma perfettibile. Ci può stare. Vedremo… Comunque, senza entrare nel merito della vicenda tecnica perché onestamente non avrei le capacità per farlo, mi permetto di offrire alcuni spunti di riflessione. Se un sistema “non” legge qualcosa che “deve” leggere, qualsiasi barca può incappare nell’errore del sistema stesso. Stavolta è toccato a Duvetica. Ma il tempo sarà galantuomo: sicuramente avremo l’attribuzione di un rating peggiorativo, parteciperemo ad altre regate importanti e lì verificheremo finalmente se un progetto velico è formato soltanto da un “numero”, ovvero da tante altre componenti umane, tecniche e sportive che stanno a fianco e che noi fortunatamente abbiamo sempre praticato”.

14 Comments

  1. Bruno ha detto:

    Non è un errore ORC ma un “errore” umano!!! In molte interviste al Team si legge di attenta programmazione, analisi delle componenti che possono migliorare le prestazione della barca. Questo significa far “girare” il programma, avere delle aspettative di milgioramento e ponderare i pro e i contro di certe soluzioni. NON mi sembra che sia un banale errore di inserimento di un dato. Perchè scusate se faccio una modifica studiando ingegneria e regolamento, mi aspetto un certo risultato. Se quello che esce è palesemente troppo migliorativo.. beh.. o sono stato un genio e lo posso vendere a molte altre barche o capisco che c’è un ERRORE… senza per questo parlare di malafede.. Pensare che qualcuno conoscesse la possibilità di un buco enel porgramma e ne sapesse approfittare non inserendo in modo coscente qualche numero.. beh… sarebbe troppo macchiavellico..

    • Nicola Sironi ha detto:

      Il caso Duvetica è salito in cronaca, e mi permetto di intervenire per chiarire alcuni punti fondamentali al centro del dibattito.

      Di sicuro non c’è stata alcuna frode, e la responsabilità dell’indebito vantaggio nel certificato ORC di Duvetica al recente Campionato Italiano non è attribuibile in nessun modo a una frode intenzionale, nè ad un errore dello stazzatore. E una semplice svista, sfuggita alla verifica da parte di chi riceve ogni giorno tutti i dati elaborati dal Centro di Calcolo, al fine di verificarli nonchè segnalare eventuali errori o inesattezze, e quindi faccio per primo un “mea culpa” per l’accaduto.

      Quando qualcuno – a campionato concluso da tempo – mi ha chiamato per avere una spiegazione nel valore dell’immersione, che sembrava sbagliata, l’errore è saltato fuori, e se fosse stata chiesta spiegazione prima del Campionato, con ogni probabilità l’errore sarebbe emerso prima, e ora non staremmo qui a discuterne.

      Valente ha dimostrato dando le dimissioni di essere un vero sportivo, essendo toccata proprio a lui questa buccia di banana del sistema, e mi auguro che questo incidente di percorso sia di stimolo.
      Sia per gli Armatori a verificare per bene i propri (e altrui) certificati prima di regatare, specie quando qualche valore non “batte”, e sia per l’ORC che per il Centro di Calcolo per mettere in essere dei metodi più efficaci di controllo e verifica dei dati dei certificati “in lavorazione”.
      E che certificati ufficialmente “withdrawn” o errati rinangano disponibili per fare delle prove sul “Sailor Services”.

      Anche se il titolo sarebbe andato a un altro, la gioia intensa della premiazione a Civitanova non potrà essere cancellata dalla memoria dei presenti, nell’assoluta buona fede da parte di tutti i coinvolti.

      Buon Vento

      • Bruno ha detto:

        Non avevo alcuna intenzione di far trasparire una sensazione di frode, ben lungi dai miei pensieri. Vedo che un esperto come Sironi conferma la mia tesi che i dati vanno controllati.. come dice Sironi quando qualche dato non “Batte”.. che era il senso del mio commento, specie in un mondo di professionisti.
        Penso che i regatanti abbiano dato il massimo per la vittoria, come si fa sempre, e che un diverso compenso non avrebbe alterato la loro determinazione ad arrivare alla vittoria, forse solo un maggior stimolo agonistico. Per una mera curiosità di cronaca per me sarebbe interessante conoscere i due dati ORC quello con l’errore e quello corretto. Penso a questo punto sarebbe interessante sia per meglio comprendere il fatto specifico sia per capire come un solo valore possa influire sui nostri certificati.

  2. Claudio Bertone ha detto:

    Quando un arbitro di calcio fischia un rigore che poi, alla moviola, risulta non giusto, si rifà il campionato o si assegna la vittoria all’altra squadra? Il “vantaggio” di Duvetica è stato piccolo, se costretti ad inseguire il titolo, avrebbero semplicemente adottato una condotta di gara più aggressiva e, probabilmente, avrebbero vinto egualmente. Il livello dei regatanti è molto alto, il sistema ORC molto buono. Questo fa sì che un errore umano, di piccolissima portata, può avere conseguenze importanti. Certo che gli errori devono essere evitati, ma su parecchie centinaia di certificati emessi, qualche cosa può capitare. Solo chi non fa nulla, non sbaglia mai. La mia solidarietà all’avv. Valente, a tutto il suo bravissimo equipaggio e fiducia al Centro di Calcolo.

    • Bruno ha detto:

      Sarebbe appunto interessante che fosse reso noto il valore corretto del certificato di stazza. Perchè un numero insignificante puó dare un errore irrilevante nel tempo compensato e quindi non significativo nella strategia. Della regata e non percepibile da chi ha con cura ottimizzato la barca oppure se il differenzuale di coefficente sua significativo e quindi da un lato percepibile dagli addetti ai lavori e tale da aver modificato anche la strategia di regata. Il centro di calcolo ORC dovrenbe chiarire pubblicamente perchè il software di calcolo non ha rilevato l assenzo di un parametro importante. A che livello di operatore è successo. E quali benefici ha comportato per la barca. Allora ci sarà chiarezza e fiducia per il futuro. Ovvio che ORC e Uvai divrebbero anche dire e verificare se questo è stato l unico errore o se l operatore ne ha dimenticato altri

  3. GIO ha detto:

    Diciamo che il sistema di calcolo orc,semplificato o international,secondo me e’molto perfettibile,non solo come dati o errori di immissione degli stessi,caso diuvetica,ma,talvolta capita che misurazione o rating differiscano da uno stazzatore all’altro,cosicche’viene spesso penalizzata la buona fede e la sportivita’ di alcuni armatori rispetto ad altri.Non e’ il caso di diuvetica,barca sicuramente molto veloce e competitiva,ma un problema di compensi da controllare con piu’ attenzione esiste.La parola e il controllo a UVAI e stazzatori.

  4. Andrea ha detto:

    Quindi… è come se mi recassi all’agenzia delle entrate (unico organo preposto a farlo) a richiedere il codice fiscale… e per qualche misterioso motivo esce errato. Poi, quando faccio una dichiarazione o altro la stessa agenzia delle entrate mi sanziona perchè il codice fiscale che ho comunicato è errato… Naturalmente qualcuno (il più pulito ha la rogna) dirà pure che volevo fare il furbetto… ma per piacere !!!

  5. Ste ha detto:

    Salve ragazzi, in analisi mi sembra di aver capito che uno dei dati sbagliati era il draft ( pescaggio), che in ORC , ricordo essere un dato sensibile nel dare il valore rating, è un dato che chi ne maneggia di certificati salta all’occhio, perciò vi suggerisco di stare più attenti la Prox volta, se poi parliamo di certificati la visione dovrebbe essere più trasparente e più facile per tutti,magari mostrati all’albo regate,per una facile consultazione e non dover sfruttare le conoscenze delle varie segreterie regate Per farsi fare una copia dei certificati degli altri concorrenti ,come fosse un segreto di stato,con una trasparenza migliore l’errore sarebbe venuto prima ancora di regatare. Buon vento a tutti

  6. Nicola Sironi ha detto:

    ORC SAILOR SERVICES

    Rendo noto che l’ORC, al fine di realizzare nella pratica la trasparenza di cui si fa vanto, ha messo in linea il servizio “Sailor Services”.

    Registrandosi a questo sito si possono scaricare gratuitamente tutti i certificati del mondo, nelle loro evoluzioni successive, e a pagamento si possono fare prove od otterere altri elaborati. Un servizio del quale i velisti italiani sono i migliori clienti.

    Sono passati i tempi in cui bisognava fare la corte a segretarie un po’ bruttine per avere di nascosto le fotocopie dei certificati, o pagare cifre consistenti all’Uvai, o più di recente fare le foto coi telefonini.

    Alla via così

  7. Lucio ha detto:

    I primi sistemi di abbuono risalgono al 1820 sulla spinta di quelli che non ci stavano a perdere (ne conoscete qualcuno anche oggi?)
    Poi c’è stato uno sviluppo incessante che ha condizionato l’evoluzione dello Yacht da regata e non.
    Negli anni 70/80 c’era lo IOR, poi venne l’IMS del Prof. Kerwin del MIT. Oggi c’è l’ORC, la tecnologia di Rating più razionalmente sviluppata, manutenzionata ed evoluta del pianeta.
    Purtroppo non è il verbo; è solo un modello matematico (basato su equazioni piuttosto semplici e non omnicomprensive) e come tale è condizionato dal Know How scientifico odierno.
    Alcuni considerano obsoleti sia il modello aerodinamico ORC che quello idrodinamico della carena.
    Tutto è perfettibile; quando i PC saranno più veloci, per attribuire un rating faremo girare programmi CFD, ma state pur certi che i perdenti continueranno a dar la colpa al sistema di compensi.
    Deciso che l’ORC non funziona, si sono buttati sui monotipi, ma le varianti sono tante che neanche i monotipi soddifano. C’è poco da fare: alla fine vincono sempre i professionisti, che sempre dispongono di equipaggi, vele e scafi migliori.
    Per il momento mi accontenterei di sviluppare ancora il meglio che c’è, riducendo i costi del certificato.
    Per favore non rigettiamo un’altra volta il tutto per reinventar un ombrello pieno di buchi.

    • Nicola Sironi ha detto:

      Bravo Lucio!

      Il tuo intervento laconico ma preciso ci sta proprio in questa vicenda, in cui le risse paesane possono facilmente prendere il sopravvento, e di cui Costantin è un portavoce di consumata efficacia, rispetto a una visione forse un po’ cinica ma molto precisa e realistica come brillantemente tu hai espresso.

      Pochi anni fa un caso analogo era successo in Spagna, alla Copa del Rey, nell’ambito della classe IMS 670.

      Quella volta fu l’Enan 37 modificato VERTIGO 2 ad essere indebitamente bonificato dal Centro di Calcolo spagnolo, e l’armatore catalano Guasch fece pochi mesi dopo, a seguito di una ristazza per accertare definitivamente i dati, il “beau geste” di restituire la Coppa vinta per un “errore di sbaglio”, e successivamente ha continuato a regatare con il rating corretto.

      E prima ancora c’erano stati casi clamorosi, come il Manzanita vincitore di una delle prime Quarter Ton Cup, che una volta arrivato in Italia e ristazzato fece emergere il problema, ma questo non privò il vincitore del titolo ormai acquisito.

      Come pure il Tatoosh costruito da Minneford a fine anni 70, che una volta diventato Rrose Selavy – e ristazzato in Italia, aveva fatto emergere problemi di stazza, poi rilevati anche su altre barche stazzate nello stesso modo, a City Island.

      E la lista, visto l’elevato livello della audience di questo thread, potrebbe continuare…

      Ma ripeto che questo deve essere uno stimolo per migliorare, non per accusare o distruggere.

      Forse il comunicato un po’ troppo “andreottiano” uscito sul sito Uvai la settimana scorsa avrebbe potuto convenientemente essere evitato, ma ora che è stato pubblicato e quindi “siamo in ballo”, suggerirei di concludere la discussione su questa buccia di banana esortando a guardare avanti:

      al Campionato Mondiale che si farà a Trieste fra 2 anni e sarà presentato sabato, ovviamente a Trieste.

      gli sportboat a Chioggia a maggio 2016, ma senza trapezi e l’obbligo di motore ausiliario, oltre all’Europeo di Porto Carras nel Nord Egeo seguito a ruota dal Mondiale a Copenhagen (Skoshoved).

      Pochi saranno gli italiani a sobbarcarsi una trasferta all’Est o al Nord con le proprie barche, quando negli stessi giorni è programmato il Nazionale Assoluto a Palermo, la prima volta in Sicilia, dopo più di 20 anni della storia del Campionato, iniziata nel 1994 a Poltu Quatu a sancire la nascita dell’Uvai e su disegno di Damiani.

      Gli Armatori italiani non limitrofi nè interessati al programma siciliano potrebbero cercare nella flotta mondiale barche dello stesso tipo (X, Swan, Beneteau, Farr 40 etc) che non hanno il budget per partecipare per conto loro, ma potrebbero essere contenti di ospitare degli italiani, e per il Campionato e correre col tricolore.

      Questo concetto, che da molti anni vado proponendo senza nessun risultato concreto, ha funzionato per la prima volta al Mondiale di Barcellona di quest’anno, dove diversi equipaggi brasiliani, ecuatoriani, peruviani, estoni sono scesi in campo con barche “locali”, noleggiate da colleghi armatori italiani, spagnoli o russi, portandosi in pochi casi anche le proprie vele dei loro Swan 42, First 40, o X-41.

      Gradito sarebbe un intervento della Redazione a sintesi, che ringrazio per aver iniziato il dibattito, ed ospitato questo forum, magari facendo una sintesi del dibattito con una nuova headline senza toni critici nè irrisori verso il sistema nonchè della sua gestione ed amministrazione.

      Absit Iniuria Verbis

  8. manuel costantin ha detto:

    Per i pigri che non si siano registrati al sito dell’orc ho copiato qui il certificato di duvetica il gph sarebbe stato di 541,3
    le polari sono sotto, le differenze ve le calcolate, sulla mia pagina facebook vedete anche i certificati in bella

    BOAT
    541.3
    GPH
    Class ARYA 415 MOD.
    Designer LOSTUZZI
    Builder ARYA YACHTS
    Series 01/2007
    Age 07/2015
    Age Allow ance 0.260%
    Offset File I41503.OFF – 12/11/2015 19:34:44
    Measurement by BERTONE – 20/08/2015
    GENERAL
    Length Overall 12.700m
    Maximum Beam 3.698m
    Displacement 6,506kg
    Draft 2.550m
    IMS Reg. Division Cruiser/Racer
    Dynamic Allow ance 0.000%
    Fw d Accommodation Yes
    Hull Construction Cored
    Carbon Rudder Yes
    Crew Arm Extension
    IMSL 11.579m
    RL 11.037m
    VCGD -0.353m
    VCGM -0.303m
    Sink 23.77kg/mm
    WS 31.77m²
    HULL
    OFFSHORE
    COASTAL / LONG DISTANCE
    INSHORE
    WINDWARD / LEEWARD
    Time On Distance 528.7 597.0
    Time On Time 1.1349 1.1307
    PLT PLD PLT PLD
    Performance Line 0.985 108.2 1.059 266.2
    Low Medium High Low Medium High
    Triple Number 1.0956 1.4047 1.5755 0.8355 1.1274 1.2877
    SCORING OPTIONS
    Selected Courses
    TIME ALLOWANCES
    Velocity Prediction in Knots for True Wind Speeds
    Offshore
    Racing
    Congress
    Rating Office
    Number 415031
    ORC Ref ITA00017501
    Issued On 12/11/2015
    VPP Ver. 2015 1.01
    Valid until 31/12/2015
    Certificate
    Declared 770kg
    Def ault* 812kg
    Non Manual Pwr No
    Crew Weight
    Double H.GPH
    Double H.OSN
    Non Spin GPH
    Non Spin OSN
    N/S Perf . Line
    ToD
    547.6
    536.8
    579.7
    565.1
    65.7
    ToT
    1.0957
    1.1178
    1.0350
    1.0617
    0.845
    Special Scoring
    Headsails
    7
    Spinnakers
    4
    Sails Limitations
    CDL = 11.309
    Class Division Length
    Heav y Weather Jib 40.79
    Storm Jib (JL=11.30) 15.11
    Storm Try sail 17.13
    Storm Sails Areas
    Ow ner
    Wind Velocity 6 kt 8 kt 10 kt 12 kt 14 kt 16 kt 20 kt
    Beat VMG 917.5 748.4 669.4 635.6 616.2 606.8 605.8
    52° 594.5 490.8 455.6 443.9 437.7 433.5 429.1
    60° 556.4 468.5 441.0 430.2 423.6 419.3 412.7
    75° 524.6 455.0 428.4 410.3 399.5 392.8 386.8
    90° 524.5 450.8 430.4 407.5 385.3 369.7 357.2
    110° 522.5 448.5 418.5 395.9 379.3 367.9 345.0
    120° 548.5 454.7 417.1 386.7 371.2 358.0 330.9
    135° 621.5 493.4 444.8 416.6 386.9 356.6 305.4
    150° 753.9 602.0 504.8 455.0 427.3 401.4 347.9
    Run VMG 870.5 695.1 582.9 521.4 480.2 451.3 400.8
    Windward / Leeward 894.0 721.8 626.1 578.5 548.2 529.1 503.3
    Circular Random 742.9 600.7 525.3 481.8 454.8 436.6 411.8
    Ocean for PCS 793.0 627.8 536.3 480.3 442.6 414.5 372.3
    Non Spinnaker 813.7 650.4 561.6 509.0 475.9 453.9 426.3
    Wind Velocity 6 kt 8 kt 10 kt 12 kt 14 kt 16 kt 20 kt
    Beat Angles 43.7° 43.0° 40.9° 39.6° 38.5° 38.1° 38.7°
    Beat VMG 3.92 4.81 5.38 5.66 5.84 5.93 5.94
    52° 6.06 7.34 7.90 8.11 8.23 8.30 8.39
    60° 6.47 7.68 8.16 8.37 8.50 8.59 8.72
    75° 6.86 7.91 8.40 8.77 9.01 9.16 9.31
    90° 6.86 7.99 8.36 8.83 9.34 9.74 10.08
    110° 6.89 8.03 8.60 9.09 9.49 9.79 10.43
    120° 6.56 7.92 8.63 9.31 9.70 10.06 10.88
    135° 5.79 7.30 8.09 8.64 9.30 10.10 11.79
    150° 4.78 5.98 7.13 7.91 8.43 8.97 10.35
    Run VMG 4.14 5.18 6.18 6.91 7.50 7.98 8.98
    Gybe Angles 137.1° 143.3° 145.3° 154.4° 160.7° 167.8° 156.3°
    © Of f shore Racing Congress 2015
    http://www.orc.org
    2015
    Measurement

  9. gino ha detto:

    A latere del discorso dati del certificato e per modesti armatori (che pure fanno gran numero) ,perchè non si prende in considerazione la vetustà delle vele , ove ciò è considerato invece per la barca ? (Bhè un’idea l’ho ..perchè così si incentiva l’acquisto di vele nuove ..o no?) .

  10. Roberto ha detto:

    Mi permetto di segnalare che anche il nuovo certificato presenta errori pAlessi, stavolta ovviamente a scapito di Grey goose. Dati talmente evidenti come il draft che viene riportato a 2,45 ……domanda come e’ possibile emettere nuovo certificato senza ristazzare la barca???? Misteri uvai …..

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