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Certificazioni di sicurezza false. State attenti alla vostra!

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certificazioniNon è la prima volta e, probabilmente, non sarà neanche l’ultima. La Guardia costiera di Rimini ha attivato il sequestro preventivo degli uffici marittimi dell’Istituto Giordano di Bellaria, ente di certificazione: l’accusa è di aver rilasciato false certificazioni sulle dotazioni di sicurezza alle unità da diporto, accelerando le emissioni delle pratiche e abbattendo i costi effettivi dei controlli per massimizzare i profitti. Inoltre è stato disposto il sequestro preventivo di 5 imbarcazioni vagliate dagli “ispettori” dell’Istituto (alcune delle quali sono all’estero) che non presentano i requisiti necessari per la navigazione. La letteratura nautica è costellata di questi episodi (nel 2009 era accaduto a Monfalcone). Quindi controllate bene le vostre certificazioni di sicurezza!

MA PERCHE’ NON ABOLIAMO LE CERTIFICAZIONI?
Se c’è una morale, in questa storia distorta, è che queste certificazioni dei controlli delle dotazioni di sicurezza sono una farsa e un vero e proprio balzello inutile che andrebbe abolito: secondo noi andrebbe lasciata all’armatore la responsabilità che tutto sia in ordine e funzionale. Se poi durante un controllo vieni beccato non a posto ne paghi le conseguenze: siete d’accordo con noi?

9 Comments

  1. Ugo ha detto:

    sarei d’accordissimo, ma in italia, come al solito, il problema è che i controlli non si fanno.
    quindi si procede con una “multa preventiva” a tutti mascherata da adempimento burocratico e poi chi s’è visto s’è visto…

  2. Gino Buizza ha detto:

    molto daccordo
    infatti io ho fatto bandiera belga

  3. Lucio ha detto:

    Sono stato certificato a Monfalcone dall’Istituto Giordano: un adempimento burocratico con controlli superficiali e inefficaci ad assicurare le reali condizioni di sicurezza a bordo. Non sono neanche entrati in barca.
    In seguito sono stato avvisato che la documentazione prodotta non era idonea per colpa del Certificatore e che la visita andava rifatta. E’ arrivato un altro “Perito” e la storia si è ripetuta con poche varianti.
    Soldi buttati per foraggiare Istituzioni il cui unico fine è la produzione di documenti che non servono a niente.
    Documenti che la Guardia Costiera è tenuta a richiedere e controllare, eventualmente sanzionando.
    L’importante è che il diportista paghi, altrimenti l’edificio non stà in piedi e la disoccupazione aumenta.

  4. Franz ha detto:

    anche a me annullarono il certificato, ma l’Ente me l’ha rifatto a spese sue e da allora nessun problema. Ma qui avevo capito che c’entrava il CE, non le visite periodiche

  5. Hook ha detto:

    Una sola parola per lo stato che ci meritiamo, finchè continuamo a votarli invece di prenderli a calci nel cxxx……. LADRI!!! -in Ucraina il popolo prende il politico ladro e lo butta nel cassonetto (vedi Youtube). Ma la pecora italiana non lo farà mai.

  6. Sebastiano Bettio ha detto:

    Mi sento chiamato in causa: sono ispettore nel campo della nautica da diporto, ed eseguo le visite per il rinnovo del certificato di sicurezza.

    Mi starebbe bene il discorso del “eliminiamo tutto e lasciamo all’armatore la responsabilità” se (e SOLO SE) fossimo in un paese di persone civili e soprattutto previdenti. Con centinaia di visite alle spalle, posso ormai dire che nel 70% di imbarcazioni che visito trovo qualcosa che non va. Ovviamente, di questa percentuale, la fetta maggiore è rappresentata dai motoscafi.

    Ergo, al di là che è il mio lavoro e che mi dà da mangiare, io non eliminerei MAI qualcosa che può aiutare la sicurezza del buon navigare, e parlo ovviamente da diportista.

    C’è poi un punto che mi fa davvero ridere: chi cambia bandiera solo per non sottostare all’obbligo del “collaudo” e/o per non imbarcare la zattera. Ma ci rendiamo conto di cosa vogliano dire poche centinaia di euro spalmati su 5 anni? La vostra vita vale forse di meno?
    In genere, quando faccio le prescrizioni, trovo persone che capiscono la gravità dei problemi che sottopongo loro, e comprendono che non è un “furto legalizzato” come in tanti invece sostengono…

    Detto questo, trovo essenziale che due cose accadano: che chi compie il lavoro lo faccia con PASSIONE, e che chi usa politiche scorrette paghi i suoi errori.

    Saluti a tutti, e buon vento!
    Sebastiano Bettio

    PS: per caso qualcuno di voi ha i tubi del GPL scaduto, o non sa cosa sia il portellino fire-port sul cofano del motore? 😉

  7. Paolo Ponzali ha detto:

    Sarebbe più giusto che questi enti lasciassero una tabella descrittiva dei controlli da fare, chi se li può fare da se lo faccia altrimenti si appoggi ad un cantiere che lascia documentazione conforme. Non parliamo poi di tutte le dotazioni di sicurezza da rinnovare compreso lo zatterino ogni due anni!!!! a cosa serve se ho sempre il tender gonfiato legato in coperta!!!

  8. Alfredo ha detto:

    Nello scorso aprile ho rinnovato il certificato proprio con l’istituto in questione a Monfalcone. La mia esperienza e’ positiva: visita puntigliosa ed interessante confronto sulla sicurezza in genere è su alcuni dispotivi presenti in barca…Probabilmente il caso dell’articolo riguarda un operato specifico e come sempre, occorre evitare là tentazioni a generalizzare.
    Concordo con chi sostiene che il cambio bandiera per evitare qualche obbligo in sicurezza, e’ poco condivisibile…io preferisco qualche optional in meno a bordo ma cercare di avere qualcosa in più in caso di emergenza.

    Buon vento.
    A.

  9. Marco ha detto:

    Abolire tutto !!! La vela è libertà.
    Non elenchi di normative !! Obblighi, controlli Rina multe .. ecc ecc
    per vari millenni
    l uomo ha navigato senza le marche da bollo !! Ognuno si organizza in funzione a quelli che deve affrontare !!

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