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INTERVISTA ESCLUSIVA Pedote, eroe italiano che ha messo dietro i francesi

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pedote
Lo abbiamo rapito telefonicamente al volo appena sceso sui pontili di Itajaì. Giancarlo Pedote (in coppia con Erwan Le Roux) è l’eroe del giorno
: sul Multi 50 FenetreA-Prysmian ha dominato la Transat Jacques Vabre (5.400 miglia da Le Havre, in Francia, a Itajaì, in Brasile) non solo vincendo nella sua categoria ma chiudendo davanti ai più veloci e tecnologici IMOCA 60. Un risultato pazzesco ottenuto dal 39enne fiorentino che dopo i successi della classe Mini vince tutto sui multiscafi e adesso ha in testa solo un obiettivo: partecipare al Vendée Globe.

Giancarlo, come ci si sente ad aver vinto la più dura delle regate oceaniche?
Provo una grande soddisfazione. Soprattutto avercela fatta in multiscafo, e averla conclusa prima degli IMOCA, mi ha fatto capire che siamo andati davvero forte. Che risultato per me, che risultato per l’Italia”.

Una volta che avete capito che gli altri Multi 50 non vi avrebbero più ripreso, qual è stata la vostra strategia?
Continuare a correre il più possibile. A questo punto volevamo stare davanti agli IMOCA e chiudere terzi assoluti (Macif e Sodebo sono gli Ultime, maxi trimarani di 100 piedi che hanno chiuso in prima e seconda posizione assoluta: ma trattasi di due extraterrestri fuorigara) e ci siamo riusciti”.

Nonostante una rottura alla randa.
Già, la randa sabato si è delaminata vicina alla testa, abbiamo dovuto ammainarla completamente e procedere alla riparazione con delle patch. Per fortuna ha tenuto. Questa è stata l’unica avaria che abbiamo subito. In una regata “ecatombe” come questa Jacques Vabre, con tantissimi ritiri, possiamo ritenerci più che soddisfatti”.

Il momento più difficile della regata?
Te l’ho già detto qualche giorno fa quando ci eravamo sentiti. La depressione che ha messo la flotta in ginocchio fino all’altezza di Madeira. Quarantotto ore da incubo, senza chiudere occhio, nella tempesta. E’ stata durissima ma ne siamo usciti indenni perché abbiamo scelto una strategia conservativa”.

E adesso?
So dove vuoi andare a parare

Hai vinto tutto in Mini, hai vinto tutto in Multi50, ora ti resta l’IMOCA, e il Vendée Globe, il giro del mondo in solitario.
Non ho mai nascosto che sia il mio obiettivo, ma si tratta di un progetto ambizioso. Io, credo di averlo dimostrato, ci tengo a fare le cose bene. Quando deciderò di prendere parte al Vendée, sarà perché avrò trovato i fondi necessari a costruire un progetto vincente. Non me ne frega niente di fare il giro del mondo tanto per navigare, io voglio vincere. O almeno giocarmela”.

Le preiscrizioni per il Vendée scadono il prossimo 1 luglio… sicuro sicuro sicuro di non farcela?
Io la vedo così. Più passa il tempo, più l’investimento per partecipare dovrà essere importante, per recuperare il ritardo sugli altri team. Ma non escludo nulla, anche se in Italia…

In Italia?
In Italia non riusciamo ancora a vendere bene la vela oceanica. Ti faccio un esempio: domani in Francia L’Equipe (il più importante quotidiano transalpino) dedicherà ampio spazio alla Jacques Vabre, da noi i maggiori quotidiani nazionali, probabilmente, non daranno lo stesso peso alla regata, anche se ha vinto un italiano. Proprio adesso che invece sarebbe il momento di cavalcare l’ottima stagione che la vela d’altura italiana sta vivendo”.

A proposito: sai che Michele Zambelli è secondo alla Mini Transat?
Lo scopro adesso da te. Grande Michele, ti dico solo una cosa: a tutto gas e non mollare!

2 Comments

  1. Lucio Godini ha detto:

    “In Italia non riusciamo ancora a vendere bene la vela oceanica”.
    ….e non solo quella.
    Speriamo che prima o poi si inizi a raccolgliere i finanziamenti necessari a promuovere il movimento più che i singoli regatanti.

  2. Manuela ha detto:

    Grande Giancarlo! Ho lavorato per anni alla Prysmian (come esterna) e ho tifato per la loro barca. Adesso la loro barca ha un nome e un volto per me. (essendo arivata a Capo Horn in un Solar 40 mi sento molto vicina a te!) In bocca al lupo per i prossimi eventi e lavorate (velisti italiani) sulle vostre doti relazionali e i social network. Così quando vincono gli italiani nella vela verrà riportato bene in tutti i quotidiani italiani e non!

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