Il Mediterraneo è una grande pattumiera di plastica. 32 rifiuti per chilometro quadrato
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Questo il risultato choc dell’indagine“Marine litter 2015” presentata nell’ambito del convegno “Plastic free sea” e focalizzata su quantità, danni e prevenzione dei rifiuti in mare. Dei 2.600 rifiuti avvistati, il 95 % è plastica: in media 32 ogni kmq. Sono rientrate nell’indagine anche le microplastiche al largo delle isole, con Ischia che ha fatto registrare i valori massimi (sono state rilevate 528 microparticelle di plastica per 1.000 metri cubi di acqua); ma non si salvano neanche Tremiti, Lipari, Ventotene, Asinara e Elba.
Insomma un mare magnum di plastica e spazzatura tra rifiuti galleggianti, quelli adagiati sulle spiagge (l’indagine “Beach litter” eseguita su un’area di 136.330 mq, pari a quasi 20 campi da calcio ha permesso di individuare e smaltire 22.114 rifiuti spiaggiati: in particolare sono stati trovati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in più ogni 100 mq rispetto allo studio dell’anno precedente) e sui fondali, e quelli diventati minuscoli e invisibili frammenti. Ma vediamo quali sono i rifiuti lasciati per mare con maggiore leggerezza: il 39% sono teli e buste di plastica, intere e frammentate (17%), concentrate soprattutto nel Mar Adriatico dove se ne contano 5 ogni kmq. Seguono cassette di polistirolo e frammenti (7%), bottiglie di plastica (6%), reti e lenze (5%), stoviglie di plastica (2%). Il restante 5% dei rifiuti marini è costituito da carta (54%), legno manufatto (21%), metalli (12%), gomma (6%), tessili (4%) e vetro (3%).
Al secondo posto nella classifica dei mari più disseminati di rifiuti galleggianti c’è l’Adriatico meridionale, con una densità di circa il 34% per Kmq. Segue lo Ionio, con il 33%. Nell’Adriatico il tratto più critico è quello compreso tra Cesenatico e Ancona, dove sono stati rilevati 42 rifiuti per Kmq. Sempre in questo mare è stata registrata una presenza più massiccia di rifiuti legati al settore pesca (55%), come cassette di polistirolo, reti e lenze.
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