Riparte la Mini Transat, le chances dei nostri marinai
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Oggi, alle 12 ora italiana, parte la seconda tappa della Mini Transat. Quella più dura, 2.770 miglia da Lanzarote (dove i 72 Mini sono da circa un mese dopo la prima frazione Douarnenez-Canarie) a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa. Qui si vedranno i veri marinai. Gli italiani in gara sono rimasti in cinque, dopo l’abbandono di Andrea Pendibene (nella foto sopra, all’estrema sinistra) su Pegaso Marina Militare a causa del disalberamento al largo di La Coruna.

Tra i Proto, Michele Zambelli su Illumia e Alberto Bona su Onlinesim.it sono pronti. Entrambi sono reduci da una prima tappa al di sotto delle aspettative: Zambelli ha chiuso 12°, Bona 14°, dopo peraltro essere stati al comando della classifica nei primi giorni e aver visto sfumare il loro vantaggio a causa di scelte tattiche errate. Rispetto al leader della classifica Davy Beaudart e al suo Flexirub, la barca dalla prua tonda evoluzione del mitico Teamwork di David Raison (vincitore della Mini 2011), Michele ha un ritardo di circa 24 ore, Bona di 31. Sarà molto difficile, ma provarci è d’obbligo. Soprattutto perché Zambelli vuole migliorare il suo decimo posto ottenuto nella Transat 2013, e Bona arriva da un quinto posto nei Serie.

Nei Serie, gli occhi sono puntati su Andrea Fornaro, a bordo di Sideral. Il velista laziale ha stupito tutti nella scorsa tappa: ottima partenza, disastro tattico, fondo della classifica iniziale e poi una rimonta costante di ben 25 posizioni e 13° posto finale. Ha dimostrato una grande scorza, Andrea. E ora se la può giocare. Il ritardo dal leader della classifica Ian Lipinski è di 19 ore. Poche, su quasi 3.000 miglia. Roland Ventura invece parte dal 23° scalino, piazzamento più che dignitoso per una barca vecchiotta quale la sua (Fondation Planiol), ma sicuramente l’italiano che vive in Francia vorrà qualcosa di più. Come vorrà di più Federico Cuciuc (su Zero & T), che partirà dal 43° posto dopo le tante avarie nella prima frazione. C’è tutto da recuperare! Forza azzurri!
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