Il capo di Luna Rossa arriva in Nuova Zelanda: noi tifiamo per lui
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Ecco la prima foto di Max Sirena in divisa kiwi, dopo l’annuncio del 6 ottobre scorso che lo ha visto approdare alla corte di Grant Dalton e di Emirates Team New Zealand. In realtà è un fine lavoro di photoshopping della nostra grafica Micaela Volpe! Invece non fingiamo quando sosteniamo di tifare per Max anche se ha cambiato casacca, e vi spieghiamo perché.
C’E’ POCO DA INVENTARE SUGLI AC48
“Mi ha dato l’ok Patrizio Bertelli (il boss di Prada, ndr)” ha dichiarato Sirena per rassicurare tutti che aveva avuto il via libera dal team italiano Luna Rossa. Poi, ha spiegato che va con i neozelandesi con l’obiettivo di vincere la Coppa e – ma questo lo diciamo noi – di riprendere il suo posto con Luna Rossa che ritornerebbe clamorosamente per l’edizione numero 38. Con nuove regole soprattutto, perché, ha proseguito Sirena, con queste regole applicate ai supercatamarani volanti AC 48 con cui si disputerà l’edizione del 2017, c’è poco da inventare. “Si può intervenire solo” ha spiegato”sulle derive, sulle appendici, sulle ali e sulle regolazioni”.

Ecco il nocciolo che snatura lo spirito della Coppa America. Le barche più o meno saranno tutte uguali, limitate nella progettazione dal regolamento che hanno stravolto in corsa gli americani di Oracle a metà 2015, con la scusa – falsa – di limitare i costi. Pensate un po’, è come se la Moto GP si corresse con moto tutte uguali, dove la libertà di modifiche fosse circoscritta alle gomme e alla messa a punto. Oppure, è come se nella Formula Uno automobilistica la Mercedes e la Ferrari avessero lo stesso telaio e lo stesso motore. Nella vela si chiama “monotipia” e ha una ottima ragion d’essere nella vela delle Olimpiadi e in classi come la barca di successo del momento, il J 70. Ma non nella Coppa America dove lo spirito è quello di spingere all’estremo l’ingegno umano per progettare la barca più veloce rispetto alle altre. Tutto questo ha dato vita nella storia della vela alle principali innovazioni, poi applicate alle barche per il diporto. Piani velici, attrezzature, linee di carena…insomma tutto quello che fa andare meglio spinta dal vento una barca lo dobbiamo in buona parte alla libertà di progettazione che sino ad ora ha avuto al Coppa America. Per questo tifiamo per New Zealand e siamo con Max Sirena. Perché siamo certi che se i neozelandesi vinceranno la Coppa America nel 2017, Luna Rossa e il suo boss Patrizio Bertelli torneranno in gioco.
L’ACT 3 DELLE ACWS
A proposito di Coppa America: agli svedesi di Artemis è andato l’ACT 3 delle America’s Cup World Series alle Bermuda: l’AC45 di Iain Percy e Nathan Outteridge ha battuto Emirates Team NZL e Oracle Team USA. Quarto posto per Land Rover BAR, quinto Softbank Team Japan e ultimo Groupama Team France. Non c’è molto altro da raccontare.
DIFFICILE SEGUIRE LA COPPA, ANCHE VOLENDO
Almeno secondo il nostro Eugenio Ruocco: “Mi sono scaricato la app gratuita AC+ (disponibile sia per dispositivi iOS che Android) ed è stata una vera delusione. La qualità dell’applicazione, a mio avviso, è inadeguata rispetto alla portata dell’evento, seguitissimo dal vivo: c’è chi si lamenta che nella classifica overall, una volta che i team hanno raggiunto i 100 punti, appaiano tutti nuovamente a 1 punto azzerando la graduatoria. Personalmente, prima di aprire l’app, il mio Samsung Galaxy ci mette tantissimo (“retrieving location”, mi dice. Ma non è un problema del mio smartphone, succede anche ad altri). Per seguire le regate live bisogna pagare (e anche piuttosto salato: l’evento delle Bermuda costava fino a 5,99 sterline), altrimenti bisogna aspettare alcune ore per la sintesi video. Non mi stupisce che in Italia l’evento non sia praticamente seguito: figuriamoci poi dopo l’uscita di Luna Rossa. Ma ho letto tantissime pessime recensioni anche da parte degli utenti inglesi…”.
LOUIS VUITTON’S AMERICA’S CUP WORLD SERIES (CLASSIFICA DOPO 3 EVENTI)
1. Emirates Team New Zealand 122
2. ORACLE TEAM USA 112
3. Land Rover BAR 109
4. Artemis Racing 105
5. SoftBank Team Japan 100
6. Groupama Team France 82
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