La Francia si prepara a rottamare le barche. E noi?

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APE_ROTTAMAZIONEA partire dal gennaio 2017, su tutte le barche nuove vendute in Francia verrà prelevata una “eco-partecipazione” destinata a finanziare la filiera di smaltimento della barche.
Una decisione che appare rivoluzionaria e soprattutto necessaria e che speriamo sia seguita ben presto anche da altre nazioni. Infatti, lo smaltimento delle barche è sempre stato frenato dai costi, che lo rendono un affare poco redditizio.

I numeri previsti sono impressionanti: nel 2014 le barche dismesse sono state circa 400, mentre secondo le prime stime con il nuovo progetto saranno circa 3.000 le barche destinate a essere smaltite, partendo da quelle abbandonate nei porti (in Francia è un problema molto sentito e che potrebbe allo stesso tempo aiutare il diporto nautico) o lungo i litorali, a prescindere dalla loro età, dalla presenza o meno di danni o persino dall’esistenza o meno del loro armatore. Barca abbandonata uguale barca da rottamare.

Una strada che potrebbe a nostro parere seguire anche l’Italia: basta girare un po’ per vedere scafi di ogni taglia abbandonati non solo vicino al mare, ma anche nei terreni di campagna; se ne parla da diversi anni, in realtà, ma il problema, da noi come Oltralpe, è sempre stato il costo della rottamazione.

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2 commenti su “La Francia si prepara a rottamare le barche. E noi?”

  1. Pingback: La Francia si prepara a rottamare le barche, ed in Italia? | Vela Veneta

  2. Il provvedimento Francese è sicuramente in linea con le più aggiornate tecniche e politiche di finanziamento del più generico ELP (end life product).
    Esistono già eco-tasse per numerosi altri prodotti, anche in Italia (pneumatici, ad esempio)e sicuramente la strada intrapresa dai Francesi sarà presto seguita dagli altri Paesi Europei.
    Ma l’eco-tassa (che poi infine graverebbe sulle spalle dei diportisti e conseguentemente del mercato) per noi di UCINA che stiamo lavorando al tema di ELB dal 2008, è solo una molto parziale risposta al tema ambientale. Abbiamo sviluppato, infatti, un ambizioso progetto basato sul tema della sostenibilità ambientale, econonomica e sociale. Più semplicemente ELB di UCINA-Confindustria Nautica impronta il tutto sul tema della circolarità. Abbiamo stretto, già nel 2009 una convenzione con il CNR per portare avanti ed applicare gli studi e le applicazioni tecnologiche per rendere possibile il completo reimpiego, riuso, recupero dei materiali che compongono la maggior parte delle unità nautiche, da diporto e da lavoro (militare e non). Abbiamo altresì sviluppato in sede UNI una norma tecnica specifica, publicata nel 2013 la UNI 11509.
    Per chi voglia approfondire la ns. proposta (già portata all’attenzione della politica) non c’è che da contattarci o da partecipare al prossimo convegno che si terrà ad Amsterdam il 16 di Novembre “The Future of Yacht Recycling”.

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