Venite a trovarci a Genova per provare l'unico simulatore reale di una barca a vela

Se volete provare Dama, il primo simulatore reale di una barca a vela, venite a trovarci al nostro stand al Salone di Genova. Tutti i giorni da mercoledì 30 settembre a lunedì 5 ottobre due appuntamenti alle ore 11 e alle 15 al nostro stand per provare in vasca il simulatore, insieme a Fabrizio Formicola che l’ha inventato. Ecco di cosa si tratta.

Ha lo sguardo del genio, un’attenzione maniacale per i dettagli e una passione contagiosa per quello che crea. Fabrizio Formicola ha inventato nel suo laboratorio di Milano il primo simulatore reale di una barca a vela al mondo. L’ho incontrato al Circolo Vela Bellano (LC), che ci ha gentilmente ospitato, per provare in acqua la sua barca, Dama, e per farmi raccontare la sua storia. “Sono appassionato da sempre di modellismo, ho costruito la prima imbarcazione a vela a quattordici anni, con le mie mani, e ad oggi ho costruito più di trenta modelli. Proprio da terra mi sono avvicinato ai principi della navigazione e quando ormai adulto sono salito per la prima volta su una barca ‘vera’ sapevo già quello che dovevo fare. Alla lunga però il modellismo mi ha annoiato, perché non insegna nulla di pratico. Il mio obiettivo è invece quello di riprodurre fedelmente la realtà in scala”.

SIMULARE PER IMPARARE
Così è nato il progetto di Dama, un vero simulatore reale che riproduce tutte le manovre di una vera barca a vela su una piattaforma a terra. Ma non solo. Una GoPro situata sul pulpito di poppa della barca invia su uno schermo a terra il video in diretta di quello che succede in acqua, come se si stesse effettivamente timonando da bordo. “Quello che più mi affascina è ricostruire il reale in modo che possa essere di insegnamento pratico, per avvicinare più persone possibile al mondo. Infatti Dama ha a bordo tutto quello che poi si ritrova a bordo di una barca a vela: winch, avvolgifiocco, motore, pompa di sentina, zattera, osteriggi, luci di via, draglie, paterazzo, strumentazione elettronica. Ogni manovra è trasmessa via onde radio dalla barca alla piattaforma di comando a terra dalla quale è possibile governarla: cazzare e lascare le scotte del fiocco, la randa, avvolgere e svolgere il fiocco, scaricare la pompa di sentina, accendere il motore elettrico e ovviamente timonare fino a una distanza di 500 m con una ruota a grandezza reale e una sensibilità sulla pala simile a quella di un quattordici metri (Dama è lunga 1,4 m e larga 34 cm).

GENIO E CREATIVITÀ
Un dono innato quello del “saper fare con le mani”, immaginare di costruire qualcosa che ancora non esiste: “per me nessun oggetto si esaurisce nella funzione per cui è stato costruito ma può avere utilizzi potenzialmente infiniti. Io non butto via nulla, perché penso che un oggetto oggi superato, domani potrebbe servirmi per costruire qualcosa. Così mi è successo mentre mi scervellavo nel pensare un sistema per far funzionare tutti e quattro i winch separatamente con un sistema diverso da quello del self tailer, senza rinunciare alla campana del winch. Rovistando in un armadio in cui tenevo dei vecchi VHS sono stato illuminato: Eureka! Posso utilizzare il “rullino” posizionato sul nastro del VHS per far scorrere o bloccare le scotte!”
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LA DAMA… IN ACQUA
Arrivati a Bellano, Fabrizio ha scaricato la barca dal bagagliaio della sua automobile e ha iniziato ad armarla come fosse appena uscita dal cantiere: ha armato le sartie per fissare l’albero in coperta, fatto passare le scotte del genoa e quella della randa e infine issato le vele. Eravamo pronti per metterla in acqua, piedi sulla pedana e timone in mano. Dama ha preso un po’ il largo navigando a motore e poi è partita sfruttando il vento. La sensibilità sul timone e la regolazione delle vele risultano puntuali come se fossimo davvero a bordo, lo scafo risponde in maniera sorprendente ad ogni manovra e, strumenti alla mano, Dama navigava a quattro nodi con un vento reale di dieci, cavalcando le ondine del lago, che rispetto alle sue dimensioni avevano una grandezza quasi oceanica. Attorno a noi si è da subito creato un gruppo di curiosi che aspettavano di provarla e tempestavano Fabrizio di mille domande, mentre in acqua Dama era rincorsa dai bambini sugli Optimist che faticavano a raggiungerla. “Ecco vedi”, mi dice Fabrizio “è proprio questo che volevo. Creare entusiasmo intorno alla mia piccola creatura. In fondo a me piace vedere le mie invenzioni funzionare. Una volta raggiunto questo obiettivo sono felice se si divertono gli altri. Questa è la differenza fra me e un modellista che non mollerebbe mai a un’altra persona il suo telecomando!”. Ora il progetto di Fabrizio è quello di realizzare un simulatore utilizzando il vero pozzetto di una barca dal quale manovrarla da terra e portare il prossimo scafo a navigare anche in acqua di mare (al momento infatti Dama può navigare solo in acqua dolce). “Il mio sogno invece è quello di autocostruirmi un ketch di 18 metri in alluminio all’interno del quale fare la mia casa e il mio laboratorio, una sorta di cantiere galleggiante per le mie creazioni”. info@minisailing.it

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