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L'Adriatico al contrario – La crociera ideale di settembre

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Tra storia, cultura e natura, la Croazia (da diversi anni) e il Montenegro (“scoperto” da poco), si sono ormai affermati nel panorama nautico del Mediterraneo
. Quello che vi proponiamo in queste pagine è un itinerario “al contrario”, ovvero da Sud verso Nord, a risalire il Mare Adriatico: dalle Bocche di Kotor in Montenegro, passando per Spalato, le selvagge Kornati, fino a raggiungere Novigrad in Istria. Un percorso che proprio nel mese di settembre risulta molto interessante, perché si possono trovare imbarchi, oltre che con le società di charter, anche per portare “indietro” le barche che hanno trascorso la bella stagione magari alle isole Ionie.

bocche kotoBOCCHE DI KOTOR
42° 25’ 25” N – 18° 46’ 13” E
Le Bocche di Kotor, o Cattaro, rappresentano indubbiamente uno dei migliori porti naturali di tutto il Mare Adriatico: sono formate da due grandi bacini collegati tra di loro. Se vi fermate qui, non potete evitare un pasto a base di una delle principali specialità locali, i cevapcici (polpette cilindriche speziate a base di carne di manzo e agnello): un piatto per veri golosi. Una delle principali escursioni che si possono effettuare partendo da qui, in macchina però, è la salita fino alle alture che circondano le Bocche per poterle ammirare dall’alto. Un modo perfetto per riscoprire le origini, romane prima e veneziane poi, della città un tempo circondata da imponenti mura. Ancora oggi i vicoli di Kotor hanno un grande fascino. Impareggiabile perdersi tra i vicoli lastricati della città vecchia, fino a raggiungere la cattedrale di San Trifone. Oggi Kotor è il luogo deputato al turismo nautico di lusso, grazie alla presenza di Porto Montenegro, un modernissimo ed elegante marina, divenuto in pochi anni fulcro economico della regione. Salpando verso nord, dirigetevi verso il romantico isolotto della Madonna dello Scalpello, dove sorge il santuario eretto nel secolo XVII e coronato da una grande cupola del 1720. Una curiosità: è l’unica isola artificiale dell’Adriatico.

dubrovnik1DUBROVNIK
42° 39’ 17” N – 18° 05’ 16” E
Non ci sono dubbi: ecco quello che è stato uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo. L’antica Ragusa dagli Italiani, considerata per secoli la quinta repubblica marinara, è oggi purtroppo anche meta di numerose navi da crociera che la rendono sempre affollata. Ancora oggi, comunque, visitare il centro di Dubrovnik, così ricco di storia e monumenti, è un vero e proprio “viaggio” che attraversa le mura, lo stradun, la Cattedrale di San Biagio e i tantissimi altri monumenti, come la fontana di Onofrio , racchiusi nella scenografica città murata. Di fronte al centro storico, merita una breve navigazione la piccola isola di Lokrum col suo orto botanico.

croatia_dalmatia_dubrovnik_national_park_mljet_001MLJET
42° 47’ 13” N – E 17° 22’ 48” E
Continuando la risalita verso nord, l’isola di Mljet è la meta ideale per chi vuole immergersi nella natura, magari noleggiando una bicicletta, alla scoperta del Parco Nazionale lungo le sponde del cosioddetto grande lago: in realtà si tratta di un bacino in comunicazione con il mare tramite uno stretto canale nei pressi del paesino di Soline. Affascinante, per gettare l’ancora, l’insenatura di Polace, lunga più di due miglia e ricca di isolette separate da stretti canali che affiancano la costa formando quasi un fiordo.

Zaklopatica-bay-on-island-Lastovo-CroatiaLASTOVO
42° 46’ 24” N – 16° 52’ 39” E
Uno stretto passaggio tra gli scogli (segnalato in entrata da un fanale rosso a sinistra) è l’unica via di accesso alla suggestiva baia di Zaklopatica, un caratteristico paesino con appena una ventina di case. Ormeggio quasi obbligato è il molo della konoba (trattoria) Triton. Dl paese di Lastovo si gode un bellissimo panorama sul mare, ma ancor di più i molti camini tipici dell’isola, chiamati “fumari”: nessuno è uguale all’altro. Se avete qualche giorno da spendere, è questa l’isola ideale, grazie anche alle tante baie riparate dove poter gettare l’ancora.

korcula1KORCULA
42° 57’ 80” N – 17° 08’ 20” E
L’antica Corkyra è il luogo in cui, secondo alcuni, nacque Marco Polo: in realtà è improbabile, ma è certo che il famoso viaggiatore vi abitò, tanto che proprio qui venne catturato dai genovesi alla fine della battaglia di Korcula del 1278. L’isola dà il suo nome anche al paese principale, pittoresco con la sua città vecchia è fortificata, allo sbocco orientale di uno stretto canale che separa l’isola stessa da Peljesac. Imponenti i grandi bastioni, le torri Barbarigo, Balbo e Cappello, ma anche l’Arco di Trionfo eretto nel 1650. .

hvarHVAR
43° 10’ 14’’ N – 16° 26’ 23’’ E
Lunga e stretta, Hvar si estende per una quarantina di miglia da ovest a est. Da non perdere un giro alla scoperta delle vestigia storiche, dalla piazza principale alla cattedrale di Santo Stefano alla Loggia del palazzo del governatore. Il luogo è sempre molto affollato (sì, anche a settembre); se quello che cercate è un po’ di silenzio, potete andare a ormeggiare sull’isola di Marinkovac (43° 09’ 24’’ N – 16° 24’ 45’’ E) proprio di fronte alla città croata.

5550VELI DRVENJK
43° 26’ 18’’ N – 16° 10’ 23’’ E
Le isole croate sono tantissime e, a meno di non avere mesi a nostra disposizione, è necessario effettuare delle scelte. Rinunciate allora a visitare la grande isola di Brac per puntare invece Veli Drvenik Qui potete ancorare su sabbia tra la costa di Zirona Grande e le due isolette di Krknjas e Veli Krknjas, in un ambiente che è affollato di barche solo in alta stagione.


croatia_news_skradin_001SKRADIN

43° 48’ 57’’ N – 15° 55’ 26’’ E
Spiagge e baie incantevoli, ma non solo; qui potete navigare in due tratti di mare che si insinuano per miglia nella terraferma. Si inizia a risalire il delta del fiume Krka (Parco Nazionale nel 1985) attraversando il canale di Sant’Antonio, la cui imboccatura è caratterizzata a sinistra dal faro e dai segnali di entrata, a dritta da un vecchio forte di origine veneziana. Appena usciti dal canale ecco la città di Sibenik, una delle più antiche città croate, per poi arrivare a Skradin. L’ultima parte del lungo corso del fiume Krka crea un sinuoso canyon ricco di laghi, rapide e cascate, la più famosa e belle delle quali – quella di Skradinski Buk – si tuffa in un laghetto circolare da una spettacolare barriera di tufo alta circa cinquanta metri. Sono 109 chilometri quadrati quelli protetti dal Parco Nazionale (info, www.npkrka.hr) istituito nel 1985e che si può raggiungere in breve tempo dal porto fluviale di Skradin. Da qui la riserva si può visitare anche a piedi, percorrendo i sentieri e le passerelle di legno che si snodano fino nel fitto del bosco di pini e lecci, tra ruscelli e piccole cascate. Tra i punti più affascinanti del parco ci sono alcune vecchie costruzioni in pietra locale, tra le quali un mulino settecentesco con macine in pietra mosse dalla forza dell’acqua e restaurate da poco.

murter2MURTER
43° 49’ 40” N – 15° 35’ 70” E
Ripartendo dal fiordo, potete dare ancora lungo la stretta isola di Murter, che sovrasta da Nord l’arcipelago di isolorri di Sibenik. Qui trovate una serie di lagune dalle acque poco profonde che separano la sua sponda orientale dalla costa. Tra queste, sul lato nord, quella deserta di Vela Luka, dove si può gettare l’ancora su un buon fondale sabbioso.

kornatiKORNATI
43° 49’ 09” N – 15° 17’ 07” E
Il paesaggio del Parco Naturale delle Kornati è suggestivo: isole nude con asperità tondeggianti, baie disabitate, qualche casa, molte pecore e incredibili muretti a secco che impressionano per l’ortogonalità rispetto al mare. Per sostare occorre pagare una tassa giornaliera, variabile in base alla lunghezza della barca (potete trovare tutte le informazioni sul sito www.kornati.hr). Nel Parco poi anche la sosta è assoggettata a delle norme che limitano l’ormeggio notturno a ben precisi luoghi dove i pescatori locali hanno adattato piccole casupole in locali che offrono ospitalità agli equipaggi di non più di 4 o 5 barche ciascuno. Da diversi anni però, in varie zone, sono stati posizionati dei gavitelli, ai quali si può ormeggiare gratuitamente, avendo pagato l’ingresso al parco. Navigando placidamente tra le acque che circondano le novanta Kornati, si fa in fretta a scoprire come la bellezza della natura selvaggia di queste isole assume toni sfolgoranti. La vegetazione è quasi del tutto assente: solo erba e piante di salvia punteggiano le chiare coste e, quando fioriscono, in primavera, ammantano le isole di un tono violaceo davvero romantico. Arrivando da sud, lungo la grande Kornati, trovate la grande baia di Opat, mentre risalendo lungo la costa orientale ci si ferma nella piccola cala Stiniva, profonda e dotata di una spiaggetta. Continuando la rotta in direzione nord, si raggiunge quindi la piccola isola di Lavsa, rotondeggiante e caratterizzata da una vasta laguna centrale poco profonda che ricorda quelle che si ammirano tra gli atolli del Pacifico. Seguendo la costa della più grande isola di Kornati si imbocca il vero e proprio Kornatski Canal, uno stretto budello tra l’isola principale e le isolette della corona. Lungo una decina di miglia e largo mai più di mezzo miglio, è meraviglioso da percorrere a vela. L’utima isoletta che incontrate andando verso nord, segnalata dalla presenza delle rovine di un fortilizio medievale veneziano e dominata da una piccola chiesetta, è Levrnaca, dove, in una profonda insenatura, si trova una deliziosa spiaggia di ciottoli.

zutZUT
43° 53’ 00” N – 15° 17’ 20” E
Una stretta isola posta a SE di Dugi Otok e la cui linea costiera corre parallela a quella delle Kornati, Zut è detta la gialla per il colore dei fiori di ginestra che, in primavera, la dipingono di macchie sgargianti. Sono tante le baie dove gettare l’ancora per goderne la natura selvaggia e il mare turchese, sempre badando alle previsioni meteo in quanto qui i neverini (temporali improvvisi) sono violenti e insidiosi. A sud ecco il piccolo golfo di Dragiscina (43°52’ 12N – 15°19’ 36E), baia tranquilla e molto graziosa dalla quale parte un sentiero che risale la montagna, fino ai ruderi di una chiesetta da dove si gode una vista impareggiabile sulle Kornati e sulla costa da Primosten fino al massiccio dei Velebit.

region_zadar_peninsulaZADAR
44° 07’ 07” N – 15° 13’ 43” E
Dopo tanta natura, è un piacere ritrovare l’eleganza della più aristocratica e antica cittadina dalmata, Zara. Qui potete ormeggiare al Marina Darsena Zadar, situato vicinissimo al centro cittadino. Oltrepassare la darsena senza dover fare un lungo giro a piedi passando per il ponte è facilissimo: basta utilizzare il servizio dei barcaioli che, per poche kune e vogando alla marinara, fanno la spola tra le tue sponde. È la più grande città marittima della Dalmazia settentrionale e, soprattutto, un luogo ricco di storia e monumenti da scoprire. Sono quasi tutti concentrati nel suo affascinante centro storico, costruito già in epoca medievale sulla piccola penisola separata dalla terraferma – dove oggi si trova la parte moderna della città – dal porto canale. La visita del centro di Zadar inizia allora dalla Narodni Trg, piazza piccola e graziosa sulla quale si affacciano gli edifici della Loggia della Gran Guardia (Gradska Straza) e della Loggia di Città (Gradska Loza). Furono costruite dall’italiano Sanmicheli nella seconda metà del Cinquecento. Poco distante ecco una costruzione altrettanto bella ma più antica: è quella della chiesa di Sveti Simun, tempio risalente al XII secolo e nel quale sono custodite le spoglie mortali dello stesso San Simeone. Parlando di edifici religiosi, il più affascinante di Zadar è certo Sveti Donat, grande esempio di basilica bizantina a pianta circolare che venne eretta all’inizio del IX secolo. Oltre alla sua slanciata mole bianca, all’interno si ammirano la cupola cilindrico-conica alta 27 metri e diverse vestigia di età romana. Infine non si può lasciare Zadar senza avere visitato anche la Cattedrale di Sant’Anastasia, edificio medievale rifatto nel Trecento in stile romanico e decorato nelle navate con colonne di vari ordini, e il Museo Archeologico più antico e, forse, più ricco, di tutta la Croazia.

144761SKADRA
44° 17’ 40” N – 14° 42’ 00” E
Un’isola disabitata, interamente coperta dalla macchia mediterranea: molto bella la baia omonima, posta sulla costa E e ideale per una sosta e un bagno in un bel mare turchese. Sulla costa meridionale, si affaccia la profonda insenatura di Griparica (44°16’ 79N – 14°42’ 66E), ben ridossata e adatta per una sosta prolungata. Iin fondo vi si trovano un vecchio forte, trasformato in trattoria, e un piccolo molo al quale si può ormeggiare, di prua, prestando attenzione al fondale non eccessivo. Nella rada sono stati anche posati una decina di gavitelli a disposizione dei diportisti di passaggio.

MARTINŠĆICA 2MARTINSCICA – CRES
44° 49’00” N – 14° 21’ 20” E
Lasciando la costa istriana per raggiungere le belle isole del Quarnaro, dopo aver superata la secca della Galliola, si fa rotta verso Cres, l’isola più occidentale dell’arcipelago. Qui, a 15 miglia circa dalla costa continentale, si trova una grande insenatura sul cui fondo c’è pure un piccolo porto ben riparato dalla bora, ma non dallo scirocco. Si può dar fondo al centro della rada in 15-20 metri d’acqua su fondo sabbioso.

19_porec_aerial_nikolaPOREC
45° 13’ 50” N – 18° 35’ 35” E
L’ultima tappa di questa ideale crociera a risalire l’Adriatico imase italiana, anzi Veneziana, col nome di Parenzo fino al 1797. Se vi lanciare in un giro nel suo centro storico potete notare i resti delle possenti mura difensive veneziane, l’abbazia benedettina di San Cassiano risalente al 1100 e le case dall’architettura gotica che si affacciano su piazza Marafor. Ma da non perdere è soprattutto la Basilica Eufrasiana, capolavoro dell’architettura bizantina costruita nel 539 d.C. Inserita da tempo nei capolavori protetti dall’Unesco, la grande chiesa fu eretta per volere del vescovo Eufrasio come grande cattedrale a tre navate, ancora oggi suddivise dalle diciotto colonne in marmo originali dell’epoca, decorate con capitelli romanici e bizantini a canestro. L

1 Comment

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