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Il cavilloso regolamento del Parco della Maddalena. Che ne pensate?

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APE_RIMINIIl nostro collaboratore Carlo Rimini ogni estate ci accompagna a zonzo per il Mediterraneo, raccontandoci non solo di baie, porti e luoghi, ma anche affrontando le problematiche che tutti noi, in crociera, ci siamo trovati a dover affrontare. Come alcune “assurdità” all’italiana, un po’ incomprensibili e decisamente cavillose, come la gestione delle boe del Parco della Maddalena, in Sardegna. Ecco cosa ci ha scritto Carlo, fateci sapere cosa ne pensate!

A Cala Portese riceviamo la visita del gommone del Parco de La Maddalena. Prima di partire abbiamo consultato il sito da cui si può scaricare un depliant informativo. Una cosa è subito chiara: per navigare nell’Arcipelago bisogna pagare. Sono chiaramente indicate le zone MA dove non è possibile accedere. Tutto il resto del parco è zona MB nella quale sono vietati, la navigazione, la sosta e l’ormeggio non autorizzati. L’autorizzazione è data a chiunque a patto che paghi.

Cala Portese

Cala Portese

In un riquadro del depliant c’è una spiegazione dettagliata sull’ormeggio e l’ancoraggio. “L’ormeggio delle imbarcazioni può essere effettuato solo nella zona MB presso gli appositi campi boa e solo fino alle ore 22,00. Oltre tale orario la sosta alla boa è consentita esclusivamente alle imbarcazioni in possesso di casse di raccolta liquami.” Senza casse di raccolta liquami si può stare solo di giorno e non di notte: una regola piuttosto bizzarra, comunque noi abbiamo le casse di raccolta liquami! E l’ancoraggio? “Dal 1 Giugno al 30 Ottobre, nelle zone MB l’ancoraggio è consentito esclusivamente dall’alba al tramonto e comunque non oltre le h. 22 ad esclusione delle imbarcazioni munite di casse raccolta liquami di proprietà dei residenti in La Maddalena che possono ancorare anche oltre l’orario indicato. L’ancoraggio è consentito solo nella zona MB e deve avvenire, preferibilmente, su fondali sabbiosi e comunque mai sulla posidonia oceanica”.

Telefoniamo all’Ente Parco per sapere dove sono i campi boa. Ci rispondono gentilissimi che non ci sono perché, per imprecisati problemi, non è stato possibile installarli. Dunque? Visto che i gavitelli non sono stati predisposti, in tutto l’arcipelago non si può passare la notte in rada, anche se la barca è dotata di cassa per la raccolta dei liquami. A noi sembra una regola totalmente insensata: di giorno, quando la pressione turistica è maggiore, si può inquinare a piacimento (con o senza casse di raccolta liquami) e si può dare ancora ovunque solo evitando la posidonia. Di notte si potrebbe stare ai gavitelli (se ci fossero) solo con barche poco inquinanti, ma queste stesse barche non possono comunque stare all’ancora.

Telefoniamo all’Ente Parco per sapere dove sono i campi boa.
Ci rispondono gentilissimi che non ci sono perché, per imprecisati problemi,
non è stato possibile installarli.

Comunque sul sito non abbiamo trovato traccia del regolamento ufficiale. C’è però una descrizione analitica di ciò che è consentito e vietato nelle singole zone e, in relazione alla zona MB, non c’è traccia del divieto di ancoraggio notturno: “Sono consentiti la navigazione, la sosta, l’ancoraggio e l’ormeggio di navi e natanti di ogni genere e tipo entro i 300 m dalla costa ai residenti e a tutti coloro che siano muniti di regolare permesso rilasciato dall’organismo di gestione del Parco. In prossimità di zone di particolare interesse, o al fine di evitare il danneggiamento delle praterie di posidonia verrà proibito l’uso di ancore e assicurato l’ormeggio tramite gavitelli e boe il cui utilizzo sarà regolamentato dall’organismo di gestione del Parco”.

Come si fa ad ottenere il permesso necessario per navigare, per ormeggiare ai gavitelli inesistenti e per dare ancora (di giorno ma forse non di notte) nell’Arcipelago? È possibile fare la domanda e pagare il prezzo anche su internet: fantastico. Ma con una limitazione: non si può su internet ottenere la riduzione del 40% prevista per le barche a vela. Perché? Lo chiediamo nel corso della nostra telefonata all’Ente Parco, ma la risposta non è convincente: gli utenti su internet potrebbero dichiarare che la loro barca è a vela e ottenere la riduzione, mentre la barca è a motore. L’obiezione è ovvia: se l’utente ha il permesso per una barca a vela, mentre la barca è a motore, è sufficiente sanzionarlo come se non avesse il permesso.

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Perché costringere chi vuole ottenere la riduzione per barca a vela a recarsi presso l’Ente Parco oppure presso uno degli uffici convenzionati? Per una settimana, per la nostra barca, sono € 60, con lo sconto per barche a vela. Su internet spenderemmo € 100. I permessi giornalieri possono essere fatti anche direttamente in mare dagli operatori in gommone, in questo caso senza alcuno sconto per le barche a vela. Il costo giornaliero per la nostra barca è di € 50! Non vogliamo perdere mezza giornata per arrivare in un porto dove ci sia un ufficio convenzionato, ormeggiare (dove poi?) e cercare l’ufficio: decidiamo di rischiare. Naturalmente ci è andata male: il primo giorno a Caprera paghiamo agli addetti che ci affiancano sul gommone del Parco i nostri € 50, poi andremo a Cannigione a pagare l’accesso scontato per una settimana. E l’ancoraggio notturno? Indipendentemente da quale sia effettivamente la regola, in ogni rada dell’Arcipelago ogni notte sostano molte decine di barche senza che gli addetti dell’Ente Parco se ne curino, dopo aver verificato che abbiano pagato il ticket di accesso. Quale è il risultato? L’Arcipelago della Maddalena è una delle zone in Italia sottoposte a maggior pressione turistica. I diportisti, pagando un ticket di ingresso rilevante, fanno sostanzialmente ciò che vogliono. Il riscontro pratico dell’esistenza dell’Ente Parco si risolve nell’imporre il pagamento del ticket e nell’inviare gli addetti a verificare che sia stato pagato.

Per fortuna le correnti delle Bocche di Bonifacio ripuliscono l’acqua che rimane cristallina, nonostante le migliaia di barche che ogni giorno d’estate scaricano tonnellate di liquami; il vento porta via i gas di scarico dei potentissimi yacht che incrociano indisturbati a grande velocità fra le isole.

7 Comments

  1. lorenzo ha detto:

    Le Aree Marine Protette vanno abolite.
    Punto.
    Sono la solita fonte di privilegi per i locali e i loro protetti (barconi e diving)

  2. giuseppe ha detto:

    sono un pescatore di La Maddalena,come per tutte le cose in italia (i piccola voluta per ovvi motivi)quel che conta e’ il bisness, se paghi puoi fare tutto,se aprofondite i regolamenti del parco nel suo insieme,riscontrerete le incongruenze sulla pesca professionale e la mancanza di controllo sulla pesca sportiva.lasciata solo alla Capitaneria di porto,che ha gia’il suo da fare con la navigazione nel periodo estivo.per la pesca professinale nell’ambito del parco non sono previste ne grandezza delle maglie delle reti,ne quantita’per imbarcazione.I regolamenti sono quelli nazionali.zone a tutela integrale dove i pescatori non possono andare sono riserve per diportisti con lenze palangari e sub. non vado oltre. mi piacerebbe leggere un bel servizio sul parco dove si evince l’inutilita’e l’incompetenza di gestisce.un parco dei divieti estivi fatti per prendere soldi mai investiti per proteggere l’ambiente ne per dare lavoro ad una popolazione in ginocchio.saluti un pescatore incazzato

  3. Luca ha detto:

    Salve, sono un’altro maddalenino, purtroppo il parco è stato aperto con tante buone intenzioni ma come tutto in Italia è diventato un magna magna… x chi si domandasse dove vanno tutti gli incassi dei permessi, bè ce lo domandiamo anche noi… all’inizio almeno pulivano le spiagge ora manco quello, ogni anno sempre meno.. non conosco gli iter burocratici ma non credo sia così complesso mettere delle boe… altra cosa se c’è una regola che dice che non si può fare, non ha senso che se paghi la puoi fare… è una presa x i fondelli. L’ufficio parco lo potrebbero mettere a cala corsara dove hanno ristrutturato un fortino enorme, dotato di generatore, fotovoltaico e pala eolica, all’interno c’è una cucina nuova e sigillata che potrebbe servire più di 300 coperti, (a che scopo?) Uffici con attrezzature tecniche nuovissime, ora praticamente abbandonato, visto che è tutta roba pagata con le tasse si può sapere a che serve è xchè non viene usata? Scusate lo sfogo ma noi maddalenini ne abbiamo i Co….Ni pieni di essere presi per i fondelli dallo stato, vengono ci sfruttano e ci abbandonano lasciando terra bruciata dicendo ai Tg che ne siamo pure felici.. qui il mancato g8 è stato un bagno di sangue come la partenza degli americani.. siamo la prostituta dello stato… ora vi saluto e mi scuso x essere uscito fuori tema, ma siamo stufi….

  4. Ed ha detto:

    E’ l’idea di turismo che abbiamo in Italia la causa di tutti i mali. Turismo per noi, sia che si tratti del vacanziere che dell’addetto ai lavori, significa andare in un posto e fare scempio di tutto, essere eccessivi, trasgredire, strafare e perché no sballarsi e intontirsi fino all’annientamento con tutti i mezzi possibili. A nessuno importa un ficosecco delle tonnellate di liquami riversati in mare, delle tonnellate di immondizia lasciate sulle coste, delle tonnellate di CO2 immesse nell’atmosfera con le meganavi, i megayacht o i gommoni da 300 Cv. L’importante è divertirsi in questo modo plateale, rumoroso e squarcione. Tutto il resto è noia.

  5. Fabrizio manca ha detto:

    Strana coincidenza tra vs articolo e comunicato del Presidente Ente Parco del 3 sett 2015, in cui annuncia un farraginoso sistema di individuazione di zone con e senza posidonia. Certo se do fondo su sabbia la catena si può venire a trovare su posidonia. Se vogliamo far ricrescere posidonia su sabbia nuda anche ancoraggio su sabbia non va bene. Restiamo in attesa delle rilevazioni che risponderanno al quesito: davvero le ancore ledono le praterie di posidonia? Bastano o no 10 mesi di riposo ( la stagione nautica sarda dura meno di due mesi) ?
    Mi spieghino perchè quest anno sono spariti i gavitelli, invece di essercene 4 volte tanti. Costa troppo? Ma anche i permessi costano.
    E poi i controlli. Non danno più il bollo, costa troppo? In agosto ho fatto il permesso mensile, ho avuto solo due controlli! Tanto vale pagare al momento con la risibile penale.
    Confermo la penosa spiegazione per cui lo sconto 40% per vele non era operativo online.
    Valle a spiegare tutte queste cose agli stranieri!
    Ciao

  6. giuliano ha detto:

    se non sanno, che almeno copino dai francesi

  7. ENRI ha detto:

    frequento l’arcipelago da + di 25 anni, a motore e vela. prima del parco si poteva andare ovunque (anche troppo) acqua fantastica e calette e spiaggette molto sporche. ora , con il “parco” non si va + da nessuna parte, acqua fantastica spiaggette e calette sempre + sporche solo che SI PAGA!!! non si capisce per cosa si paghi ma SI PAGA e profumatamente per….avree in cambio solo divieti e l’immancabile spazzatura. In Italia le zone protette, di mare, campagna o montagna sono così: servono solo per fare cassa. della natura non importa nulla a nessuno. la soluzione: andare in mare da altre parti: penalizzando così l’economia della Sardegna già in difficoltà sia turistiche (caro traghetti) che industriali (sulcis ecc…)I sardi dovrebbero ribellarsi a questi finti-parchi che diventano un danno.

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