LETTURE D’ESTATE Dalle Eolie alla Sardegna, passando per le isole campane/2

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ventoteneGiovanni Porzio è uno dei più grandi reporter italiani e un appassionato velista. Nel suo libro “Il mare non è mai lo stesso” ha ricreato l’essenza del reportage, ovvero “riportare” da un viaggio notizie, ma anche racconti, sensazioni e immagini. Proprio da questo libro è tratto il racconto di cui trovate qui la seconda parte.

All’alba ci lasciamo a dritta la sagoma nera di Stromboli. Il vulcano, che qui chiamano rispettosamente Iddu, sputa lapilli di fuoco ed è avvolto da una coltre di nubi sulfuree. Nel pomeriggio avvistiamo il litorale della penisola e chiamiamo il porticciolo di Scario, che l’Italian Water Pilot di Heikell descrive come uno dei più gradevoli della costa: vogliono 150 euro per una notte. Allora contattiamo Marina di Camerota: non c’è posto. è una fortuna, perché il deserto ancoraggio che troviamo nella rada a sudest di Capo Palinuro è perfetto: fondo di sabbia, branchi di occhiate e cielo trapunto di stelle.

Scende il tramonto mentre Blue Gal si avvicina alla Costiera Amalfitana
Scende il tramonto mentre Blue Gal si avvicina alla Costiera Amalfitana

Risalendo a nord scorriamo lungo una costa bellissima e tuttavia eccessivamente affollata.
Ad Acciaroli, dove vorremmo fermarci per fare la spesa, la confusione all’imboccatura del porto è tale che ci costringe a desistere. Anche la favolosa spiaggia bianca dell’Ogliastra è inavvicinabile: doppiamo punta Licosa senza fermarci e proseguiamo per Amalfi, sospinti da una piacevole brezza. Arriviamo sotto un cielo rosso di nuvole infuocate dal tramonto e subito scorgo la scalinata del Duomo. Racchiude il Chiostro del Paradiso: con i suoi archi intrecciati e le sue esili colonnine binate, è uno dei capolavori dell’arte arabo-normanna, il meraviglioso frutto dell’incontro di Oriente e Occidente.
Ci mettiamo alla ruota di fronte all’anfiteatro della gloriosa Repubblica che diede ai naviganti la bussola (quante navi e quante vite ha salvato nei secoli!), dando fondo a debita distanza da due smisurati yacht con elicottero sul deck ed equipaggio in impeccabile divisa marinara: entrambi battono bandiere-ombra caraibiche.
I ruderi dell’arsenale eccitano la fantasia: immagino gli amalfitani che tirano in secco le navi, i mastri d’ascia, l’odore di pece della calafatura, i sacchi di spezie, le grida dei mercanti. Sulla via principale il delicato paesaggio del borgo, intessuto di facciate color pastello e di piani architettonici e temporali in fuga, è come da italica consuetudine sgorbiato dall’oscena alluvione delle boutique, dei negozi d’abbigliamento e di “prodotti tipici”: un profluvio di limoncelli “bio”, di marmellate di agrumi, di taralli e di liquorini al cedro. Cambiano i sapori in terra campana: dal cannolo alla sfogliatella, dallo sfincione alla pizza vera, dal pecorino alla mozzarella. E dalla chitarra al mandolino, che tra i tavoli dei ristoranti all’aperto resiste – e disgraziatamente insiste! – per la delizia dei villeggianti d’oltralpe.

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A Sant’Angelo d’Ischia un pezzo della scogliera è cementificato, ma i lavori del porto sono bloccati

Il vento non si degna d’alzarsi nel Golfo di Napoli, che pare un’autostrada. E nella calma piatta sono ancora più visibili i rifiuti e le bottiglie di plastica che galleggiano in superficie. Il pit stop per carburante a Capri è un incubo: due ore in coda ai motoscafi in un’acqua fetida che sa di fogna e uno strombazzare incessante di aliscafi e barconi che scaricano turisti sudati.
Leggo un divertente aneddoto caprese sul Diario che mio padre scrisse durante una crociera a bordo dello splendido ketch Ganymede: “Alla Cit, stamani, c’era Moravia: ancora aitante nonostante la malattia e l’operazione subita. è invecchiato ed il naso si è fatto più adunco, più ebreo. Chiedeva con voce chioccia notizie dei treni per Roma”.
A Sant’Angelo d’Ischia facciamo scalo per far visita a mia madre, che da molti anni trascorre le estati da donna Luisa, alla pensione Garibaldi: rigeneranti acque termali, sapori sublimi, cascate di bouganville viola, sentori di basilico e di erba limoncina, la tavola azzurra del mare e il profilo di Capri all’orizzonte. Mi raccontano, anche qui, una storiaccia di appalti, denunce e carte bollate.

LETTURE D’ESTATE Dalle Eolie alla Sardegna, passando per le isole campane/1

 

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2 commenti su “LETTURE D’ESTATE Dalle Eolie alla Sardegna, passando per le isole campane/2”

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