VIDEO Oman, paradiso futuro (e presente) della vela

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The Extreme Sailing Series 2014. Act 2. Muscat.  Credit - Lloyd Images
Il paradiso della vela è l’Oman? Sicuramente è uno dei paesi che ha investito più sulla vela negli ultimi anni:
scuole di vela che sono spuntate come funghi sulla costa del sultanato, l’allestimento di una squadra sui MOD70, i campionati mondiali Laser, l’Extreme Sailing Series, i GC32, i J80, i 49er e i piccoli optimist. Per saperne di più, se avete in programma un salto all’EXPO, fate un salto al padiglione del Sultanato dell’Oman (fino al 26 luglio).

SCOPRI IL PROGETTO OMAN SAIL IN UN VIDEO

Oman Sail, un’iniziativa nazionale nata nel 2008 per contribuire allo sviluppo dell’Oman e degli omaniti attraverso lo sport della vela, è presente a EXPO2015, in occasione dellla Tourism Week presso il Padiglione del Sultanato dell’Oman, con un ospite di eccezione: Mohsin Al Busaidi, campione di vela di Oman Sail e primo arabo ad aver concluso, nel 2009, il giro del mondo a vela senza scalo a bordo del trimarano Musandam (75 piedi – 23 metri). Con lui a bordo un equipaggio internazionale composto da Loik Gallon (FR), Thierry Duprey Du Vorsent (FR), Charles Darbyshire (UK) e Nick Houchin (UK). Partito da Muscat in Oman l’8 gennaio 2009, Mohsin Al Busaidi e il suo team hanno percorso 24.287 miglia (44.979 chilometri) alla velocità media di 13.3 nodi e sono tornati a Muscat dopo 76 giorni, 1 ora, 12 minuti, 42 secondi. Per Mohsin Al Busaidi, membro del sailing team della Marina Militare omanita, questa è stata la prima esperienza di navigazione oceanica.

L’OMAN E L’ACQUA
Quello del progetto Oman Sail è dunque un forte legame tra uomo e acqua, un legame altrettanto forte e importante per tutto l’Oman, un paese che ha fatto della tutela delle sue risorse un punto di forza e che ha saputo preservare quanto di più prezioso possa esistere al mondo: l’acqua. L’Oman, infatti, è situato in una delle zone più aride del pianeta. Con 3165 chilometri di coste lambite da terre aspre e montagnose e da deserti sferzati dal sole, il Sultanato di Oman ha dovuto affrontare enormi difficoltà per poter garantire una produzione di cibo che fosse sostenibile e sicura. A fronte di una costante scarsità di acqua, la corretta gestione e distribuzione delle risorse idriche è divenuta una priorità vitale. 
L’acqua è la chiave di volta del sistema agricolo, raccolti e bestiame dipendono da essa. Con risibili precipitazioni e limitate riserve sotterranee, il settore primario dipende ancora largamente dagli antichi sistemi di irrigazione, gli aflaj. Questi canali sfruttano la gravità terrestre per distribuire sapientemente e ritmicamente l’acqua dove e quando c’è bisogno. Cinque di questi canali sono stati riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. In molti villaggi gli aflaj animano racconti e leggende, alimentano la prosperità e costituiscono ilsimbolo dell’antica ingegnosità.


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