Mediterraneo a rischio: dal canale di Suez arriveranno “specie aliene”

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Mancano pochi giorni (la data prevista è il 6 agosto) e l’allargamento del Canale di Suez sarà realtà. Un vantaggio sicuro per i commerci, ma anche un’opera che ha messo in allarme la comunità scientifica internazionale fin dal suo annuncio, la scorsa estate.
L’allargamento del canale di Suez porta nel mediterraneo delle specie “aliene” che possono rovinare l’ecosistema“, hanno dichiarato Anna Occhipinti Ambrogi e Agnese Marchini del dipartimento di scienze della terra e dell’ambiente dell’università di Pavia (Fonte la Provincia Pavese).

Il pericolo concreto è quello dell’invasione di specie aliene provenienti dal mar Rosso.

Da sx, Anna Occhipinti e Agnese Marchini. (Fonte Provincia Pavese)
Da sx, Anna Occhipinti e Agnese Marchini. (Fonte Provincia Pavese)

Ma la loro non è una voce isolata: la comunità scientifica internazionale dei biologi marini aveva reagito fin dallo scorso anno, allertando sulle possibili ricadute di questa costruzione sull’ambiente marino di tutto il Mediterraneo, e non solo ovviamente delle coste italiane. Nonostante la preoccupazione sia stata ripresa dalla stampa internazionale (persino dal New York Times), l’Egitto ha proseguito i lavori di scavo a tempo di record, non prevedendo alcun intervento di mitigazione per rendere l’opera sostenibile.

Il pericolo concreto è quello dell’invasione di specie aliene provenienti dal mar Rosso. Con “aliene” si intendono specie che non rientrano in un determinato ecosistema e che possono, anzi, sconvolgerlo. Un esempio di specie nocive entrate da Suez e rapidamente diffusesi nel Mediterraneo fino alle coste italiane è il “pesce palla argento”, che contiene una tossina cento volte più potente del cianuro che può risultare letale per l’uomo.

A registrare ben 450 specie aliene è stata una ricerca svolta all’Università di Pavia. Cosa si sarebbe dovuto fare durante i lavori? La soluzione sarebbe stata quella di contenere il flusso di specie realizzando piscine di acqua salata per ricreare le barriere che c’erano in precedenza.


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