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“Navigo solo con le app”. La Guardia Costiera lo salva due volte in una settimana

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collage-salvataggioC’è un signore, in Gran Bretagna, che rischia di diventare lo zimbello della comunità nautica inglese, qualora venga rivelato il suo nome (per adesso il “Daily Mail” non ha divulgato informazioni a riguardo). Questo sedicente lupo di mare ha costretto la Guardia Costiera a salvarlo ben due volte in una settimana, mentre stava tentando, a bordo del 32 piedi Vita Lote II, di percorrere le 300 miglia che separano Milford Haven (Galles) a Portsmouth (Hampshire). E fin qui, potrebbe trattarsi di sola sfortuna.

SENZA STRUMENTI E CON FUOCHI SCADUTI
Peccato che l’esperto marinaio non avesse strumenti a bordo, pretendendo di affrontare una navigazione impegnativa (le coste della Gran Bretagna sono ricche di insidie, tra secche e maree, oltre a essere molto ventose) soltanto con una app di navigazione sul proprio smartphone. Risultato: in Cornovaglia è stato rimorchiato a St. Ives dopo che si era ritrovato nei guai, con il motore in panne e pericolosamente vicino alle rocce al largo della cittadina balneare; una settimana dopo è rimasto incagliato nelle acque basse di Poole Harbour, nel Dorset, costringendo la Guardia Costiera ad un nuovo intervento. Da un controllo a bordo è risultato che l’uomo aveva in barca 27 fuochi di emergenza scaduti: ma non da qualche mese, bensì 13 anni!

VANNO BENE LE APP, MA…
Doverosa parentesi finale: noi consigliamo sempre l’utilizzo di app per la nautica, ma come COMPLEMENTO (scriviamolo in stampatello) della strumentazione tradizionale, poiché senza 3 o 4G servono a ben poco e non sempre in mare la ricezione è buona (a meno che non si disponga di un router di bordo ma su barche molto piccole non è una soluzione economica).

(foto di Ed Davies/PooleRNLI/BNPS e Ben McGarry/BNPS tratte da www.dailymail.co.uk)

4 Comments

  1. ANDREA S ha detto:

    SPROVVEDUTO…..MI SEMBRA UNA COSA MOLTO “ALL’ITALIANA”…NON SARA’ CHE POI VIENE FUORI CHE E’ UN NOSTRO CONNAZIONALE???

  2. Emanuel ha detto:

    Oggi penso che siano veramente pochi quelli che navigano solo con le carte, Anzi credo che il problema principale possa essere per assurdo proprio la troppa precisione delle App che ti permettono passaggi ed avvicinamenti che con le carte e il loro basso dettaglio, rotte a matita e goniometro non avresti mai percorso. Penso che sia l’aumentato senso di sicurezza e facilità di accesso ai dati così precisi e puntuali che forniscono le App a farti abbassare il livello di guardia, BOATING di Navionics per esempio, ma c’è anche PLAN2NAV di Jeppesen, MAXSEA di TimeZero sono fantastiche e funzionano tutte senza connessione 3G, sono più precise del mio chartplotter di bordo, BOATING è sempre aggiornata con batimetriche scansionate in tempo reale da una comunità di diportisti sempre più vasta.
    Ritornando al nostro personaggio, che ci immaginiamo molto facilmente perchè simile a tanti nostri conoscenti, bisogna dire che almeno la radio o il telefono li aveva e funzionavano bene per lanciare gli allarmi, ha comunicato la sua posizione per cui sapeva dove fosse, Lui a posto, la barca sana, complimenti, non è poi così male, poteva andare peggio.
    In emergenza anche con tutte le bussole e le carte del mondo se il motore si rompe, la vela si incattivisce, si è da soli, e tutto va storto non penso si possa imputare all’uso o meno delle App, ma come accadimenti ad illustri marinai insegnano, sicurezza ed esperienza in Mare non bastano mai.
    A proposito chi ha provato ad utilizzare i razzi a paracadute in dotazione, se mai mi trovassi in emergenza li eviterei il più possibile, ne porto ancora i segni sul pollice, sono già pericolosissimi così anche se non ancora scaduti.

  3. marco pellanda ha detto:

    se il motore si rompe e la vela si incattivisce
    può andare peggio che
    se il motore va in avaria e la vela si incattiva

  4. Emanuel ha detto:

    E’ vero mi sono confuso nella foga di commentare l’articolo, quando il motore va in avaria e la scotta s’incattiva è l’armatore che si incattivisce.

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