Le tue vele sono pronte per la nuova stagione? Prima parte

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apeL’estate bussa alle porte. E’ tempo di scaldare i motori. O meglio, di spiegare le vele. Ma prima di mollare gli ormeggi, anche se non state più nella pelle, è cosa giusta controllare che i vostri “motori” siano pronti per affrontare la nuova stagione, e non vi lascino “in panne” dopo poche miglia. Spesso bastano semplici interventi per avere tutto in ordine, senza che sia necessario comprare un gioco di vele nuovo.

roberto-westermann-01IL NOSTRO ESPERTO
Abbiamo chiesto al nostro “meccanico” di fiducia, Roberto Westermann (titolare della veleria Wsail di Lavagna, che nel 2014 ha girato la boa dei trent’anni di attività), di aiutarci a fare una check list per capire quali sono i controlli da fare. Sia che abbiate invernato con cura le vostre vele in un posto asciutto, sia che le abbiate abbandonate in barca al loro destino, ci sono specifici controlli da effettuare prima di prendere il largo. Nel secondo caso, se c’erano problemi a fine stagione ora li ritroverete tali e quali, le drizze e le scotte sicuramente saranno un po’ più dure, le vele più sporche, probabilmente il genoa avvolgibile avrà la protezione uv con qualche traccia verde dovuta alla crescita di microorganismi e, se in laminato, anche qualche traccia di muffa. Detto questo la prima cosa da fare prima di intervenire, è distinguere i problemi in tre gruppi: estetici, strutturali e funzionali. In questa prima parte, ci occuperemo dei primi due.

muffavela1PROBLEMI ESTETICI – SPORCO E MUFFE
Sporcizia e muffe non sono fattori problematici ai fini del corretto funzionamento delle vele. Tuttavia non sono certo edificanti. Per eliminare questi elementi di disturbo estetico è sufficiente una bella pulizia, anche se non troppo aggressiva, perché certe macchie vengono via solo con interventi drastici, che però non fanno bene alla vela: “E’ ormai provato” – mi racconta Roberto Westermann “che gli sbiancanti e l’idropulitrice rovinano le vele, ai nostri clienti sconsiglio il lavaggio industriale, perché le vele che tornano da quel tipo di trattamento sono quasi sempre irrimediabilmente rovinate. Quello che invece invito a fare, appena arriva la stagione lo permette, è di mettersi in costume da bagno, ammainare le vele in coperta, insaponarle con prodotti neutri e sciacquarle issandole o chiedere a qualcuno di farlo per noi”. Per quando riguarda la muffa è invece importante intervenire subito.

sciacquare velaSe le macchie sono recenti, di piccole dimensioni e superficiali, ci sono ottime probabilità di riuscire ad eliminarle; ma se si estendono e penetrano in profondità nelle fibre, le probabilità di ottenere una pulizia efficace diminuiscono notevolmente. Separate le vele che presentano macchie di muffa da quelle pulite e da qualsiasi altro tessuto che possa entrarci in contatto (per es. il sacco). Ma come evitare che si formi la muffa? Accertatevi che le vele prendano aria regolarmente, soprattutto dopo la pioggia. Quando l’imbarcazione è ormeggiata e la giornata è asciutta e non ventosa, vi consigliamo di issare le vele e lasciarle in posizione, per circa un’ora. L’esposizione alla luce solare può essere utile allo scopo di asciugare le vele ed eliminarne l’umidità, ma l’eccessiva esposizione può causare altri tipi di problemi. Non riponete mai la vostra vela se ancora umida e sporca di salino e conservatela sempre in un ambiente asciutto. Se la barca verrà lasciata inutilizzata per più di tre settimane, smontate le vele e ripiegatele perfettamente asciutte, oppure assicuratevi che qualcuno faccia prendere loro aria.

cucituraPROBLEMI STRUTTURALI – BALUMINA, TASCHE STECCHE, CURSORI
Prima di tornare in acqua è necessario effettuare alcuni controlli mirati a verificare l’integrità strutturale delle vostre vele. Per prima cosa provate a grattare con le unghie le cuciture delle fettucce di balumina (specialmente dei genoa avvolgibili): se il filo salta, il consiglio è quello rivolgervi a un velaio per risolvere il problema. Il genoa soffre particolarmente sulla base e sulla balumina. Sulla base, perchè sfrega continuamente sulle draglie, sulla balumina perchè può toccare le sartie e perchè rimane sempre esposta al sole, anche quando la vela è avvolta. Se saltano le cuciture ovviamente sono fatte male. Se invece si strappa o si rovina spesso, sempre nello stesso punto, verificate l’attrezzatura di bordo, magari avete il fanale di via poco riparato o le draglie spelate.

Torn genoa on ZanshinRimanendo sul genoa è poi necessario controllare lo stato della banda UV, dell’anello di bugna, delle fettucce dell’angolo di penna e di quello di mura, l’inizio del gratile se la vela è avvolgibile o i pistoncini dei garrocci, i meoli e i loro strozzatori. Lo stesso controllo va effettuato, per quanto riguarda la randa, sulle cuciture degli zerli sulle bugne: anche in questo caso, se il filo salta, è il caso di andare in veleria. Stropicciate poi in modo energico e tentate di strappare, come fosse un foglio di carta, la fettuccia di balumina sia della randa che del genoa: anche in questo caso se si rompe, l’unica cosa da fare è risolvere il problema rivolgendovi al vostro velaio di fiducia. Controllate con attenzione l’inizio e la fine delle tasche delle stecche per verificarne l’integrità. Controllate sulle rande gli anelli e il fissaggio dei cursori alla ralinga: nel caso qualche cursore fosse rovinato, provvedete alla sostituzione; se invece qualche anello non sembra a posto ma ha segni di slabbramento o, caso peggiore è saltato, andate in veleria.

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