Senza bulbo, senza randa. Il “decalogo” di Ernesto Tross per la barca perfetta

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >>

DSC00127 copiaProgettista autodidatta decisamente “controcorrente”, a 83 anni e dopo dieci barche costruite con le proprie mani (tra cui l’ultima, Orso Bianco, realizzata nel 2009), Ernesto Tross ha ancora molto da dire. Le soluzioni progettuali da lui adottate sono quelle di una mente votata alla navigazione lunga e sicura: soluzioni che in un primo momento possono sembrare insensate (come una barca senza randa e chiglia?) ma sono in realtà frutto di una filosofia ben ponderata.

Abbiamo sintetizzato il “Tross pensiero” in un decalogo: ecco le regole che dovrete seguire se vorrete realizzare una barca da crociera che sia veramente sicura e marina.

Schermata 2015-05-13 a 18.09.41IL DECALOGO DI TROSS
1. Scafo e coperta in alluminio. A differenza del ferro e dell’acciaio, non presenta il rischio di arrugginire specialmente dall’interno nelle zone poco ispezionabili. Buon compromesso in fatto di leggerezza e resistenza agli urti.

2. Niente bulbo, niente chiglia fissa per evitare l’effetto ‘’sgambetto’’ e tendenza a straorzare. La zavorra è disposta in sentina, è composta da pani di piombo rimovibili in caso di emergenza nel caso si dovesse alleggerire la barca.

3.Piano antideriva con appendici (deriva e timone) a baionetta, sistema più semplice che i meccanismi pivotanti. Lama di deriva in legno: in caso di urto si schiaccia, funge da fusibile e risulta facilmente riparabile.

4. Niente randa, quindi niente boma e rischi collaterali. L’armo sviluppato prima con la goletta Sira 2 poi ridotto a sloop con l’Orso Bianco prevede un albero arretrato e un piano velico con genoa, yankee o trinchetta. è possibile un’ampia combinazione di vele di prua secondo le andature.

 5. Prora a forma di T (da cui il nome T-boat) tipo porta-aerei. In porto, l’ormeggio di prua è sempre più semplice, l’accesso a bordo rimane facile e la privacy in pozzetto è garantita. La larghezza della piattaforma permette di imbarcare il carrello della spesa, le biciclette o il motorino. Quest’ultimo è una delle passioni di Tross. Alzi la mano però chi in crociera non ha mai noleggiato un motorino per visitare l’entroterra?

DSC_07086. Scafo a doppio spigolo e con fondo piatto per facilitare la costruzione e per avvicinarsi alla forma strutturalmente perfetta del cilindro. Rispetto al precedente progetto (Grey Bear o Orso Grigio), il White Bear è più immerso per abbassare il centro di gravità. Aumenta anche la capienza dei serbatoi in sentina.

7. Niente tuga. Sopra i dieci metri non è indispensabile per creare altezza negli interni ed è un elemento che indebolisce la struttura e complica anche la circolazione in coperta.

8. Scafo veramente e completamente stagno: tutte le aperture (gavoni, osteriggi, oblò, tambuccio) devono essere perfettamente impermeabili, così come l’albero.

9. Sovradimensionamento degli elementi vitali, in particolare dell’attrezzatura e dell’armo. Quello che i progettisti accademici chiamano “fattori di sicurezza” vengono stabiliti al rialzo con ampio margine.

10. “Il diavolo è nascosto nei dettagli” dicono gli anglosassoni, e avendo studiato lo yacht design da fonti perlopiù anglosassoni, Tross riprende questo principio nei suoi progetti.

CHI E’ ERNESTO TROSS
Tross ha iniziato la sua avventura di progettista “fai da te” nel lontano 1962 con una canoa a bilanciere in compensato. Nel 1978 scopre l’alluminio con il quale realizza le sue prime barche “oceaniche”. Nel 2000 ha progettato e costruito il 9 metri Orso Grigio mentre è del 2009 il 10 metri Orso Bianco.


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

2 commenti su “Senza bulbo, senza randa. Il “decalogo” di Ernesto Tross per la barca perfetta”

  1. Talmente sicura e teorie talmente convincenti che ce ne sono meno di 10 naviganti al mondo….. Ma per piacere!!!

    Ha idee innovative probabilmente, bella l’ auto costruzione, ma le sue barche non si possono guardare! Inoltre avete presente una coperta in alluminio esposta al sole siculo o greco?

  2. Ernesto Tross è una Grande Persona che potrebbe essere facilmente portata ad essere arrogante per i traguardi che è riuscito a raggiungere nella sua vita, perlomeno tanto quanto lo sono i commenti arroganti ed ignoranti che discreditano tutto il suo lavoro e le sue ricerche. Fortunatamente non è così, è rimasto persona semplice, umile nel continuare ad indagare, scoprire e ricercare il profondo. Un esempio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social
In evidenza

Può interessarti anche

Solaris 39

Solaris 39, uno IOR sempreverde (con costruzione al top)

Nei primi Anni ‘80, sull’onda delle introduzioni sorte con il finire del decennio precedente, iniziano a mutare linee e volumi, nascono imbarcazioni più ‘moderne’, con scafi più filanti e galleggiamenti più vicini al fuoritutto. Sono gli anni dello IOR (International

Neo 570c

Neo 570c, il fast cruiser (17 m) fuori dal coro

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >> Ci

Torna su