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I cervelli si sfidano… a colpi di Mini 6.50

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mini650La Mini Transat (quattromila miglia in solitario sui Mini 6.50 da Douarnenez, in Bretagna, fino a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa, con scalo a Lanzarote: si parte il 19 settembre) è una sfida marinaresca, ma anche una gara d’ingegno. Nelle passate edizioni si sono viste soluzioni progettuali che, una volta rivelatesi vincenti, hanno attecchito anche nel mondo della crociera. Come la famosa prua tonda di David Raison, vincitore della Transat 2011 e poi approdato alla progettazione di scafi di serie come il Revolution 29. Cosa vedremo di interessante alla prossima Mini Transat?

TrophŽe MAP 2014 ˆ DouarnenezIL PROTO TRAVESTITO DA SERIE…
Ci sarà lo skipper Ian Lipinski, a bordo del suo nuovo Ofcet 650, che sta ben figurando nelle regate francesi. Realizzato dai cantieri Prepa Nautic e Hervé su progetto di Etienne Bertrand, si presenta come “proto travestito da barca di serie”. è caratterizzato da spigoli molto pronunciati e scafo piatto, a vantaggio dei volumi interni. La barca è realizzata in infusione con sandwich di vetro e poliestere.

Pogo 3 Navicom_3Mo-0074_1… E VICEVERSA
La filosofia dietro al nuovo Pogo 3, su cui sarà imbarcato il nostro Andrea Pendibene, è opposta rispetto a quella dell’Ofcet: è una barca di serie, ma costruita come un prototipo. Guillaume Verdier (un guru nel mondo degli Open 60) ha lavorato a stretto contatto con il neozelandese Len Imas: insieme hanno disegnato molti tipi di carena, li hanno testati e hanno optato per quella che presenta una sezione prodiera molto voluminosa, con doppio spigolo pronunciato. Il baglio avanzato, in teoria, dovrebbe facilitare la planata, mantenendo al contempo equilibrio e stabilità longitudinale. L’albero è invece abbastanza arretrato.

skyron756, IL SEGRETO è NELLA CHIGLIA
Alberto Bona (quinto tra i serie alla scorsa Transat) si è invece rivolto ai ragazzi dell’italiana SkyronLab per modificare 756, il proto di Sam Manuard appartenuto ad Andrea Caracci: i giovani progettisti hanno introdotto i daggerboard e cambiato il sistema della chiglia, passando da canting a canting-sliding e aumentando il momento raddrizzante alle portanti del 20%, (per le andature strette il momento è uguale ma con il peso del ballast che non c’è più la barca risulta più leggera di quasi 200 kg). “La nuova chiglia”, spiega Nicola Gerin di Skyron, “è costruita con un trave monolitico di carbonio, ricoperto da due gusci sempre in carbonio che offrono una carenatura alla parte strutturale”.

20141107_140631IL PIU’ TONDO DEI TONDI
Per adesso il ventiseienne svizzero Simon Koster, arrivato terzo tra i Serie alla Mini Transat 2013, è ancora chiuso in un capannone a lavorare su un prototipo ancora più estremo rispetto a Teamwork 747 di David Raison, il famoso 6.50 dalla prua tonda che vinse la Transat del 2011 poi acquistato dal fiorentino Giancarlo Pedote. Koster intende prendere parte all’edizione 2015 su una barca che, in pratica, ha un’enorme prua tonda posta su uno scafo completamente piatto. Il progetto (che ancora non è stato divulgato) è di Olivier Mousselon, alla sua prima esperienza in fatto di prototipi. Koster lo ha scelto proprio per questo: non ha voluto chiedere la consulenza di altri progettisti che già avessero avuto a che fare con la prua tonda per non avere alla fine una barca simile a quella di altri concorrenti (ad esempio, Cultisol di Davy Beaudart, progettato sempre da Raison, anch’esso dalle forme più che tondeggianti).

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