TEST Rollafiocco ti saluto, io mi “fo” il Jiber

IL REGALO PERFETTO!

Regala o regalati un abbonamento al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno hai la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi.

downloadNelle campagne della Val di Sieve tra bozzelli, frulloni e frullini i ragazzi della Ubi Maior non smettono di spremersi le meningi! Dopo l’introduzione dell’innovativo avvolgitore Re-Wind, hanno deciso di iniziare il 2015 alla grande, presentando sul mercato un prodotto che punta in alto. (Testo e foto di Simone Pierotti, immagine di copertina: fotosequenza di Fabio Taccola)

SLPierotti©Jiber02JIBER, ROLLAFIOCCO STRUTTURALE
Si tratta di un intelligente rollafiocco strutturale che utilizza al posto del classico estruso in alluminio un cavo in tondino, questo essendo solidale al tamburo ruota nel momento in cui si apre o si chiude la vela. In testa, il cavo è connesso ad una “lancia” che guida uno shuttle a cui viene fissato il punto di penna della vela e la drizza che ovviamente è svincolata dalla rotazione grazie ad un sistema di cuscinetti. Tramite due guide a scatto lo shuttle, una volta issato, diventa solidale alla lancia che ruota insieme allo strallo permettendo alla vela di chiudersi correttamente.

SLPierotti©Jiber03I VANTAGGI DEL SISTEMA
Il sistema, quindi, garantisce un notevole alleggerimento del peso in prua e la drastica riduzione dell’effetto catenaria grazie all’eliminazione dell’estruso. A differenza di un tradizionale rollafiocco, la vela puo’ essere issata ed ammainata in pochi secondi, consentendo anche la regolazione della tensione della drizza. La vela si puo’ infierire sia con garrocci tessili che con la tasca zip, è prevista anche la possibilità di utilizzare il Tuff Luff per le regate. Questo permette di non dover sostituire il rollafiocco nel passaggio tra crociera e regata. La Ubi Maior fornisce inoltre una scrupolosa assistenza e un attento follow-up, con un tre tagliandi consigliati da effettuare nell’arco di cinque anni dall’installazione di Jiber.

SLPierotti©Jiber01LA NOSTRA PROVA
Abbiamo provato Jiber a Cala De’ Medici con 10 nodi di scirocco. Il sistema era armato su un Jeanneau Sun Odyssey 44i e su un Vismara 40 entrambe con vele in laminato, una con tasca-zip l’altra con garrocci in tessile. Quest’ultima ci è sembrata sicuramente la soluzione più fluida rispetto alla tasca-zip, performante in regata ma un po’ “delicata” per la normale crociera. Nell’insieme ci è molto piaciuta l’ottima finitura del prodotto e la visibile qualità dei materiali scelti.

SLPierotti©Jiber17In navigazione Jiber si aziona esattamente come un rollafiocco, l’apertura è veloce e fluida così come l’avvolgimento. L’assenza di catenaria e la mancanza di interferenze da parte dell’estruso sul profilo della vela hanno portato come risultato ad un’aumento dell’angolo di bolina di 10 gradi sul Sun Odyssey. Abbiamo quindi provato a ridurre il genoa, in questo caso la mancanza della ralinga ha evidenziato una leggera torsione della vela durante i primi quattro o cinque giri di chiusura dopo di che si è serrata senza problemi intorno al tondino.

SLPierotti©Jiber13Questo ci ha portato a valutare che, in condizioni meteo impegnative, proprio grazie alla flessibilità del sistema, opteremo per un veloce cambio di vele piuttosto che per un avvolgimento parziale del genoa, proprio come si farebbe con uno strallo classico.

Durante il rientro in porto una stupida avaria alla scotta dell’avvolgimento del genoa ha evidenziato un grande fattore di sicurezza di Jiber. Nell’impossibilità di arrotolare la vela, il sistema ci ha permesso di ammainarla in pochi secondi, cosa che avrebbe richiesto molto più tempo con un rollafiocco classico soprattutto in condizioni di vento forte.

SLPierotti©Jiber11JIBER IN PILLOLE
Vantaggi e Svantaggi
Vantaggi: notevole risparmio di peso a prua (20-30kg) grazie all’assenza dell’estruso, possibilità di un veloce cambio di vele anche in navigazione, migliori performance di bolina, possibilità di regolare la drizza della vela di prua, maggiore flessibilità e sicurezza in crociera, eccezionale assistenza Ubi Maior ed estrema qualità dei materiali.
Svantaggi: optando per il Dacron sarà necessario provvedere con un rinforzo sulla tela che supporti lo sforzo di torsione nell’eventualità in cui si navighi con vela ridotta.

Su quali barche?
Il sistema è studiato per barche tra i 30 e i 52 piedi. Lo strallo fornito da Ubi Maior è in tondino sovradimentsionato, questo per sostenere il carico di torsione trasmesso dal sistema. Sono disponibili due versioni, una con tamburo a vista e una con tamburo montato sottocoperta.

Regata o Crociera?
Jiber si adatta sia all’armatore che alterna stagioni di regata a periodi di crociera che al crocierista esigente attento alla performance della propria barca e alla sicurezza in navigazione.

SLPierotti©Jiber18Dove e Come?
Per l’installazione di Jiber, la Ubi Maior fornisce un elenco di rigger autorizzati sparsi in tutta italia che oltre a montare il sistema possono eseguire l’eventuale manutenzione periodica.

Prezzo?
Una cosa che ci è piaciuta molto di Ubi Maior è la facilità di accesso al listino prezzi, consultabile direttamente dal loro sito. I prezzi variano da 2.100,00 euro per la versione base adatta ad un 30-37 piedi fino a 7.250,00 euro per la versione super-tirata adatta ad un 52 piedi.

Contatti
Il sito della Ubi Maior: www.ubimaioritalia.com
mail: info@ubimaioritalia.com
telefono: 055-836-4421

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

4 commenti su “TEST Rollafiocco ti saluto, io mi “fo” il Jiber”

  1. Raffaele Resta

    Nell’unica foto dove si vedono i garrocci, mi pare proprio che non siano tessili! Se e’ così’, non bucano la vela? Ho anche il pregiudizio (condiviso dal mio velaio) che i garrocci tessili sono adatti solo per barche piccole (max 30 piedi).

  2. I garrocci hanno una testa in materia plastica ed il corpo in tessile, quelli classici andrebbero infatti a rovinare il tondino che deve essere preservato. Per quello che ci è dato di sapere nessuna delle barche con questo tipo di soluzione ha avuto problemi per quanto riguarda cedimenti di garrocci. I carichi di lavoro e di rottura del tessile se usate le fibre giuste (costose) possono essere altissimi.

    1. Non pensavo a cedimenti, solo a problemi di attrito per issare o ammainare con vento. Avevo garrocci tessili su un minitonner e funzionavano benissimo; di recente li ho visti su un Seascape 27. Detesto i rollafiocco e non posso più’ permettermi il tuff-luff (sono vecchio e navigo in equipaggio molto ridotto). Dunque i miei fiocchi e genoa (su un 34′) hanno i garrocci all’antica. Secondo il mio velaio sono la cosa migliore, ma io sono sempre curioso di soluzioni più’ high-tech: dunque guardo con attenzione le (poche) foto di fiocchi ingarrocciati. Grazie per la risposta
      Raffaele

  3. Buongiorno, vorrei avere più indicazioni sula possibilità di usare il tuff luff in area regata ovvero come sia compatibile con lo shuttle. grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social

Iscriviti alla nostra Newsletter

Ti facciamo un regalo

La vela, le sue storie, tutte le barche, gli accessori. Iscriviti ora alla nostra newsletter gratuita e ricevi ogni settimana le migliori news selezionate dalla redazione del Giornale della Vela. E in più ti regaliamo un mese di GdV in digitale su PC, Tablet, Smartphone. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “iscrivimi”. Riceverai un codice per attivare gratuitamente il tuo mese di GdV!

Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


In evidenza

Può interessarti anche

Adesso hai l’incentivo se compri un motore elettrico

  Arrivano gli incentivi per l’acquisto di un motore elettrico marino. Dopo anni di vane attese, lungaggini burocratiche e la sensazione di essere praticamente “invisibili” agli occhi del Governo in quella tanto sbandierata corsa alla “transizione ecologica”, finalmente anche per

Registrati



Accedi