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"Coppa America, mi hai rotto". La delusione di un ex-appassionato

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coppa-america
Proprio mentre si stanno decidendo le sorti della prossima America’s Cup
(in programma nel 2017), con i team partecipanti chiamati a votare il cambiamento della barca per la 35ma Coppa (si parla di catamarani AC48), tra le polemiche (tra cui la minaccia di abbandono da parte di Luna Rossa di Patrizio Bertelli e Max Sirena) ci è arrivata una mail in redazione di un lettore. Un lettore disilluso, da tempo, della piega che ha preso quella che resta la più famosa competizione velica del mondo. Leggete quello che si ha scritto e fateci sapere se siete d’accordo con lui…

Si farà la Coppa America a bordo di catamarani? No aspettate, ma non dei 72 piedi, in effetti neanche dei 62… I costi sono troppo alti… sarà un catamarano compreso tra i 45 e i 50 piedi. “Che bello, si riducono i costi, avremo più team”. “Che brutto, una Coppa sulle barche piccole non è una Coppa”. “Ma si, rendiamo la Coppa uno spettacolo itinerante, come la Formula Uno e come gli eventi di wrestling”. “Eh, certo che i vecchi J-Class davanti a Newport…”. “Io esco dalla Coppa!”. Quante se ne sono sentite! E ancora prima, il trimarano ad ala rigida contro il supercatamarano, i capricci di Ellison e Bertarelli.

IO CHE SONO RIMASTO INSONNE DAVANTI ALLA “LUNA” NEl 2000…
Cara redazione, chi vi scrive è un appassionato di vela di lungo corso. Uno che ha passato le notti insonni a sperare nell’impossibile vittoria di Luna Rossa contro i neozelandesi nel 2000 (per l’avventura di Azzurra e Italia ero troppo giovane). Che ha lanciato improperi contro quell’antipatico di Russell Coutts, che ha stimato i calzini rossi di Sir Peter Blake, che ha esultato quando Francesco De Angelis e Torben Grael hanno fatto vedere i sorci verdi in finale alla Louis Vuitton Cup al grande baffo Paul Cayard.

… ADESSO MI SONO VERAMENTE ROTTO
E adesso, mi sono veramente rotto. Mi sono stancato di questa Coppa che va avanti, ormai dal 2008, a suon di polemiche e si combatte a bordo di astronavi. Chiamatemi nostalgico e forse reazionario, tutti questi ricconi del presente non hanno ereditato quello che contraddistingueva i ricconi del passato (perché sia chiaro, la Coppa è e rimarrà sempre una sfida tra tycoon): la classe. Si la classe, l’eleganza e il rispetto dell’avversario, il “saper vincere” e il “saper perdere”, anche se a volte mascherato da meri interessi commerciali. Sir Thomas Lipton, se non ricordo male, è stato sconfitto ben 5 volte con le sue Shamrock in trent’anni, ma il suo té ha sbancato in America (“Lipton Ice Tea, fenomenale”, diceva Dan Peterson). E Marcel Bich, Raul Gardini, e tanti altri grandi nomi di “sconfitti” che però avevano capito che la Coppa era uno strumento di promozione, non un capriccio per “paperoni” egocentrici.

Ma si, fatevela alle Bermuda la vostra Coppa, a bordo di barche che non rispecchiano in minima parte quella che è la vela “reale” (io un tempo ci vedevo comunque una somiglianza tra il Silver Bullet e una barca da diporto. Ora non vorrete farmi credere che la vela del futuro, anche quella da diporto, sarà fatta di ali rigide, chiglie basculanti, foils). E continuate a farvi la battaglia tra di voi, passando per tribunali e cambi di regolamento.

Io mi vado a guardare le medal race delle classi olimpiche.

Buon vento,
Ricky Dazieri

10 Comments

  1. Alessandro ha detto:

    Io invece ho scoperto la Coppa con Azzurra, Ricci e Pelaschier, quando si passavano le nottate davanti ad improbabili ed interminabili riprese dall'(unico) elicottero, col fiato sospeso in attesa del prossimo incrocio per capire chi aveva scelto il bordo migliore… Certo in quelle immagini non c’era lo show-business ma c’era una poesia ed una bellezza oggi totalmente sconosciute. Il mondo è cambiato, oggi tutto si svolge e si divora alla velocità della luce, e la Coppa America non fa eccezione. Purtroppo.

  2. Fabrizio ha detto:

    Come non essere d’accordo con il pensiero di Ricky ? Io ricordo di aver sentito parlare di una Coppa America fin prima della Azzurra di Cino Ricci. Di aver seguito gli spezzoni in tv dell’epoca ed essere stato uno dei pochi a fantasticare e festeggiare l’avvenimento. Poi il Moro ecc…
    Si trattava sempre di barche, si stranamente barche, fuori del comune. Rappresentavano l’essenza della Coppa America. E mi sono ritrovato a costruire un modello di una J-class.
    Quello era l’esasperazione dello spirito velico, nel bene e nel male.
    Ci sono sempre state dispute, anche legali. Chi non ricorda la Big boat Neozelandese contro il cat di Dennis ??? dono ani di traversie legali. Fu coppa quella ? no, nemmeno fu mediaticametne seguita.
    Idem quella di Alinghi con Oracle, almeno rispetto a quelle disputate con i “vecchi” Luna Rossa ecc…
    Oggi ci stiamo per ricadere. Barche più piccole per i “costi eccessivi”, ma è chiaramente paura (di perdere ?) perchè questo lo si sapeva già vedendo le pochissime iscrizioni.
    Io costruisco e gioco con barche a vela radiocomandate: per risparmiare potrebbero scegliere una delle innummerevoli classi riconosciute e farne una ad-hoc… (^ì^)
    Dai, ragazzi, non giochiamo.
    Io so, e spero ce la facciano vedere, che la sola Coppa America che ci sarà alle Bermuda sarà quella fatta con i “vecchi” ma imbattibili in fatto di fascino e marineria, J-class.
    Buon vento a tutti,
    Fabrizio Ortenzi

  3. adolfo mellone ha detto:

    Io ho fatto in tempo a conoscere la Coppa dei 12 m S.I., quelli vecchi, ancora prima di Azzurra, e anche se allora non c’ era la copertura mediatica la Coppa aveva ben altro fascino.
    Di che discutiamo adesso ?
    La Coppa non c’ è più, da tempo, ed il fatto che un carosello pubblicitario ad elevata tecnologia ne conservi il nome non significa nulla.
    Prendiamone atto, la Coppa è finita !

  4. dino solari ha detto:

    si, anche io ho trascorso notti insonni davanti alla tv a vedere Azzurra prima e Luna Rossa poi ….. ma adesso penso che me ne andrò a dormire !

  5. dino solari ha detto:

    mi sono dimenticato di Italia1 e di Mascalzone Latino … non me ne vogliano, ma la memoria alla mia età fa brutti scherzi.

  6. diegopiccinini ha detto:

    COPPA AMERICA???….a forza di tentare continuamente di essere più veloci degli altri qualcuno è rimasto convinto che i KAT sarebbero stati i più veloci di tutti….fra poco metteranno due galleggianti da idrovolante sotto ad un missile SCUD e diranno..IO SONO IL PIU’VELOCE ….povera vela!!!!(al di là dell’innovazione che è sempre necessaria) questi VIZIATI MILIARDARI dovrebbero guardare indietro per ricordarsi come era costruita la VERA VELA

  7. TOMASO ha detto:

    Come non condividere quanto scritto da Ricky. Il sottoscritto è passato alla vela (acquistando un Arpège) dopo aver visto Azzurra. Certo il mondo è in continua evoluzione ma non è detto che a volte non si esageri. Tomaso

  8. beppe ha detto:

    Concordo con tutti la VERA COPPA AMERICA credo sia ancora con i monoscafi !!!
    Ellison sa benissimo che Luna Rossa è avanti 10 mesi rispetto a tutti gli altri (NZL inclusi) e teme fortemente di perdere la coppa, quindi: SI CAMBIANO LE REGOLE e si riparte alla pari (gli altri mentre Oracle è già 6 mesi che studia i cat 45/50 ….)

    MONOSCAFI TUTTA LA VITA !!! l’unica innovazione che terrei (ma da utilizzare sui monoscafi) è l’ala rigida per aumentare un pò le velocità.

  9. giorgio ha detto:

    La vera coppa America deve essere svolta con i monoscafi apportando migliorie tecnologiche in termini di materiali e modifche che possano migliorare le prestazioni delle imbarcazioni ed essere successivamente (come succede per altri campi esempio formula 1)appliccate alle imbarcazioni da diporto

  10. pep ha detto:

    vogliamo parlare della perdita della bellezza del lato di poppa con l’invenzione della doppia boa?

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