Sei sicuro che il tuo albero stia bene? Prima puntata


Per evitare brutte sorprese in mare, il vostro rigging va curato e controllato regolarmente. A tal proposito abbiamo scelto come testimonial Walter Giovanelli
della G&G Rigging che ci aiuterà a identificare l’attrezzatura dell’armo che necessita di manutenzione. Un rigging poco curato può essere pericoloso e la perdita dell’albero può avere conseguenze tragiche se avviene nel momento sbagliato. Una volta che avrete provveduto a un’attenta manutenzione di tutte le componenti i tempi saranno maturi per pensare a una sua corretta regolazione (oggetto della prossima puntata). In questo modo, la vostra barca in crociera diventerà non solo più facile da gestire con vento sostenuto e più sicura, ma anche più performante per le vostre navigazioni vacanziere.

COME CONTROLLARE IL RIGGING
Albero, sartie, crocette e i loro componenti non hanno vita infinita, e spesso e volentieri il loro deterioramento mette a dura prova la sicurezza generale della barca. Abbiamo chiesto a Giovanelli quali sono le parti maggiormente soggette a deterioramento e come comportarsi per una corretta manutenzione.

Schermata 2015-03-13 a 14.01.25SARTIE: AFFATICAMENTO, CORROSIONE E ORDINARIA MANUTENZIONE
L’affaticamento è uno dei fattori principali che determina un alto rischio di cedimenti; in ogni tipo di sartiame, infatti, l’affaticamento è la principale causa di rottura. Nei sartiami in fune spiroidale non è raro trovare un filo rotto all’uscita delle impiombature o anche in un punto qualsiasi della sartia; nei sartiami in tondino (rod), invece, il punto più delicato è la testa. Le teste del rod, ricalcate a freddo, sono infatti sottoposte a un lavoro di fatica continuo, per questo è importante che il loro accoppiamento con le sedi che le alloggiano negli accessori sia perfetto. Bisogna tener presente che un componente poco elastico subirà un affaticamento più importante rispetto ad un altro la cui elasticità ammortizzerà gli sforzi. Risulta indispensabile, inoltre, che gli attacchi delle sartie siano progettati per garantire un angolo idoneo alla direzione di tiro.

La corrosione è altrettanto pericolosa, perché lavora costantemente intaccando il materiale fino all’erosione. Non è da confondersi con la classica patina giallastra che sovente ricopre gli acciai inossidabili dei giorni nostri; questo tipo di “ruggine”, infatti, si rimuove con estrema facilità semplicemente pulendo la parte interessata. Il tipo di corrosione a cui ci si riferisce è il “pitting corrosion”, che si rivela con punteggiature di ossidazione profonda. Sono molti i fattori che possono scatenare processi corrosivi; uno dei più comuni è dovuto a fughe elettriche. Se l’albero è in carbonio, il tipo di corrosione in questione attaccherà il sartiame, se l’albero è in alluminio, questo sarà evidente sul materiale meno nobile. Per limitare, quindi, ogni genere di problema è necessario che il sartiame sia costantemente controllato e mantenuto pulito. I perni degli snodi e i fori relativi devono essere visionati per verificare eventuali ovalizzazioni o piegature. I terminali devono essere puliti e visionati alla ricerca di crepe o cricche, dovute all’affaticamento o a principi di corrosione. Una, o meglio due volte all’anno, i tenditori devono essere smontati e i filetti devono essere puliti per mezzo di uno spazzolino morbido con acqua dolce e sapone neutro e, naturalmente, ingrassati a dovere; questa operazione preverrà possibili grippaggi dei filetti.
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SARTIAME: QUANTO DURA?

La vita del sartiame, inoltre, ha una durata ben determinata a seconda della sua tipologia. Un sartiame in fune spiroidale, infatti, ha una vita media tra i 10 e i 15 anni; dopo questo periodo di tempo è altamente consigliabile prendere in considerazione un refit totale. Un controllo con liquidi penetranti sulle impiombature è consigliabile quando si ha il dubbio che un segno possa essere una cricca; se i dubbi sono molti, risulta più conveniente una sostituzione globale piuttosto che effettuare dei controlli con ultrasuoni per verificarne lo stato di salute.

Schermata 2015-03-13 a 13.50.19Il sartiame in tondino, che ha un costo più elevato rispetto ad uno in fune, ha invece vita più breve (ma performance migliori), data la sua minore elasticità che, se da una parte è la caratteristica più ricercata perchè evita l’allungamento, dall’altra ne penalizza la durata. Dopo 4 o 5 anni le sartie in tondino andrebbero reintestate, o comunque controllate agli ultrasuoni, essendo la testa ricalcata a freddo il punto di maggiore affaticamento della sartia. Dopo 8 anni, se il primo service non è stato fatto, tutto il rigging andrebbe smontato e tutti i terminali controllati agli ultrasuoni. I pezzi che presentano cricche andranno naturalmente sostituiti mentre gli altri, dopo essere stati ricondizionati attraverso un processo di passivazione e lucidatura, possono essere riutilizzati. Il tondino invece, a questa scadenza, dovrà essere cambiato totalmente. Questi tempi, ovviamente, sono solo indicativi: tutto dipende da come un sartiame ha lavorato negli anni.

Schermata 2015-03-13 a 14.08.55ALBERO A TERRA: QUANDO?
L’operazione di porre a terra l’albero terrorizza gli armatori. La semplice salita in testa d’albero non è però sufficiente per un corretto check. L’unico modo per effettuare tutti i controlli è quello di metterlo a terra almeno ogni tre o quattro anni per avere facile accesso a tutti i suoi componenti e attuare quelle modifiche che sarebbero difficili da attuare appesi a un bansigo. Meglio affidarsi a dei professionisti per evitare di fare danni, soprattutto all’elettronica. Per una barca di 12 m con albero in alluminio e sartie in spiroidale, due messe a terra dell’albero con rifacimento totale del rigging nel corso di dieci anni hanno un costo tra i 5.000 e i 6.000 euro più IVA. Ciò significa una spesa annuale di 500/600 euro + IVA, che a ben guardare è inferiore al costo di un tagliando annuale di un’auto di media cilindrata.

NELLA PROSSIMA PUNTATA: LA REGOLAZIONE DELL’ALBERO (CON ROBERTO SPATA)


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