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"Io, vittima in Croazia di un'assicurazione-truffa sulla barca"

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imageLa Croazia, con le sue tantissime isole e isolette, è una vera e propria mecca del charter. Bisogna però stare attenti e, quando si affitta una barca, salpare con la sicurezza di essere coperti da una compagnia assicurativa affidabile. Questo, a giudicare dal racconto che ci ha spedito in redazione, non è accaduto al nostro lettore Federico Rampini, che si è ritrovato coinvolto in un’odissea senza fine assieme al comandante di un’altra barca a vela che aveva involontariamente danneggiato. Pubblichiamo il racconto e vi invitiamo a scriverci se avete avuto disavventure simili mandandoci una mail a speciali@panamaeditore.it

Gentile Redazione.
Vi scrivo per pubblicare una storia che pur non danneggiandomi in prima persona mi ha fatto tremendamente infuriare.

Nel Luglio 2014 tramite una società di Verona noleggio una barca in Croazia presso il charter Adriatic Challenge di Biograd. Controllo tutti i documenti e le assicurazioni di rito ed in più stipulo la kasko con riduzione al minimo della franchigia. Mollo così gli ormeggi e parto.

L’INCIDENTE
Il giorno seguente mentre navigavo in cerca di luogo idoneo dove ancorare noto una barca alla fonda il cui equipaggio (Italiano) avevo avuto modo di conoscere la sera prima a cena. Mentre mi avvicino alla loro barca per salutarli a mare piatto purtroppo onde di un motoscafo che non avevo visto sopraggiungere mi investono violentemente sul fianco sospingendomi contro la loro imbarcazione. La falchetta non ha avuto danni ma inclinandomi a causa delle onde ho toccato il loro albero con il mio, e la mia crocetta entrando di punta come una lancia ha piegato la crocetta della loro imbarcazione. Io non ho avuto danni, ma la loro imbarcazione con la crocetta spezzata ha dovuto rientrare immediatamente in porto, dove a quanto ne so vi è rimasta 3 giorni (che su un noleggio di una settimana sono parecchi).

PAGHERA’ L’ASSICURAZIONE…
Immediatamente scrivo una mail al Charter dove ho noleggiato (Adriatic Challenge) denunciando il fatto ed ammettendo chiaramente la mia responsabilità (mi sono infatti avvicinato troppo ad una barca all’ancora). Penso ovviamente che la mia assicurazione obbligatoria a copertura della responsabilità civile (compagnia Yacht Pool, di fama mondiale e molto ben valutata) indennizzerà l’armatore per i danni subiti e l’equipaggio per il fermo barca, la barca infatti è stata noleggiata presso il charter Pitter Yacht, sempre a Biograd. Io come colpevole avrei avuto diritto all’indennizzo dei danni tramite polizza kasko, ovviamente nei limiti della franchigia, ma non ho avuto danni ed ho pagato solo l’ispezione all’albero da parte di tecnici Selden.

LA DENUNCIA DI SINISTRO
Terminata la vacanza, di rientro in porto a Biograd contatto il comandante veronese della barca che ho danneggiato, ci rechiamo dai rispettivi charter (appunto Adriatic Challenge e Pitter Yacht) per compilare congiuntamente i documenti di rito (prestampati predisposti dalla stessa Yacht Pool), inoltre le stesse società di charter ci mandano a fare la denuncia di sinistro presso la capitaneria di porto locale (Harbour Master) dove il Caspitano Damir Santini raccoglie le dichiarazioni, ispeziona le barche e commina a noi due comandanti una sanzioni di circa 100 euro per aver segnalato l’evento avverso in mare con un ritardo superiore alle 72 ore.

STRETTA DI MANO MA…
Stretta di mano e ripartiamo entrambi alla volta delle rispettive città, Verona lui, Milano io, con la certezza che l’assicurazione avrebbe rimborsato i danni visto che oltretutto la società Pitter si era trattenuta a titolo di garanzia il suo deposito cauzionale di ben 1300 euro che di solito viene richiesto come franchigia a fronte dell’assicurazione kasko per i danni provocati autonomamente all’imbarcazione, quindi non per i danni provocati da terze imbarcazioni a quella di cui si è comandanti, specie se vi è una denuncia scritta dei fatti con chiara ammissione di responsabilità da parte del comandante dell’imbarcazione che a provocato i danni (il sottoscritto).

…COMINCIA L’ODISSEA
E qui comincia l’odissea tra noi comandanti (il colpevole ed il daneggiato)delle rispettive imbarcazioni verso l’assicurazione Yacht Pool nella persona di un certo Darko Zelenika il quale all’inizio sembra collaborativo e ci richiede vari documenti ma poi diventa evasivo e si inventa pretesti sempre più stupidi ed assurdi per non pagare il danneggiato, fino ad arrivare a non rispondere più alle comunicazioni. Ovviamente ad oggi nessun rimborso!! Ora mi chiedo come sia possibile, in un  paese che di recente è anche entrato a far parte dell’unione Europea, che una assicurazione la quale ha sedi in tutto il pianeta possa così facilmente evadere dalle proprie responsabilità civili che appunto su di essa incombono a fronte del premio che io ho pagato come quota parte del noleggio imbarcazione.

CHARTERISTI IN CROAZIA, ATTENTI!
Si badi bene che questa famosa compagnia Yacht Pool International si fa molta pubblicità, si autodefinisce la migliore in Croazia quando in realtà evidentemente froda i danneggiati certa di una impunità dovuta a richieste provenienti da nazioni straniere e da persone che magari non hanno tutta questa voglia di combattere per i loro diritti,come per il comandante in questione che mi ha riferito di aver lasciato perdere perchè era impossibile cavare un ragno dal buco e non conveniva prendersi un avvocato in Croazia nonostante i 1300 euro che ha sborsato oltre al disagio del fermo barca per l’equipaggio in vacanza. Il tutto come se fosse una piccola realtà locale quando invece ha un assetto molto organizzato con sede centrale in Germania da quanto mi risulta. In più la stessa assicurazione offre anche servizi di varia natura agli Italiani (sponsorizzandoli in lingua italiana sul proprio sito) quali iscrizione delle imbarcazioni nel registro navale Croato (http://www.yacht-pool-savjetovanje.hr/hr/eu-import-administration/questionario-amministrazione-importazione/).

Vi prego pertanto di pubblicare questa storia e dare i giusti consigli su come comportarsi in questi casi, visto che gli Italiani si recano spesso in Croazia e non vorrei mai che poi dovessero trovarsi a pagare danni per i quali hanno pagato regolare ed obbligatoria copertura assicurativa ma la compagnia assicuratrice si comporta da furba.

Cordialmente,
Federico Rampini”

7 Comments

  1. Sergio ha detto:

    Purtroppo molto spesso le assicurazioni fanno sùcosì, certe che non il danneggiato non si avventurerà in una causa, vista la cifra “sostenibile”. A me è successa la stessa cosa sulle piste da sci con un’assicurazione francese, per cui temo che l’Europa non possa proprio fare nulla!

  2. FEDERICO RAMPINI ha detto:

    Vi ringrazio per aver pubblicato la mia storia.
    Qualunque lettore voglia approfondire mi contatti in privato senza problemi alla mia mail rampax78@yahoo.it.
    Sottolineo che non sono stato danneggiato in prima persona solo perchè lo Skipper dell’imbarcazione danneggiata non ha accettato da parte mia un risarcimento nemmeno parziale, ma non tutti sono così e potreste trovarvi a dover pagare di tasca propria nonostante le barche per legge sono coperte da assicurazione RC.

  3. Cesare Biasiotti ha detto:

    Lungi da me difendere le assicurazioni; sono armatore e mi sono trovato anch’io in difficoltà per un danno coperto da un’assicurazione corpi.
    Dico a chi ha scritto che davvero ci piacerebbe sapere i motivi addotti dall’assiuratore per evitare il pagamento; una mera questione di ritardo appartiene a tutte le assicurazioni, anche in Otalia.
    Secondo punto: attenzione, il diritto delle assicurazioni, in caso di cppertura responsabilità civile, prevede il divieto per l’assicurato di prendersi qualsiasi tipo di colpa, implicita od esplicita. E’ l’assicuratore che subentra nella definizione della colpa, sulla base dei fatti denunciati alle autorità competenti.
    Buon vento

    • federico ha detto:

      Sig. Biasiotti la ringrazio per il commento. Ha ragione sul fatto dell ammissione responsabilità ma avendo io in movimento centrato una barca all’ ancora in un luogo dove era possibile ancorare non vedo quale altra responsabilità potrebbe essere accertata, i fatti parlano chiaro e subito ho notificato l’ evento al Charter, è come danneggiare una macchina parcheggiata regolarmente.Il motivo addotto è che secondo loro eravamo ancorati fianco fianco a pacchetto. Ovviamente nessuno di noi ha descritto così la dinamica e assicuro che con alle spalle anni di esperienza in flottiglia oltre a non ancorarmi mai a pacchetto in un canale comunque se lo facessi disallinerei gli alberi tramite spring. Soprattutto anche se fossimo ancorati fianco-fianco ( e ripeto coda che dico o loro e mai noi) e ci fosse responsabilità al 50%, allora la mia corpi avrebbe dovuto pagare il 50% dei suoi danni mentre la sua assicurazione il 50% dei danni da me subiti (ho solo pagato l’ ispezione all’ albero dei tecnici Selden). Inoltre insistono che avendo denunciato in ritardo l’ evento in capitaneria il comandante non ha firmato le nostre dichiarazioni e quindi non sussiste prova ufficiale. Ovvia l ‘ assurdità di quanto dicono, pensi se avessi urtato la Sua barca….

  4. […] giorno fa abbiamo pubblicato il racconto di una disavventura capitata a un nostro lettore, Federico Rampini, che si è ritrovato coinvolto, dopo aver preso a noleggio un’imbarcazione […]

  5. fausto ha detto:

    Attenzioni signori: In croazia non hai nessun diritto e noleggiatori(esperienze di amici) meccanici e porti ne fanno di tutti i colori!!Ben sapendo che nessuno si appellera’ alla giustizia perche’ costerebbe di piu’e non si avra’ la certezza della stessa.
    A me e’ successo che per una vibrazione al motore dovuto all’allentamento di una vite (il meccanico avrebbe potuto in 5 minuti sistemare tutto a bordo della barca in acqua e chiedere anche 100 euro per l’intervento) ho dovuto mettere a secco la barca pagare gru per alaggio varo pagare il meccanico che mi ha smontato mezzo motore della mia imbarcazione pagare 1000 euro per il meccanico 500 per alaggio varo e sosta in piazzola perdere 4 gg degli 8 di vacanza per poi quando sono andato a pagare il salato conto,pure la sosta nella marina (ero a veruda)e scoprire che gli addetti alle pratiche avevano dato erroneamente i miei documenti(barca) ad un’altro diportista(per fortuna italiano) che accortosi ha lasciato i documenti a cittanova prima di fare l’uscita. Il porto si e’ guardato bene di andare a prenderli fornendomi solamente una carta provvisoria della capitaneria croata di circolazione e quindi dovermi recare a cittanova circa 45 miglia a nord pagare una sosta nel porto di euro 60 (era sera) (io ho un 8 metri) quando normalmente si pagava 26 euro in altri porti, per poi ripartire il mattino seguente con immenso mio piacere e di lasciare quel paese e promettermi di non tornare mai piu’ ne in barca ne in auto.Promessa Per ora Mantenuta dopo 7 anni , riscoprendo posti e mete molto piu’ belle e sicure nel nostro paese.In Sardegna si spende di meno ed e’ sicuramente molto piu’ bella degli isolotti brulli croati evitando personaggi che non aspettano altro tu abbia qualche problema per spennarti .Addio Croazia mi hanno fregato una volta ma mai piu’!!Inoltre per chi ci va con i propri mezzi via mare, si deve pagare l’entrata nel paese e la tassa di soggiorno salatissima.Mi chiedo perche’ lo stato Italiano non fa altrettanto per i croati che vengono in italia?Magari quelli che vengono a vedere Venezia??
    saluti Fausto

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