Étienne Bourgois: il mecenate che vuole salvare i nostri mari

tara 2Ce ne fossero di mecenati come lui nel mondo della vela e della tutela dal mare. Non sono in molti a conoscere il nome di Étienne Bourgois, molti di più quelli che conoscono il nome della missione che lui finanzia da anni: Tara Expedition. La “nave oceanografica” che fu di Peter Blake, dal 2009 è in giro per il mondo per una missione scientifica che monitora la salute dei mari. Dopo un periodo passato alle latitudini più estreme, oggi Tara è in Mediterraneo per studiare il male che affligge il Mare Nostrum. Tutto ciò è possibile grazie a Étienne Bourgois, un personaggio francese di cui noi italiani siamo un po’ invidiosi, come in generale lo siamo della cultura marinaia dei nostri cugini. Perché di cultura si tratta: Étienne è figlio di Agnès Troublé (stilista francese meglio conosciuta dagli appassionati di moda come Agnès b. ) che è sorella di quel Bruno Troublé che noi velisti ben conosciamo come inventore della Louis Vuitton Cup. Una saga familiare che unisce zio e nipote nella passione per la vela: non solo però quella delle imprese sportive, ma anche quella  dell’impegno per la salvaguardia e dell’ecosistema marino. Durante l’ultima spedizione di Tara in Mediterraneo sono stati effettuati rilevamenti che riguardano gli effetti dell’inquinamento: la plastica rilasciata in mare sta devastando la catena alimentare che vede lo zooplancton come primo anello e l’uomo come ultimo. Artefice della sua stessa rovina.


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