Un bresciano in Sicilia, il nostro primo racconto del 2015 – Quarta parte
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Adriano Gatta, bresciano DOC, classe 1956, free-rider, alpinista, ex nazionale di judo, appassionato di fotografia (sono sue le foto che corredano il racconto). Vi abbiamo già proposto il suo articolo in cui ci spiegava la sua conversione da motoscafista a velista: ora pubblichiamo a puntate, come si faceva nei quotidiani di una volta, il resoconto (semiserio) della sua navigazione sopra (e sotto) il mare delle Egadi, di Ustica e delle Eolie, con alcune puntate sulla costa settentrionale, portata a termine nell’estate scorsa.

E siamo arrivati al 13 Agosto; il programma prevedeva una sosta a Panarea questa sera ed il randez-vous con il …Golly per domani nel tardo pomeriggio a Stromboli per vedere la sciara di fuoco. Ma il meteo prevede per domani l’arrivo di un bel maestrale che potrebbe compromettere la sosta al largo della costa NW di Stromboli e quindi il comandante, cioè io, decido di vedere Stromboli e la sciara questa sera e così questa è fatta, poi, eventualmente, con il …Golly la rivedremo domani sera.


Ceniamo in barca in attesa che faccia buio, non prima, ovviamente, di aver dato un’occhiata all’ormeggio, per altro già molto affollato, di questa notte a Ficogrande.Verso le nove ci portiamo sul lato W dell’isola di fronte alla Sciara di Fuoco.

Certo, dopo l’eruzione di venti giorni fa e l’apertura di un nuovo cratere, lo spettacolo dei lapilli che volano nel cielo stellato ci è mancato ma in compenso, di notte, le colate incandescenti che scendono al mare hanno un fascino……infernale !!!
<< ottima scelta Comandante; ho appena dato un’occhiata al meteo e mi sa che domani Gigi ed i suoi non vedranno nulla. E’ previsto maestrale e mare e anche il tramonto a Strombolicchio se lo sognano…..>>
Beppe ha ragione, e poi da quando ha scoperto il Lamma e Meteoconsult passa tutto il suo tempo davanti all’I-pad. La notte passa, ballonzolante, su un fondale, che oltretutto non è nemmeno un gran tenitore, di 14 mt. ed un grecalino fastidioso ma, del resto, a mezzanotte abbiamo “ buttato giù” l’ancora nel primo buco utile e ci siamo fiondati a letto.

Il paese è molto bello18 e, arrivati in piazza, vengo attirato da un negozio di articoli sportivi che, assieme a scarpe da trekking per la salita al cratere(vietata in questi giorni a causa dell’eruzione), espone due paia di sci…..

Chiedo informazioni al negozio e chiedo se noleggiano sci e scarponi.
Non preoccupatevi, non sono impazzito, quella che si fa con gli sci non è la Sciara di lava bollente, ovviamente, ma un ramo laterale ormai freddo.
<<no, no, non noleggiamo sci, questi li hanno lasciati qui quei matti che sono scesi anni fa…..>>
hei, non offendiamo, uno di quei matti, che peraltro conosco bene, è Giorgio Dàidola, grande sciatore e cultore di Telemark( per i non addetti ai lavori è la discesa a tallone libero)……guardo Beppe, patito quanto me di sci fuoripista ( o fuori di testa ? ), e scatta la promessa: il prossimo anno faccio la sciara con gli sci !!! <<Eh già si chiama SCIara mica per niente, no ? Ok, per festeggiare i miei 60 anni scendo da Stromboli con gli sci: cappellino, costume da bagno, scarponi e sci e poi, tuffo direttamente in mare >>
<< a parte che Sciara sta per strada, cosa cambia nell’abbigliamento rispetto a quando scii su da noi in montagna ? vai in giro sempre mezzo nudo anche a Gennaio !!! e poi non penserai di farlo da solo ? È pericolosissimo ed avrai bisogno di un medico e quindi mi prenoto( Beppe fa il medico n.d.A.), poi lo diciamo a Marco che ci potrebbe fare da sponsor col negozio di articoli invernali di Brescia e a Pino e Mario, e ricreiamo il gruppo sci ripido qui a Stromboli >> e così tra un progetto e l’altro, guardati con un misto di stupore e compassione dalle nostre consorti, tiriamo mezzogiorno e, dopo esserci fatti un’ape corposo in un bar di Scari, saltiamo in barca ed andiamo al tanto atteso Randez-vous con il …Golly.
Il Grecale è, come da previsioni, girato a Maestrale e, dovendo incrociare Gigi che, solo con 3, dico tre, donne, sta arrivando da Maratea, ci va anche bene. Verso le 13 il contatto sul vhf, sul solito canale 69, e circa un’ora dopo vediamo lo splendido Grand Soleil 50′ spuntare all’orizzonte. Ricerca frenetica dell’ormeggio( è il 14 agosto) in “rada”(è un eufemismo) a Scari su un fondale di M…. 12 mt, sabbia durissima e sassi vulcanici. Il mare rinforza, nientedichè ma quanto basta per convincere Gigi a rinunciare alla Sciara ed al tramonto a Stombolicchio e a farci ballare tutta notte. Il risveglio, dopo la shackerata notturna, non è dei migliori ed allora cosa di meglio di una bella colazione in piazza a Stromboli seduti ai tavolini di un bar su una meravigliosa terrazza sul mare che, come vuole la regola del maestrale, ci regala mare blu e cielo terso ?
Dopo l’abbuffata di brioches calde e la spesa al market siamo arrivati all’ora classica per mollare gli ormeggi quando hai a che fare con cinque donne…… cioè mezzogiorno !!! mettiamo a riva le vele( avete visto che bravo, non ho detto issiamo o, peggio ancora, tiriamo su) e puntiamo su Panarea, l’isola della movida. Tiriamo un bordo verso Basiluzzo e gli altri isolotti: Dattilo e Lisca bianca ed arriviamo, in pieno Ferragosto, a Panarea. Mi sembra di essere sul set del film omonimo di Vanzina del ’97; megagommoni con musica a palla che fa vibrare anche l’acqua dove galleggiano, mega ferridastiro ed una compilation di personaggi a dir poco…..pietosi.
Sarà la mia età, ma non reggo certi atteggiamenti ed allora che faccio ? la butto sul ridere e mi metto a fotografare tutto e tutti come un paparazzo di Novella 2000( ma esiste ancora ?). Riusciamo a piazzare le due barche vicine nella rada ad est di Cala Junco che in questi giorni, ahimè, non mostra la sua parte migliore….
Rinunciamo a scendere a terra, immaginiamo il casino che ci sarà e optiamo per un ferragosto tutti assieme con Ape sul Bravo Papà 3 e cena a bordo del …Golly( sempre con i tre puntini). Ottima scelta, attorno a noi solo barche vuote e il mare che finalmente s’è calmato ci regala una bellissima serata tra amici….ah già è vero, non vi avevo ancora presentato i nuovi arrivati….. Sul …golly, oltre a Gigi, l’armatore e alla sua compagna Lucilla detta Lucy, due amiche comuni Elisabetta, ovviamente detta Betty e Giuliana, per tutti Giuly che sono salite a bordo a Maratea dove c’è stato anche per loro un cambio d’equipaggio.
E per completare l’elenco, sul Bravo Papà 3: Adri, Marghe, Beppe e Patti
Questa dei nomi abbreviati più che una moda, in barca, è un’esigenza.
Ogni volta che c’è da chiamare uno per le manovre è molto più comodo abbreviare. La scelta di rinunciare alla visita di Panarea la sera di Ferragosto è stata vincente; dopo una notte tranquilla, al mattino, verso le nove, scendiamo a terra col tender ed andiamo ad esplorare il paese. Strade semideserte, negozi vuoti.


Il tranquillo ormeggio tanto agognato si rivela, purtroppo, ed anche a causa della puzza di zolfo, una bolgia…. infernale di risacca, casino di musica a palla, barche schiacciate l’una a fianco all’altra come sardine, gente che ti stacca la canna dell’acqua dalla presa e si attacca la sua, magari usando e portandosi via, inavvertitamente, il tuo raccordo, charteristi che si credono i padroni del porto…..insomma, il delirio totale……beata Ustica e Marettimo…..
manco lo splendido tonno cucinato da Lucy a cena riesce a riconciliare gli animi.
A mezzanotte dò una controllata prima di andare a letto e vedo un tender alla deriva nella baia; col mio gommoncino lo recupero, non c’è nessuna targhetta identificativa, è un chiglia rigida, bello, ed ha una tanichetta di benzina a bordo, mi guardo attorno, non c’è nessuno, lo lego al BP3, fra noi ed il Golly, poi domani si vedrà chi l’ha perso…..
mi sveglio per fotografare l’alba ed il tender è sparito….lo ritrovo bellamente legato ad un charter. Chiedo spiegazioni e lo “skipper” mi dice che è suo……
Certo sarà così, ma, educazione vorrebbe, che, prima di prelevarlo, avrebbe potuto chiedere e comunque poi, come minimo, ringraziare per averglielo recuperato…….mah……
Facciamo un giro in paese per sbollire la rabbia della notte insonne(malgrado i tappi nelle orecchie) con i parabordi che sfrigolavano, addocchiamo una bellissima pescheria/ristorante e prenotiamo per la cena.
Nel frattempo il porto si è svuotato, soprattutto dai charteristi-casinisti; avevamo pensato di andarcene ma decidiamo di restare un’altra notte; anche perchè domattina vogliamo salire al cratere a piedi. La cena al “The King of the Fish” si rivela una gradita sorpresa, arredamento molto rustico, cameriere schizzatissimo ma simpatico, scelta del menù fatta direttamente sul bancone della pescheria.
Siamo in 9 e proviamo un po’ di tutto, sia crudo che cotto: tonno, ricciola, scampi, gamberoni, mazzancolle, spada, saraghi…..35 € a cranio; vino, acqua, dolce, caffè e ammazzacaffè compresi, ovviamente….CONTINUA
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