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Un bresciano in Sicilia, il nostro primo racconto del 2015 – Terza parte

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foto adriano per nota autobiografica (1)

Adriano Gatta

Adriano Gatta, bresciano DOC, classe 1956, free-rider, alpinista, ex nazionale di judo, appassionato di fotografia (sono sue le foto che corredano il racconto). Vi abbiamo già proposto il suo articolo in cui ci spiegava la sua conversione da motoscafista a velista: ora pubblichiamo a puntate, come si faceva nei quotidiani di una volta, il resoconto (semiserio) della sua navigazione sopra (e sotto) il mare delle Egadi, di Ustica e delle Eolie, con alcune puntate sulla costa settentrionale, portata a termine nell’estate scorsa.

LEGGI LA PUNTATA PRECEDENTE

00 titoloQuattro giorni ad Ustica sono volati e giovedì 7 agosto lasciamo il porto di Santa Maria alla volta di Palermo; pago il conto….. Sorpresa: Agosto, Ustica, quattro notti in porto con un’assistenza squisita da parte di Domenico, l’ormeggiatore e di Andrea, che si occupa dell’erogazione di acqua e corrente elettrica: totale 150 €, meno di 40 € a notte…ok, ok il porto demaniale è gratuito…..ma…alle boe ne paghi 35, non hai nulla e sei lontano dal paese…..grazie Usticesi, ci tornerò nella vostra bella isola, contateci e ci porterò gli amici.

07 mondello-music on boardE chi di voi, velisti lettori del GdV, non c’è ancora stato, anche se non si immerge, vada a visitarla. Rotta per 160° con un maestralino di 15 kn al traverso fino a Mondello dove ci fermiamo per fare un bagno dando fondo in mezzo a decine e decine di motoscafi, ferri da stiro e barche a vela di ogni tipo e misura e, finalmente, alle 18 arriviamo alla Cala, in pieno centro, al molo della Canottieri Palermo, dove siamo ospiti dell’amico Federico, che con la sua Wireless, un 45′ da regata, rappresenterà il circolo alla Palermo – Montecarlo.

Il mondo è proprio piccolo e strano; pensate che ho conosciuto Federico, palermitano D.O.C, sulle piste da sci della Val Gardena, lui, siciliano, affitta tutti gli inverni una casa con amici “conterronei” sulle Dolomiti e, con i voli low cost, riesce a soddisfare questa sua passione. Quando gli ho detto che sarei passato da Palermo ha insistito perchè fossimo suoi ospiti al Circolo.

Palermo, bellissima e bruttissima allo stesso tempo, è anche la meta finale della prima tappa di questa lunga veleggiata per il mare di Sicilia. Domani sera, accompagnerò Sonia ed Alberto all’aeroporto e “ritirerò” il secondo gruppo, composto da Margherita, mia moglie, e da Beppe e Patti due nostri carissimi amici, che hanno condiviso con noi le vacanze a vela in Croazia e non solo.

A Punta Raisi mi ci porta, casualmente, un tipo particolare, Massimo, milanese trapiantato a Trapani dopo un’esperienza lavorativa per la Coppa America, che, stufo di respirare lo smog meneghino, ha iniziato un’attività di NCC (noleggio con conducente) molto ben organizzata. Svolge il suo lavoro a Trapani e a Palermo; è molto più economico rispetto al taxi (cell.329 8611040) mandategli un SMS con orario del volo e lo troverete fuori ad aspettarvi…..e poi è un velista !!!

08 con l'ape cross a ballarï-palermoNei tre giorni a Palermo visitiamo la città, i mercati di strada (Ballarò, Il Capo e, anche se un po’ troppo turisticizzata, la Vuccirìa), e proviamo alcuni ristoranti. Tra questi, da citare per la qualità del pesce e per la cortesia del titolare Leopoldo, La Cambusa, dietro piazza Marina, alla Cala.

Ma è giunta l’ora di partire per la tappa che ci porterà alle Eolie, le isole del dio Eolo, le isole del Vento che, di solito ad agosto, di vento non ne vedono mai. Ma si sa, quest’anno, è un po’ particolare, al Nord acqua e freddo, al Sud vento, mare ma, fortunatamente, tanto sole.
Proprio così, mi sarei aspettato una vacanza smotorata alle Eolie ed invece questa pazza estate 2014 ci ha regalato, è proprio il caso di dirlo, delle bellissime termiche, giusto per non farci rimpiangere il lago di Garda…..

La trasferta a Cefalù inizia verso le 11 con una termica montante che di bolina larga e 12/18 nodi ci accompagna sino alla bella località della costa settentrionale dove diamo fondo in rada davanti alla spiaggia del paese vecchio, con un tramonto da film che incendia la cattedrale e la rocca.

09 cefalóCena a bordo in attesa della superluna piena che sorge puntuale dietro il monte poi a terra col tender, a berci(ma perchè berci ?) a mangiarci un gelato e poi a nanna su un mare d’olio. Al mattino giretto con le donne in paese e rinfrescata ai piedi nel vecchio lavatoio medioevale e poi partenza per Alicudi, la più occidentale delle Eolie.

35 miglia verso nord est con un levante che ci permette di veleggiare discretamente e che, piano piano, rinforza ma gira inesorabilmente a grecale e ci costringe ad ammainare e proseguire a motore per poter arrivare prima di sera.

10 alicudiAlicudi è un cono(le Eolie sono tutte dei vulcani due dei quali, Stromboli e, guarda caso, Vulcano, attivi) che precipita nel blu del Tirreno e quindi accettiamo volentieri l’offerta di Giuseppe( Pino cell. 380 4672557) che ci propone la boa a 50 €; vista l’ora, il fondale che a trenta metri dalla riva picchia a 25 mt, se vogliamo dormire tranquilli, non c’è altra soluzione.

11 alba ad alicudi sullo sfondo filicudi-la canna e stromboliScendiamo a terra, in avanscoperta, io e Beppe ma i due ristorantini del micropaese non ci ispirano fiducia, o forse è la voglia di starcene tranquilli in barca e optiamo per una pasta al pesto siciliano e per un pollo al curry di Marghe. Il risveglio, con un’alba grandiosa su Filicudi e Stromboli (vedi foto) è allietato dall’arrivo di Pino, l’ormeggiatore, anzi, l’omaggiatore che ci regala una borsina piena di gamberetti freschissimi appena pescati.

12 colazione sushi ad alicudiLa colazione tradizionale salta e ci mangiamo i gamberetti crudi appena scolati in acqua di mare. Acquistiamo, ad un prezzo irrisorio, del pesce per la cena e con calma circumnavighiamo l’isola fermandoci per il bagno senza manco calare( si lo so: dare fondo all’….) l’ancora, tanto il mare è calmo.

13 bagno ad alicudiBagno nudi perchè l’acqua ispira un tale senso di purezza che ci sembra un’offesa intingere qualcosa che non sia altro che il nostro corpo…..
Copriamo le 8 miglia che ci separano da Filicudi con calma. Passiamo da Pecorini( uno dei due approdi dell’isola) ma non ci ispira ed attendiamo il tramonto alla Canna, un monolite che emerge sulla punta NW dell’isola e che ci lascia attoniti tanto è bello.

Ceniamo, con i saraghi di Pino e con gli occhi infuocati da questo tramonto che ci resterà nel cuore per l’intera vacanza. Per la notte optiamo per la rada di Filicudi porto, evitando accuratamente le boe, troppo care e con le barche ammassate una vicino all’altra. Il fondale è notevole ma il meteo ci rassicura. Notte tranquilla e l’indomani dopo aver fatto gasolio(€ 2,20/ lt) ed acqua( 25 € per un rabbocco di meno di 50 lt.) lasciamo senza grandi rimpianti l’isola. Filicudi, bella; la Canna molto bella ma Alicudi mi è piaciuta di più…..sto diventando sempre più un lupo, anzi forse sarebbe più corretto dire un orso, di mare…..adoro la solitudine. Marettimo ed Ustica docet!!!…CONTINUA…

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