Per il colosso francese Dufour è tris al VELAFestival

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >>

gc_DUFOUR350_3Sarà con noi anche quest’anno a Santa Margherita, e per la terza volta, il cantiere Dufour di Rochelle, che nell’ultimo anno ha sfornato quattro nuovi modelli nella gamma Grand Large. Tre nella fascia dei dieci metri: il 310, il nuovissimo 350, il 382, oltre all’ammiraglia, il 560. Una stagione di successi, tra i quali ci ha convinto particolarmente il nuovissimo 350 GL, che abbiamo avuto occasione di provare in acqua.

DUFOUR 350 GL: IL NATANTE SENZA PATERAZZO
Un altro natante, il Dufour 350 GL, ideale per chi non ha voglia di prendere la patente nautica ma vuole navigare: un’evoluzione del 335 Gran Large rispetto al quale si sono aumentate larghezza e lunghezza. Appena salgo a bordo mi colpisce l’assenza del paterazzo: soluzione resa possibile da due crocette acquartierate molto appoppate e dall’attacco delle lande posizionato il più esternamente possibile, in murata. L’assenza del paterazzo rende il pozzetto ancora più pulito e permette di sfruttare senza ingombri la plancetta abbattibile di poppa. Colpisce anche l’altezza dell’albero, per una barca che ha una vocazione crocieristica: segno dello zampino di Umberto Felci, che di natura disegna carene (in questo caso con lo spigolo) performanti che necessitano di piani velici adeguati. Fatte queste osservazioni, cresce la voglia di provare la barca in acqua.

IN NAVIGAZIONE
Usciamo da Porto Lotti accompagnati da un leggero vento da nord (8-10 nodi con raffiche fino ai 12-14) che ci permette di issare subito la randa fullbatten e srotolare il fiocco (previsto autovirante nella versione standard, con la possibilità, fra le opzioni, di armare una rotaia di fianco alla tuga per armare genoa di dimensioni superiori). Ci mettiamo subito di bolina e navighiamo verso la costa per andarci a prendere qualche raffichetta, Queste le velocità rilvate: 5,4 nodi di media che uscendo con accelerazione dalla raffica diventavano 6.5. Lo spigolo in carena ha fatto il suo dovere: appena aumentava la pressione sotto raffica, lo scafo sbandava fino ad appoggiarsi sullo spigolo: la giornata di vento da nord un po’ rafficato si è rilevata perfetta per testare questa caratteristica del disegno di Felci. Poggiamo e laschiamo le vele, navigando al traverso a una velocità media di 6.4 nodi, tocchiamo i 7.3 quando entriamo in raffica. Non abbiamo a bordo il gennaker, anche se a prua c’è una delfiniera con attacco per la mura della vela di prua, ma decidiamo ugualmente di provare la barca al gran lasco a vele bianche registrando una velocità di 6.1. Riportiamo anche le velocità a motore, un Volvo Penta 30 cv. A 1000 giri, velocità 3,4 kn; a 1.500 5 kn; a 2000 6 kn; a 2400 (velocità consigliata per la crociera)  6,6 kn.
gc_DUFOUR350_1


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Continua a leggere

Pulisce il winch, esplode la barca. Cosa è successo?

Lo scorso 26 novembre lo skipper francese Quentin Mocudet mentre stava facendo alcuni lavori di manutenzione al suo Mini 6.50 “Kiralamure”, ha fatto scoppiare un incendio che ha fatto esplodere la barca. Sembra che stesse utilizzando la famosa “Benzina F”.

Torna su