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Nautica italiana, ripresa rimandata al prossimo anno

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Ape_numeri_ucinaL’inizio dell’anno aveva lasciato ben sperare, ma la chiusura non è altrettanto positiva. Stiamo parlando dei dati relativi all’economia nautica italiana 2014. E la ripresa è rimandata ancora una volta all’anno che verrà.

Un 2014 in chiaro/scuro, quello che volge al termine, per l’economia nautica di casa nostra. Lo affermano i dati presentati da UCINA (la Confidustria nautica): rispetto al previsto +5,2% di ricavi, ci dobbiamo accontentare di un piccolo +1%. A colpire è soprattutto la differenza tra la crescita preventivata della cantieristica (+7,3%) rispetto a quella reale, ferma al +0,6%. Per quanto riguarda il fatturato globale, a crescere è il comparto dell’accessoristica (+4,8%), a conferma della volontà degli armatori di non rinunciare ad ammodernare le proprie barche. Anche se piccolo, ha addirittura invece un segno meno il mondo del motore (-0,1%).

Gli unici dati confortanti arrivano dalle esportazioni, ma non, come ci si potrebbe aspettare, dalla Russia o dalla Cina (la prima ha risentito delle sanzioni mondiali nei suoi confronti, la seconda ha dato evidenti segni di rallentamento), ma dalle Americhe. Non solo gli Stati Uniti (come avevamo avuto modo di analizzare) ma anche il Centro e SudAmerica (leggi principalmente Brasile) continuano nella loro crescita. A confermare questa tendenza, anche le parole del presidente UCINA Massimo Perotti: “La crescita di mercato si presenta molto lenta e faticosa, specie per le aziende che non hanno possibilità di esportare fuori dal continente europeo“.

Resta la sensazione (confermata comunque dai numeri) che a tenere nel mondo dei cantieri sia quello della vela e la fiducia che abbiamo respirato negli ultimi mesi ci fa sperare in 2015 più ricco di soddisfazioni lo si coglie dai sorrisi meno tirati degli operatori. L’anno prossimo il mercato della nautica italiana prevede una crescita del fatturato globale compresa tra il 2,5 e il 3,5%. Con la speranza che riparta soprattutto lo strumento che ha generato il vero boom della nautica all’inizio degli anni 2000: il leasing nautico italiano (qui trovate la nostra analisi). Uno strumento finanziarioche ha segnato, dal 2007 al 2013, un calo del 96%. E ancora mancano i dati 2014, ma stando ai numeri di UCINA, la sensazione è che i cordoni della borsa siano rimasti ben chiusi.

 

 

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