Posidonia mon amour: l’alga che ha stregato Rio Mare

posidoniaLa posidonia è un’alga marina importantissima, perché svolge una duplice funzione: da un lato permette al mare di ossigenarsi, dall’altro protegge le coste dall’erosione. Nell’Area Marina Protetta delle Egadi questa pianta è una vera star: la distesa di posidonia lì copre ben 6.500 ettari ed è la più estesa del Mediterraneo, una vera manna per gli amanti della subacquea. Inoltre è stato rinvenuto un esemplare con una foglia lunga oltre due metri, un record assoluto (rispetto ai 50 cm di dimensione media delle foglie).

UN PATRIMONIO DIFESO ANCHE DAI PRIVATI

A difendere la posidonia dalla minaccia delle reti a strascico alle Egadi, adesso, sono arrivati anche i privati: Rio Mare, nota azienda italiana di prodotti alimentari ittici, ha deciso di sostenere l’Area Marina Protetta con un progetto triennale volto a salvaguardare la biodiversità e favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali del territorio. L’iniziativa, una delle prime di questo genere realizzata da privati in Italia a sostegno di un’area marina protetta, prevede il finanziamento di 3 progetti, il primo proprio a tutela della Posidonia Oceanica, il “polmone verde” del Mediterraneo, grazie al posizionamento di 72 dissuasori volti ad inibire la pesca a strascico sotto costa e a incrementare la fauna ittica. I 72 dissuasori si aggiungono ai 72 già installati nel 2013 con fondi del Ministero dell’Ambiente e che hanno già dimostrato la loro efficacia, come confermato dal monitoraggio effettuato dall’Area Marina Protetta, dalla Capitaneria di porto e dall’ENEA – l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile.

POSIDONIA MA NON SOLO

Gli altri due progetti non sono di minore importanza:
La gestione dell’Osservatorio Foca Monaca nel Castello di Punta Troia a Marettimo per monitorare la presenza di questa specie, la più vulnerabile del Mediterraneo, nell’arcipelago. L’iniziativa si sviluppa in affiancamento agli studi svolti dai ricercatori dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

La gestione del primo Centro di Recupero delle Tartarughe marine a Favignana per soccorrere e ricoverare esemplari feriti o in difficoltà che saranno ospitati in apposite vasche prima di essere curati e restituiti alla libertà al termine della convalescenza. Il Centro, inoltre, potrà svolgere anche la funzione di centro visite e laboratorio didattico CEA (Centro di Educazione Ambientale)

L’iniziativa è espressione del più ampio progetto di Corporate Social Responsibility di Rio Mare denominato “Qualità Responsabile” lanciato nel 2011 e volto ad offrire ai consumatori una qualità a 360° perseguita lungo tutta la filiera, nel rispetto dell’ambiente e delle persone, dal mare alla tavola.

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