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Il velista pentito “canta” e dà il via alla maxi-inchiesta sulla mafia

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cocainaIn principio fu una barca a vela, Kololo II. E uno skipper. Roberto Grilli fu fermato nel settembre 2011 al largo di Alghero, in Sardegna, e a bordo dell’imbarcazione, battente bandiera francese, furono trovati 500 chili di cocaina suddivisa in panetti. A tradire Grilli fu un’avaria: vista la natura del suo carico, non lanciò alcuna richiesta di aiuto alla Capitaneria di porto. Pare si fosse messo in contatto con una società privata di Alghero, che però non è mai uscita al largo con i propri mezzi. Non si sa se la comunicazione sia stata intercettata dalla forze dell’ordine, o se qualcuno abbia voluto incastrarlo. C’era di mezzo la mafia. (Nella foto: il sequestro di cocaina da parte della polizia su una barca spagnola diretta a Napoli)

IL VELISTA PENTITO
Scrive il Messaggero: “È finito in carcere, ha rischiato una pena a 15 anni per narcotraffico, finché non ha deciso che era arrivato il momento di collaborare. E ha dato il via a quella che poi sarebbe diventata l’operazione “Mondo di mezzo”, l’inchiesta sulla mafia romana che ha mandato in carcere Massimo Carminati e soci, (per un totale di 37 persone, aggiungiamo noi). Ne sapeva di cose, il velista assoldato dall’ex Nar, a cominciare dai componenti dell’organizzazione, dai traffici e dai movimenti di denaro. I magistrati sardi girano l’inchiesta per competenza ai colleghi della Capitale. E, ad ascoltare il suo racconto, è il pubblico ministero Giuseppe Cascini, al quale il 20 aprile del 2012 dice: «Noi prendevamo in giro Riccardo (Brugia ndr) gli dicevamo sempre: “con tutti i soldi che avete fatto”… perché nell’ambiente, adesso non lo so se è una vox populi, comunque da quello che mi ricordo io si diceva che con i soldi che avevano fatto a Piazzale Clodio delle cassette di sicurezza se ne parlava. Gli ho detto: “State a posto, potete fa’ la guerra alla Germania”. Cose così, però si scherzava sul fatto che insomma gli dicevo sempre: “Se c’avessi i soldi tuoi altro che viaggi, i viaggi li facevo e ci restavo pure”. Insomma le battute erano queste».

I RUOLI
È sempre Grilli a indicare ai magistrati i ruoli dei componenti dell’organizzazione. A cominciare da Matteo Calvio, «Uno dei satelliti che ruotano intorno ai contanti che vengono prodotti dal distributore di benzina di Corso Francia». Mentre di Marco Iannilli, già indagato per Fastweb e Finmeccanica, dice che sarebbe stato lui a occuparsi di trasportare materialmente all’estero denaro contante da far poi versare in conti criptati. Spiega lo skipper: «Se do io un milione di euro a Iannilli, può darsi, non lo so, tendo a escluderlo, ma che Iannilli mi sòli. Invece penso che prima di solàre Carminati, magari Iannilli, ci ragioni qualche attimo di più».

1 Comment

  1. Vittorio ha detto:

    pur di andare a vela…quasi quasi… 🙂

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