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Il cinema riscopre la vela: l’emozione viene prima di tutto

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C’è grande attesa per il film “In the heart of the sea”
(la vera storia alla quale si è ispirato Melville per scrivere Moby Dick), nelle sale italiane a marzo 2015, di cui vi abbiamo mostrato il trailer. Il mondo cinematografico ha riscoperto di recente l’universo del mare e della vela: di seguito vi sveliamo alcuni titoli e i filoni che si sono andati a delineare, con i “pro” e i “contro” del caso, invitandovi a dire la vostra. Quali sono i film di mare che vi hanno emozionato di più?

en_solitaire_xlgPAROLA CHIAVE: EMOZIONE
“Che dire… emozionante… per chi queste cose le ha vissute. Le riprese sono reali, la vita a bordo è quella, la velocità, le planate, asimmetrico con la calza, il frullone… le strambate involontarie, acqua, bagnato sempre… quella è la vita a bordo. Mare, mare, mare, tramonti, albe, i cieli, le nuvole basse…”. Parole che sono meglio di una recensione professionale, queste pronunciate da Enrico Malingri dopo aver visto “In solitario”, il film del 2013 con Francois Cluzet che narra le vicende di un partecipante “attempato” al Vendée Globe. Parole che valgono di più perché escono dalla bocca di uno che gli oceani li ha visti e affrontati più volte, vivendo dunque realmente le emozioni raccontate nel film.

ail_ingrandita_scontFANTASIA O VEROSIMIGLIANZA?
Sono due i filoni che dividono gli appassionati velisti che vanno al cinema: quelli ai quali importa solo sognare e quelli che cercano anche una verosimiglianza tecnica. Ne è un perfetto esempio la polemica che vi ha visti protagonisti sul nostro sito in occasione dell’uscita di “All is lost”, il film di Robert Redford nel quale avete trovato un sacco di errori; alcuni effettivamente grossolani, mentre in altri casi siete stati a nostro parere un po’ severi. Qualche esempio? La falla sembra essere al di sopra della linea di galleggiamento e dunque la domanda sorge spontanea: come ha fatto la barca a riempirsi d’acqua? E perché in manovra Redford stramba trovandosi a navigare con la falla dal lato sottovento, col rischio di riempire la barca d’acqua? E lasciamo da parte la questione dei cambi di vele e dell’apertura del tambuccio nel bel mezzo di una tempesta…

WindSE SOGNATE LA COPPA AMERICA
Per trovare quello che è considerato uno dei film di vela più belli e realistici di sempre dobbiamo fare un salto indietro di oltre vent’anni. Era il 1992 quando Matthew Modine regalava il suo volto a Dennis Conner nel film “Wind – Più forte del vento”. Per farvi capire, se non l’avete visto, qui si racconta proprio la vita di Dennis Conner, partendo dalla sconfitta in Coppa America del 1983, alla creazione del sindacato “Team Dennis Conner”, fino a vincere e a riportare la coppa negli USA nel 1987. Nel film si vedono gli sforzi per costruire una barca competitiva, ma anche quelli per recuperare i fondi necessari alla campagna di Coppa, le tensioni tra i membri del team…

Ma il valore aggiunto del film sono le scene di regata. Esagerando un po’, se volete imparare le basi del match race, godetevi gli ultimi venti minuti di Wind: c’è tutto quello che vi serve, dal circling nel pre-partenza alla spasmodica ricerca del refolo di vento nei momenti di bonaccia (che tanto spesso abbiamo visto nella Coppa America pre-catamarani volanti). Il meglio lo troviamo senza dubbio nell’ultimo lato di poppa, quando la barca americana, per recuperare dopo aver rischiato di perdere un uomo in mare, tira fuori uno spinnaker di quelli che oggi non esistono praticamente più: gigantesco, con le “spalle” larghissime, adatto ad andare solo “dritto per dritto in poppa”, e nella bolina conclusiva. Osservate poi la sfida di virate che sempre gli americani (sono loro i protagonisti, d’altronde) ingaggiano con la barca australiana per togliersi dalla loro copertura: è una “videoguida” su come sfiancare l’equipaggio avversario…

deep-water-movie-poster11LA REALTA’ AL POTERE
Un altro filone che riscuote sempre maggiore successo è quello identificato con l’orribile termine di “docufilm”, nel quale si ricostruisce fedelmente un fatto storico o di cronaca. Di brutto c’è solo il termine, perché opere come Tabarly o Deep Water sono perle per chi ama la vela e l’avventura. Il primo, come si capisce già dal titolo, ricostruisce la vita di quello che è probabilmente stato il più grande marinaio-velista del 1900, Eric Tabarly. Deep Water è invece il racconto della prima regata intorno al mondo in solitario in barca a vela del 1968, il “Sunday Times Golden Globe”, con video originali girati a bordo delle barche. Ci sono grandi marinai come Bernard Moitessier e Robin Knox-Johnston, ma il vero protagonista è l’inglese Donald Crowhurst: sconosciuto al mondo, decise di sfidare l’oceano e sé stesso. Se non l’avete visto, non vi anticipiamo niente di più…

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