Quel maledetto sogno di far diventare la vela uno spettacolo
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Lo ha annunciato l’organizzazione in una conferenza stampa a New York Gli sfidanti Team New Zealand, Artemis Racing, Ben Ainslie Racing, Luna Rossa Challenge e Team France proveranno a togliere la “brocca” al defender Oracle Team USA nel bacino del Great Sound, a sud-ovest del complesso di isole, a bordo dei nuovi AC62. In redazione si è subito accesa la discussione: chi a favore, chi contro. Riportiamo qui sotto i pareri contrastanti di due nostri redattori, invitandovi a farci sapere la vostra opinione!
IL “NOSTALGICO”
Diciamolo subito. Vi parla un nostalgico. Sono finiti i tempi della Coppa America, la “Auld Mug” (“la vecchia brocca”). Sono finiti dal 2010: anno di una delle più rocambolesche edizioni di questa manifestazione a causa delle infinite dispute legali, che hanno snaturato i principi di lealtà sportiva sanciti dal Deed of Gift: fu l’edizione di Valencia (Alinghi contro Oracle, catamarano contro trimarano), che aveva ricevuto pesanti critiche dagli ecologisti per l’ondata di speculazione edilizia che aveva portato con sé.

A ME INVECE LE BERMUDA PIACCIONO

Quando si è saputo in redazione che le Bermuda avrebbero ospitato la prossima Coppa America, nel 2017, ci siamo un po’ spaccati. C’è chi ha storto il naso, affezionato alla storia, e chi come il sottoscritto ha invece sorriso. D’altronde, perché legarsi al passato, quando ormai da un po’ è la Coppa stessa ad aver rotto i legami con la sua tradizione? Diciamocelo, una volta anche il velista della domenica poteva sognare di salire a bordo di Luna Rossa, del Moro, di Azzurra… almeno la forma dello scafo ricordava nei nostri desideri quello dell’Alpa sul quale andavamo in crociera!
Poi sono arrivati i multiscafi, i catamarani volanti, capaci di superare come niente fosse i 30 nodi di velocità, volando tre metri sopra il mare anche quando il vento, in realtà, quasi non c’era… E’ il sogno, vecchio come il giorno nel quale sono nate le regate tra sfidanti, di trasformare la Coppa in uno spettacolo simile alla Formula 1. E mai veramente decollato.
E se questa fosse la volta buona? Osservando i primi rendering delle strutture previste alle Bermuda, l’effetto Gran Premio colpisce subito. Io non lo so se, come dice qualcuno qui in redazione, è tutto un discorso di speculazioni edilizie. So però che città come Auckland e Valencia dalla presenza dell’America’s Cup hanno tratto giovamento e hanno visto rinascere i loro porti. D’altronde, lo spettacolo offerto dagli AC72 nell’ultima edizione che si è svolta a San Francisco, è stato innegabile, con virate e strambate a pochi metri da terra, per la gioia del pubblico sui moli.
Alessandro de Angelis
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1 commento su “Quel maledetto sogno di far diventare la vela uno spettacolo”
E’ innegabile il fascino della coppa america ed è assolutamente utile a tutto il mondo della vela la ricerca nel campo finanziata da questi favolosi budget. Quello che non capisco e che non approvo è la scelta del luogo che secondo me potrebbe riportarne gravi danni e minimi benefici. Secondo me lo “spettacolo della coppa america” è la Coppa America e quindi le Bermuda avrebbero potuto risparmiarselo e gli appassionati avrebbero preferito l’Europa o meglio l’Italia.
Buon vento a tutti.