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Pedote alla Route du Rhum: “Mi sento come i soldati di Ungaretti”

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PedoteUna prima settimana di regata molto intensa per Giancarlo Pedote impegnato nella sua prima Route di Rhum a bordo del Class 40 Fantastica messogli a disposizione dall’armatore-mecenate Lanfranco Cirillo.

QUEL MALEDETTO HOOK DELLA TRINCHETTA…
Dopo una buona partenza, nei 10 su 43 partecipanti nella sua Classe, alle 20.00 di domenica 2 novembre (il giorno stesso della partenza), l’hook della trinchetta si è staccato costringendolo a salire in testa d’albero con 20 nodi di vento e mare formato. “Era impossibile farla scendere dal ponte ed ho dovuto mettere l’imbracatura e salire sull’albero con più di 20 nodi e mare formato per toglierla. Una volta sceso sono dovuto andare a dormire. Ero sfinito e dovevo far riposare le braccia, che erano piegate in due dai crampi”, ha raccontato la mattina seguente. Un problema che è riuscito a risolvere (“Dopo aver dormito 10 minuti, sono tornato fuori coperta. Ero riuscito a rimettere la trinchetta e la barca aveva ricominciato e correre. Ero ripartito, stanco ma determinato”), ma a cui è seguito un ulteriore imprevisto che lo ha costretto ad effettuare uno scalo tecnico a Roscoff: all’interno del boma la borosa aveva formato un imbroglio che non era possibile sciogliere in mare.

LA RIMONTA, MA…
12 ore perse tra il momento in cui ha lasciato la sua traiettoria (a circa mezzanotte) e quello in cui ha potuto rientrare in regata (a mezzogiorno di lunedì 3 novembre). 12 ore che gli hanno fatto riprendere la rotta verso Guadalupa praticamente in ultima posizione (dietro di lui solo Galfione e Delesne, costretti a fermarsi anche loro, ed altri tre Class 40 che hanno dovuto abbandonare). Stanco, non avendo avuto il tempo di recuperare, è ripartito verso una rimonta che lo ha portato a recuperare una ventina di posizioni in una quarantina di ore: alle 5:00 del mattino di mercoledì 5 novembre era 18°, in continua ascesa. La rimonta in classifica e stata parallela ad un recupero fisico, ma le difficoltà per Giancarlo Pedote non erano ancora finite.

SI STA COME D’AUTUNNO SUGLI ALBERI LE FOGLIE
L’altroieri sera il navigatore italiano ha inviato questo messaggio: “Finalmente siamo nell’aliseo… via la cerata e gli strati termici! Il passaggio di Finisterre è stato pericoloso a causa di un’avaria dell’AIS. In quei momenti pensavo a Ungaretti, ai ‘suoi’ Soldati, e mi ripetevo: ‘Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie…”. L’AIS è lo strumento che permette ai navigatori di visualizzare su un monitor le navi che navigano nelle vicinanze. Senza questo strumento è necessario restare vigili 24h su 24, e osservare il campo di navigazione ad occhio nudo, spesso in condizioni meteo avverse. Fortunatamente Giancarlo Pedote è riuscito a risolvere il problema in mare ed ha potuto continuare così la sua regata. Il 10 novembre alle 16.00, dopo una settimana dalla ripresa della sua prima Route di Rhum, Fantastica è tra le più veloci della sua Classe e sempre in rimonta. La classifica la segna sedicesima, ma la realtà dovrebbe essere più favorevole, dal momento che la classifica viene calcolata sulla rotta ortodromica, che prevede il passaggio nei pressi delle Azzorre e quindi in una zona anticicloni notamente da evitare. Giancarlo Pedote è stato uno dei primi ad individuare e scegliere una rotta a Sud, e attualmente si trova in condizioni meteo favorevoli rispetto a chi si trova più a nord. Mancano ancora oltre 2000 miglia per il gruppo di testa dei Class 40. “Passata la paura adesso si va avanti con determinazione, dedizione, concentrazione, lucidità, velocità” conclude il suo messaggio Giancarlo. “Un abbraccio a tutti voi, cari amici, dal 29N. Giancarlo”.

GLI ALTRI ITALIANI
Intanto, tra gli IMOCA 60, Alessandro Di Benedetto a bordo di Team Plastique continua a navigare in sesta posizione, a circa 1600 miglia dalla destinazione (Pointe-a-Pitre, in Guadalupa), mentre Andrea Mura purtroppo ha ceduto la testa della corsa a Anne Casaneuve su Aneo nella categoria Rum. Il velista sardo ha un ritardo di 230 miglia, quando ne mancano poco meno di 2000 all’arrivo. Non è detta l’ultima parola.

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