L’INTERVISTA – Barcolana, un muro di vele dietro di me
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“Eravamo alla Girolata, lato ovest della Corsica, dove il Mistral picchia duro, a bordo del ‘Red Witch’ il 39 piedi in vetroresina che io e mio fratello avevamo comprato da un inglese che, da solo con il suo cane, aveva attraversato l’Atlantico. Che sventolata e che notte in coperta a vegliare che la barca non facesse danni!”. Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali, main sponsor della Barcolana, si lascia andare per un attimo e ci regala questo ricordo di 35 anni fa. Ma ci tiene a precisare, mentendo, che lui non si considera un vero appassionato di vela e di mare. Poi scopriamo che ancor oggi è uno che naviga davvero, con il Baltic 60 del fratello Marco in crociera per il Mediterraneo o, addirittura, in mari lontani. “Ma” ci tiene a precisare “con una grande barca a motore”.

E qui il discorso si sposta inevitabilmente sul legame con il mare che ha sempre legato la compagnia che presiede. “Generali è nata nel 1831 a Trieste e tutt’ora lì ha la sua sede legale” ci spiega Galateri “è inevitabile il suo legame con il mare e con la vela”. Ma non è solo un debito di riconoscenza nei confronti della città, quello che lega Generali alla Barcolana che è, lo ricordiamo, l’evento più importante che si svolge a Trieste. “C’è anche una condivisione di valori che lega l’etica imprenditoriale della nostra azienda con quelli che esprime lo sport della vela. E quindi con la Barcolana, la regata più affollata del mondo. Perché il confronto a viso aperto, la trasparenza, l’onestà sono patrimoni comuni della vela e dell’etica imprenditoriale. E sono valori che Generali applica nella sua attività di ogni giorno”.
“NON ESISTE VENTO FAVOREVOLE PER IL MARINAIO CHE NON SA DOVE ANDARE”
Galateri mi spiazza quando fa una citazione colta, che francamente non conoscevo: “Come dice Seneca, non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Il discorso scivola sulla sua partecipazione personale alla Barcolana, nel 2011 a bordo del 30 metri ‘Susanne Af Stockholm’ con la moglie, Evelina Christillin. Per la cronaca si piazzò 32°. Non male per una barca da crociera pura. “Ricordo in particolare alcuni momenti emozionanti. La partenza, un vero e proprio balletto con centinaia di barche che si muovevano lungo la linea di partenza con una invisibile sincronia. Poi, pochi minuti dopo la partenza, quando mi voltai verso poppa e vidi lo spettacolo maestoso ed impressionante del muro di quasi duemila vele che si stagliavano sul mare. Quella visione, chissà perchè, mi ha ricordato l’immaginario che ho della battaglia di Lepanto tra veneziani e turchi. E poi l’atmosfera unica che trasmette la Barcolana a terra, in una location unica che, vista dal mare, è ancora più coinvolgente. Questa miscela di spettacolo ed emozioni, con la partecipazione della città intera all’evento, mi ricorda l’atmosfera che si respira al Palio di Siena. Tutt’altra cosa, ovviamente, ma le sensazioni che mi ha trasmesso sono le stesse”. Non possiamo non chiedere a Galateri un ricordo delle navigazioni con l’avvocato Agnelli, con cui ha avuto lunghi trascorsi di lavoro e di amicizia. “Navigare con l’Avvocato sullo Stealth (27 metri ultratecnologico progettato da German Frers, ndr) rientrando all’imbrunire nel porto di Calvi in Corsica è uno dei più bei ricordi di vela”.
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