developed and seo specialist Franco Danese

Non cambi la barca? Fatti le vele nuove!

Ciak si vira! I migliori film della storia con protagonista la vela
1 settembre 2014
Grazie! I veri protagonisti dell’estate in barca siete stati voi!
2 settembre 2014

Sharing is caring, condividilo con i tuoi amici!

Rolex Middle Sea Race 2008 © ROLEX/Kurt ArrigoCambiare le vele della vostra barca è come rimpiazzare il motore della vostra automobile. Così, se avete deciso di sostituire le vostre vecchie vele e farle nuove, per rinnovare la “spinta” della vostra barca, è utile fare un punto della situazione per capire cosa offre oggi il mercato delle velerie. Una panoramica generale consente di capire dove è arrivata oggi la tecnologia nell’ambito della costruzione delle vele, ma soprattutto aiuta a comprendere cosa può fare oggi il velaio per progettare la vela su misura per voi. Procediamo ovviamente su un piano diverso rispetto ai progetti megagalattici della Coppa America e della VOR, dove ci sono in campo risorse incredibili, che mirano a tirare al limite la progettazione per disegnare le vele del futuro. Siamo nella vita di tutti i giorni, nella quale il velaio deve confrontarsi con la produzione, le tecnologie e i materiali che gli permettono di costruire un certo tipo di vela. Abbiamo chiesto a Fabio Vitali, velaio della Elvstrom Sails, esperto nella progettazione e realizzazione pratica delle vele dal 1979, di guidarci in questo viaggio. “Le persone che hanno una barca dovrebbero capire cosa c’è dietro la costruzione della loro vela. Ed essere consapevoli che rinnovare le vele può essere un modo per dare nuova vita alla barca con un progetto disegnato su misura” – mi spiega. – “Oggi la vita del velaio è migliorata, io ho cominciato a fare vele stendendo un cordino per terra a delimitare il contorno e srotolandoci poi sopra i tessuti a taglio orizzontale. Le vele erano progettate parametricamente. Oggi abbiamo invece a disposizione programmi computerizzati, che hanno rivoluzionato il modo di lavorare riuscendo a minimizzare le percentuali di errore non solo in termini di forma, ma anche di struttura”. Trovate l’articolo completo sul numero di dicembre-gennaio de Il Giornale della Vela.
2014-09-29 17.37.00 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi