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Da velista d’acqua dolce a marinaio salato – terza parte

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Adriano Gatta, bresciano DOC, classe 1956, free-rider, alpinista, ex nazionale di judo, appassionato di fotografia (sono sue le foto che corredano il racconto), ci ha scritto raccontandoci la sua storia di ex motoscafaro “pentito”. Ve la proponiamo diviso a puntate (qui trovate la prima e qui la seconda), come facevano i quotidiani un tempo. Ecco a voi la terza parte del nostro “racconto dell’estate”.

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Comincio a girare il lago in lungo e in largo e soprattutto mi fermo a dormire nelle pochissime baie nelle quali si riesce a dar fondo oppure alla boa o nei pochissimi e carissimi( avete letto bene-carissimi- non carinissimi !!! ) porti attrezzati, ovviamente nell’alto lago visto che navigavamo a vela e visto che l’accensione del motore era un terno al lotto, spesso fatta con la manovella come la Balilla di 80 anni fa.

Poi nel 2001, annus orribilis per la scuola di mio figlio, saltano le ferie, ed un amico, a settembre, ci propone di noleggiare un 44′ in Croazia; accetto con entusiasmo. Erano anni che lo volevo fare ma non mi sentivo in grado di portare una barca da solo pur essendo patentato senza limitazioni già da 10 anni.

Con Roberto a bordo era un’altra cosa e quindi accetto; a quella prima esperienza ne sono seguite altre: in quattro anni tutta la Croazia da nord a sud sino a Dubrovnjk.

Ma ero sempre con qualcuno che mi aiutava, anche se il comandante ero io( solo perchè ero l’unico ad avere il certificato di radiotelegrafista). Non mi bastava, ma soprattutto non bastava alla Marghe, mia moglie che, come condizione per seguirmi nelle mie veleggiate, mi poneva tre condizioni; due cabine, il bagno e una cucina decente.

Ecco che nel 2002 mi capita un’occasione, il grande salto; con parte dei soldi della liquidazione( avevo cambiato ditta) mi prendo un Sun Odissey 32,’ lo piazzo a Salò, dove da poco hanno fatto il marina nuovo e la uso anche come casa al lago.

Timone a ruota, una figata, anche se questo farà inorridire i puristi, una comodità e poi mi procuro un gennaker strausato, murato sul musone dell’ancora che per veleggiare al lasco con l’Ora del pomeriggio è il massimo.

Ovviamente cambio il nome, che in origine era BABY(…o ma tutte a me capitano…questa era di uno scapolone che la usava come pied-a-terre) e, ovviamente, lo chiamo BRAVO PAPA’ 2. Mi faccio 10 giorni in giro per il lago dormendo ogni sera in un posto diverso. Abbino alla navigazione anche le escursioni sui monti a picco sul lago; con i soci di sci alpinismo abbiniamo la veleggiata con una ferrata a Riva del Garda o con una calata in doppia al Bs dela paul (buco della palude) alla rocca di Manerba o ad un’ escursione sui monti del Parco dell’alto Garda. Il vento certamente non ci manca, anzi col pel駻 spesso esco con due mani di terzaroli; qualche problema con gli ancoraggi, quasi impossibili nell’alto lago con i fondali a picco e difficili anche nel basso lago per il cambio di vento durante la notte e poi, soprattutto, senza salpaancore. Ma quello che mi manca è il mare con i suoi spazi, i suoi orizzonti, le sue onde, i suoi silenzi, le sue notti veramente buie….come quelle della mie amate montagne…..

Andateci, se non l’avete mai provato, andate in barca a vela sul Lago di Garda; per un velista è un’esperienza da fare.
adri lago di garda (6)

Gigi, un amico che – da sempre fautore della navigazione a “Ferro da Stiro” è passato da un giorno all’altro alla vela comperandosi, beato lui, un Gran Soleil 50’sul quale, da qualche anno, ci invita a trascorrere alcuni week-end in Liguria e a Capraia – mi chiede, nel 2012, se posso portargli la barca da Spezia a Nettuno dove ci raggiungerebbe con la sua compagna ed altre due amiche per fare le vacanze alle Pontine e ad Ischia.

Da due mesi sono in mobilità perchè la ditta per la quale lavoravo ha incentivato quelli prossimi alla pensione, come me, a starsene a casa ed io, dopo aver fatto due conti in famiglia, ovviamente accetto con entusiasmo, salvo poi scoprire che la Prof.ssa Fornero ci ha comunicato, piangendo !!!!!!( Lei ? E cosa avremmo dovuto fare noi ?) che gli anni di contribuzione diventavano 42……..azz..

va beh,ho tempo, è estate, in palestra ho finito con le lezioni di judo ai miei ragazzi e decido quindi di accettare l’offerta; ma da solo ? Non mi sento ancora pronto….un 50 piedi…..

mi viene in aiuto il solito Roberto(Bobo per gli amici) che si offre volontario per venire con me e mia moglie e quindi partiamo. La prendiamo come un anticipo di vacanza, durante la quale mi diletto a fare calaverne( lavori in pelle e cuoio) e impiombature sul Golly con somma gioia di Gigi, il comandante.

La Spezia, Capraia, Elba, Giglio, Giannutri( con la luna piena……mozzafiato), Nettuno e poi ancora le Pontine, Procida e Ischia…..una vacanza da sogno…un sogno che piano piano prende forma…….
adri ponza

L’anno successivo (cioè l’estate il 2013) vacanza in barca, sempre sul Golly in Costa Azzurra……bella, splendida compagnia ma, le isole italiane……almeno per me, sono un’altra cosa.

Torno sul lago e….

FINE TERZA PARTE (la quarta sarà online mercoledì 13 agosto)

RILEGGI GLI ALTRI CAPITOLI DEL RACCONTO DELL’ESTATE
Parte 1
Parte 2

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