Principessa Anna: quando la vela è passione regale e amore per la Scozia
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UNA PRINCIPESSA DIVISA TRA VELA ED EQUITAZIONE
Possiamo tutti immaginare la fitta agenda di impegni di un membro della famigli reale, ciò nonostante, la Principessa Anna considera le vacanze in barca a vela sacre: una settimana d’estate e altre due settimane durante l’anno. Ma dove nasce la passione per la vela della Principessa, famosa in ambito sportivo soprattutto per il suo talento equestre (è stata il primo membro della famiglia reale inglese a prendere parte ai Giochi Olimpici) ? Il padre, il Principe Filippo, ha sempre regatato ed è stato armatore di uno yawl di 62 piedi disegnato da Charles Nicholson, Bloodbound: è proprio a bordo di questo scafo che la Principessa Anna ha imparato a navigare, insieme al fratello, il Principe Carlo. Ogni estate, per sette anni, hanno navigato e partecipato a regate in Scozia, una terra dove non è facile navigare, a causa dei repentini cambi climatici. Soprattutto se, come nel caso della Principesssa e del marito, si tratta sempre di navigare in due per raggiungere i loro luoghi del cuore: le isole e gli ancoraggi più remoti della Scozia, a nord fino a Stornaway e a sud fino a Rathlin Island. “Non abbiamo idea di quante miglia di navigazione abbiamo fatto, ma sicuramente abbiamo battuto ogni record con il numeri di ancoraggi! Tutti scrupolosamente segnati con rispettive caratteristiche su un ricchissimo diario di bordo”.
LA BARCA REALE: IL RUSTLER 44 BALLOCHBUIE
Il passaggio dal 36 al 44 è stato dettato da esigenze di “altezza”, Sir Tim infatti non riusciva a stare bene in piedi quando era sottocoperta e la coppia ha così optato per una barca più grande e più comoda, dello stesso cantiere, “perchè i Rustler sono le barche secondo noi più comode e sicure”. Una barca deck saloon, adatta al clima scozzese, che permette di godersi gli splendidi paesaggi all’asciutto quando il tempo volge al peggio. Abituata a timonare con la barra, la Principessa ha dovuto trovare la sensibilità con la ruota “con il timone a barra è più semplice, perché senti con maggiore facilità quando la barca è in equilibrio”. Con l’acquisto del 44 sono passati a un tipo di navigazione più moderna rispetto a quanto erano abituati a bordo del 36 piedi. La scelta di avere a bordo l’avvolgiranda non è stata presa a cuor leggero, e la coppia ha discusso parecchio prima di prendere la decisione finale. Hanno scelto poi un armo cutter, winch elettrici, bow thruster e chartplotter elettronico (anche se Sir Tim, da buon membro della Royal Navy , si segna sempre le rotte anche sulle carte nautiche, comodamente seduto al grande tavolo da carteggio presente a bordo).
Foto prese dal numero di agosto di Yachting World
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1 commento su “Principessa Anna: quando la vela è passione regale e amore per la Scozia”
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