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Le regole per la crociera perfetta di un grande reporter italiano: quali sono invece le vostre?

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crociera-perfettaChi l’ha detto che in barca si deve soffrire, rinunciando ai piaceri della vita? Un grande reporter italiano, Giovanni Porzio, che ha navigato in tutto il Mediterraneo, vi spiega le sue dieci regole per vivere una crociera alla grande. Leggete, e poi fateci sapere quali sono le vostre regole per una crociera perfetta!

1. EQUIPAGGIO
La regola aurea è avere il giusto equipaggio. In barca si vive a stretto contatto fisico: si condividono gli spazi, i pasti, le cuccette, le decisioni (tranne quelle dello skipper), i dentifrici e le creme solari, detestate dall’armatore. Non cerco provetti marinai ma compagni di viaggio: amici che amano il mare, il vento, la vela; che si adattano agli inevitabili imprevisti di una crociera; e che abbiano letto almeno una volta, meglio se in lingua originale, Moby Dick e La linea d’ombra.

2.CAMBUSA
Cambusa e cantina devono essere impeccabili, ben fornite di eccellenti vini e di cibo fresco. La crociera non è una prova di sopravvivenza e non c’è alcun motivo per infliggersi deprimenti cene a base di carne in scatola e liofilizzati. Una birra gelata dopo un bordo di bolina è impagabile. E ogni angolo del Mediterraneo è uno scrigno di sapori, prodotti tipici, erbe aromatiche, pesci e molluschi appena pescati.

3.MUSICA
Ho piazzato altoparlanti in tutte le cabine, nella dinette e nel pozzetto. Avere a bordo della buona musica aiuta a stemperare i momenti di tensione ed è di conforto nei turni di guardia notturni. Anche se sorgono inevitabili discussioni con i figli, soprattutto quando li tiro giù dal letto all’alba con i gorgheggi di Nusrat Fateh Ali Khan, prestigioso interprete della tradizione sufi pakistana.

4.ROTTE
Non intestardirsi sulle rotte. Sono il vento e il mare a indicare il percorso da seguire. Bisogna prevedere un programma di massima, ma essere pronti a cambiarlo in ogni momento sulla base delle condizioni meteo. Con 20 e anche 30 nodi di vento in poppa o al traverso si fila via alla grande; se di bolina, è tutta un’altra storia…

5.CONTROCORRENTE
Via dalla pazza folla. D’estate, specie in agosto, il mare nostrum si popola all’improvviso di ogni sorta di natante a motore: gommoni, motoscafi, gozzi, moto d’acqua, mega yacht. Ma si possono adottare efficaci contromisure. Come stare alla larga dalle zone più frequentate e navigare controcorrente: uscire in mare quando quasi tutti, puntualmente, rientrano in porto.

6.SOGNARE
Avere – oltre ai portolani – una fornita libreria di bordo. In barca c’è finalmente tempo per leggere, o rileggere, i libri che durante l’inverno si sono accatastati sul comodino. Sulla mia barca ho stivato tutto Conrad, Melville, London, Stevenson; ma anche Borges, Montale, racconti di mare, storie di naufragi, Capo Horn…In barca si può, si deve sognare.

7.PORTI
Evitare, quando è possibile, i porti e i marina. Ci vado solo se devo fare rifornimento o c’è cattivo tempo. Passare la notte alla fonda in una baia deserta – cosa purtroppo sempre più rara – è la gioia suprema. Conosco alcune calette discoste, in certe isole…ma non vi dico dove sono!

8.METEO
Non farsi ossessionare dal meteo. Bisogna, ovviamente, conoscere l’evoluzione generale del tempo. Ma in estate, alle nostre latitudini, restare incollati al Vhf o al computer per monitorare di ora in ora le variazioni della pressione atmosferica, la direzione dei venti e l’andamento del moto ondoso è un esercizio inutile. Acquazzoni e raffiche improvvise sono spesso inevitabili: non tutto, per fortuna, si può prevedere.

9.NAVIGARE
Per andare a fare il bagno e tornare in tempo per l’aperitivo è più comodo un gommone. A me piace issare le vele per navigare, meglio se lontano da costa: più è lunga la rotta più mi sento nel mare. Le traversate notturne con la luna piena sono indimenticabili: anche (soprattutto…) quando il vento gira in prua, devi prendere tre mani di terzaroli e l’equipaggio, costretto a montare la trinchetta, minaccia di ammutinarsi.

10.ESPLORARE
Si naviga per raggiungere una meta, per gettare l’ancora in un’isola, in un porto sconosciuto. È il tempo di scendere a terra e di esplorare. E il Mediterraneo è pieno di segreti: un mercato, un museo, una fortezza, il dipinto in una chiesa, un reticolo di strade medievali, un sito archeologico, una moschea, un’antica tonnara. Così, a me sembra, il viaggio per mare riacquista il primigenio significato omerico della scoperta.

5 Comments

  1. ferdi ha detto:

    Concordo su tutto. Vorrei far parte di un equipaggio con questo spirito.

  2. Giorgio ha detto:

    la 7 e la 10 si contraddicono

  3. Luigi ha detto:

    Non sono d’accordo sul punto 8 (meteo). Se vai in Grecia o alle Baleari o nella Corsica occidentale, il meteo devi seguirlo. Se vai lungo costa dalle Tue parti il ricorso cambia. Non sono d’accordo neanche sul punto sei. I sogni a casa, in barca navighi e vivi le Tue avventure.

  4. sandro ha detto:

    meglio navigare di giorno
    Di notte si possono fare dei brutti “incontri”

  5. Emanuel ha detto:

    Bellissime queste regole, in effetti nel tempo trascorso in barca si apprezza più che in altri momenti il concetto di libertà condivisa.
    E’ per questo che le regole suonano piacevoli e il desiderio di assecondarle riesce facile, di regole di questo tipo ne aggiungerei a decine. Fra le tante

    11 L’ORDINE. Non lasciare oggetti sparsi per la barca, questi potrebbero essere calpestati, schiacciati da chiappe ignare, volare, spargersi, o semplicemente non essere trovati al momento del bisogno.

    12 LE PICCOLE COSE. il rapporto con il tempo,con l’aria, con i suoni delle cicale, con i nostri simili e dissimili cambia, si acuisce e si diluisce nel mondo liquido. Apprezzare i dettagli fa la differenza.

    13. LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO per alcuni una bolina stretta potrebbe sembrare scomoda, per altri viaggiare storti potrebbe essere la perfezione. Ma come è possibile navigare sbandati, l’ esempio che faccio ai miei gentili ospiti allora è di immaginare di essere in motocicletta nel mezzo di una bella curva con il passeggero dietro che cerca disperatamente di raddrizzare il mezzo.

    14. IL SALUTO quando si incrocia un altra barca a vela, ma che soddisfazione c’è ad incrociare un altra barca nel mezzo del mare a 30, 40 miglia dalla costa, è come incontrare un paesano al bar in Cina, è così bello che ci si saluta anche uscendo dal porto canale dove si incontrano solo barche che raramente si allontanano fino ai primi pozzi ( 4 miglia)

    Continuerei, buon vento a tutti, instagram @emanuel.fischer

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