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NUOVI FENOMENI: in Italia si cambia bandiera. Sicuri convenga?

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Andando in giro per i porti,  stiamo assistendo a un fenomeno in grande crescita: si moltiplicano le barche che battono bandiera straniera. Non parliamo di megayacht con “vessilli” di qualche paradiso fiscale, ma di barche normali con bandiere di altri stati della Comunità Europea. Cos’è successo? Gli stranieri sono tornati a stanziarsi lungo le nostre coste? In parte sì, ma non solo.

Bandiera_belgaSono infatti molti gli armatori italiani che cambiano bandiera e optano per nazioni dove la legislazione è più semplice. Tra gli Stati della CEE uno dei più appetibili risulta essere il Belgio. I motivi sono diversi. Innanzi tutto è possibile immatricolare la propria imbarcazione anche se non si è residenti in Belgio; poi, le barche da 2,5 a 24 metri sono equiparate ai nostri natanti e dunque non necessitano di registrazione. Essendo poi soggette alla normativa della bandiera con la quale navigano, non richiedono la patente nautica anche al di fuori delle acque del Belgio. Cambiano anche le dotazioni di sicurezza: tra le principali differenze non c’è l’obbligo di avere la zattera a bordo.

IL PROCEDIMENTO PER CAMBIARE BANDIERA
Se non si vuole passare da un’agenzia specializzata (sono molte quelle che forniscono questo servizio), il procedimento è comunque semplice:

Cancellazione dal Registro Navale Italiano
Richiesta di un nullaosta alla Capitaneria (dura alcuni mesi). In questo periodo dovete fare richiesta di bandiera al governo Belga.
Emissione della lettera di bandiera da parte del governo belga
Consegnate la lettera di bandiera Belga alla capitaneria italiana
– A questo punto avrete una nuova sigla che indicherà il porto di appartenenza della barca

QUANTO COSTA CAMBIARE BANDIERA
Come tutti i procedimenti burocratici, anche il cambio di bandiera ha un costo. E non sempre conveniente. Tutte le barche nuove da 7,50 a 24 metri di lunghezza devono pagare una tassa di messa in circolazione pari a 2.478 euro, che va rinnovata ogni cinque anni a 98 euro. Il cambio di bandiera diventa conveniente quando la barca inizia invece ad avere qualche anno di vita, fino a un minimo, dopo i dieci anni di vita, di 61,50 euro.

IL NOSTRO PARERE
Cambiare bandiera non toglie l’obbligo di pagare la tassa annuale di possesso italiana, quindi questo è un costo da tenere a mente. I vantaggi sono per lo più di tipo pratico, con meno controlli a bordo e restrizioni sulle dotazioni di sicurezza. Ma siete sicuri che voi, in barca, non volete la zattera di salvataggio?

E VOI, COSA NE PENSATE? CAMBIERESTE BANDIERA?

30 Comments

  1. Giuseppe Accardi ha detto:

    Mi permetto di osservare che sembra non corretto dire che un’imbarcazione con bandiera estera o comunitaria possa essere condotta, se il paese di bandiera lo consente, senza patente e navigare nelle acque territoriali di un paese che invece prevede l’obbligo di patente. Questo sembra essere vero solo se si risiede in quel paese. Art. 39 D.L.vo 171/2005, Art. 34 D.M. 146/2008 comma 2.
    Se, come asserite, in Belgio le unità fino a 24 metri non necessitano di registrazione e quindi non si ha evidenza del proprietario, su quali basi si dovrebbe pagare la tassa di possesso in Italia?
    Purtroppo siamo abituati a valutare che in mancanza di norme e obbligazioni, possiamo fare a meno di preoccuparci della sicurezza invece, proprio in quei paesi in cui non vi sono obblighi i diportisti imbarcano ed utilizzano ogni possibile dispositivo utile alla sicurezza.
    Grazie per un commento, Giuseppe Accardi

    • Rosario Romano ha detto:

      Hai ragione. Se sei cittadino Italiano anche se navighi su barca con bandiera estera sei soggetto agli obblighi della Legge Italiana, patente nautica ove prevista e patentino radiotrasmettitore.
      Per quanto riguarda le tasse la barca rientra nelle “proprietà’ all’estero” e va dichiarata.
      Il vantaggio sta nella liberta’ delle dotazioni di bordo: non soggetto alle regole del mercato Italiano che guida le scelte della legislazione sei libero di adottare le misure che ritieni più’ idonee per la tua sicurezza. SOTTO LA TUA RESPONSABILITA’. Se sei furbo non risparmi ma prendi il meglio che c’e’ che in mare non si scherza MAI.

    • Fabio ha detto:

      Una domanda. Io ho la doppia cittadinanza Italiana e Belga e sono residente in Russia nonostante registrato all’AIRE in Inghilterra (Albo Italiani Residenti all’Estero – ho vissuto 10 anni la’). Ho fatto gli esami di di Day Skipper Teorici e Pratici in Inghilterra per ottenere l’ICC (International Certificate of Competence) …ma ne in Inghilterra ne in Belgio esiste il patentino nautico come quello nostro. Ho una barca di 13 metri con bandiera Belga, posso navigare in acque italiane senza patente nautica italiana? (oltre le 6 miglia)

      • Maurizio ha detto:

        Immagino proprio di si, ovviamente ad un eventuale controllo basta esibire il passaporto Belga e dichiarare la propria cittadinanza Belga, altrimenti, per assurdo, ogni cittadino Belga dovrebbe prendere la patente nautica Italiana se volesse navigare nelle nostre acque, no?

  2. Paolo ha detto:

    Navigo da 33 anni e da ormai 18 ho una barca con bandiera Francese. Pago qualcosina di più di tasse rispetto alla bandiera Italiana ma non tornerei mai indietro, sono soldi spesi benissimo!
    Non è mancanza di patriottismo, si tratta semplicemente di realismo: in Italia il governo della nautica da diporto (anche di altro, purtroppo) è in mano a persone che non hanno alcuna cultura specifica, vengono fatte e disfatte leggi che mettono in luce solo l’ignoranza di chi le ha concepite. Inoltre, in mare si può essere fermati da Polizia, Carabinieri, addirittura Guardia Forestale che di mare non capiscono nulla. Nei miei primi 15 anni di passione marinara ho ovviamente avuto barche con bandiera Italiana e ricordo innumerevoli episodi che definire grotteschi sarebbe eufemistico.
    Ad esempio, ho conservato un meraviglioso verbale, annullato successivamente dalla Capitaneria di Porto di Maddalena, in cui la Forestale appunto mi multava per “divieto di sosta” (sic..!) con un canottino a remi in una baia!!!!! Oppure una multa da 650.000 lire dei Carabinieri di Lavagna perché su una barca di 12 metri con abilitazione provvisoria alla navigazione entro le 3 miglia e ancora non immatricolata non avevo autogonfiabile (anche in questo caso annullata dalla Capitaneria di Porto competente, con tutti gli oneri burocratici del caso).
    Con i Francesi, una volta mi sono saliti a bordo per verificare le dotazioni di sicurezza, mi hanno fatto i complimenti per come avevo attrezzato la barca (erano appassionati velisti) e mi hanno dato una serie di consigli su attrezzature di sicurezza a loro avviso migliori di quelle standard che avevo a bordo io. Avevo purtroppo un paio di razzi scaduti, si sono limitati a raccomandarmi di sostituirli al più presto, addirittura consigliandomi il negozio di Porto Vecchio (ero in Corsica) in cui trovarli sciolti!
    Comunque, tra Belgio e Francia, continuo a preferire Francia, è un paese con una cultura marinara di spessore completamente diverso, c’è forse un po’ meno convenienza economica ma per un velista è un altro mondo!

  3. FAbio ha detto:

    l’Italia è amministrata da “gentaglia” che per agevolare gli introiti di qualcuno, inventa procedimenti farraginosi e privi di un reale obiettivo di tutela del cittadino e dell’uomo. Cosicché, hanno inventato la “revisione” ogni DUE ANNI di una zattera che già di per sé costa 1.800,00 euro. Vi chiederete, allora, quanto costa? ogni due anni 600,00 euro per cambiare i biscottini e l’acqua. E non lo puoi fare Tu perché altrimenti con 15 euro avresti sempre una bella zattera funzionale, ma non regaleresti alla ditta od altri le 600 euro biennali. Bravi in Belgio che non fanno le cose per secondi fini estranei alla nautica. Si. decisamente cambierei bandiera.

  4. Antonio ha detto:

    ciao purtroppo ho ancora in testa un idea di PATRIA che non corrisponde a quanto viviamo ora ma che non riesco a cancellare, per cui batto bandiera Italiana da ormai oltre 20 anni. ho avuto anche io episodi divertenti, di maleducazione, di arroganza, ma anche di aiuto da parte delle FOO, in primis Cap di Porto.
    lánno scorso mi hanno “fatto” il bollino blu e cosi’ sono stato tranquillo sin ora.
    e’vero in Italia la nautica e’ bistrattata e gestita in maniera stupida e sommaria, ma io amo il tricolore per cui, nonostante capisca le ragioni di chi lo fa (se lo denuncia nell’ apposito modulo del 740), io continuero’ ad avere il tricolore a poppa…

  5. nicol ha detto:

    MA LA TASSA DI POSSESO C’è ANCORA???
    non si tratta di evadere eledure o altro si tratta di togliersi dalle pastoio burocratiche di un paese che da questo punto assomigli a ad uno stato sud americano (senza voler offendere nessuno)
    Per le dotazioni di sicurezza ci penso io, prendo ciò che mi serve e sopratutto della qualità che reputo adatta alle mie esigenze, non materiali imposti da un apparato burocratico quantomeno ignorante, ma viene il sospetto che dietro ci sia ben altro

  6. Anacleto ha detto:

    CAMBIO BANDIERA
    CAMBIO BANDIERA Orecchiando l’ultima canzone di Vasco Rossi “Cambiamenti” direi: cambiar barca e’ facile, cambiar bandiera (alla barca) e’quasi impossibile.

    E’ il miglior regalo di Natale che mi son fatto quest’anno: essermi liberato dalle pastoie burocratiche in cui ero caduto, nel loro periodo peggiore ( quello dei Greci).

    C’e’ stato un momento in cui sembrava avessero perso tutta la documentazione, proprio nel momento in cui alcuni edifici pubblici ad Atene andavano a fuoco. Quattro anni mi son voluti per ottenere la dismissione della Bandiera Greca (che avevo, non per mia scelta, dall’acquisto dell’imbarcazione), tre settimane per issare, per mia scelta, la Bandiera Belga.

    Chi cambia partito (che secondo Vasco ” e’ molto facile” ) e’un traditore? Chi cambia bandiera ad una barca e’ un evasore?? Sara’ forse vero per chi sceglie una bandiera “di comodo” legata ad una sconosciuta isoletta dei Caraibi (la famosa bandiera ombra), non per chi batte la bandiera europea per antonomasia , quella della Capitale Europea, Bruxelles appunto, come succede anche a me da qualche giorno. Non fuggo dal Fisco Italiano, ma dalla burocrazia italiana, come sono fuggito da quella greca. Se avessi issato la Bandiera Italiana sulla mia imbarcazione, con tutte le attrezzature legate alla sicurezza (praticamente obbligatorie) di cui e’ da tempo dotata, potevo essere perseguito penalmente. Infatti per la detenzione e l’uso di alcune moderne attrezzature di Radiocomunicazione, in una barca Italiana, e’ obbligatorio un “Patentino” che si puo’ ottenere solo a Roma, dopo la frequentazione del relativo corso, da tenersi sempre e solo a Roma. Capirete che, di fronte a queste …curiosita’ della nostrana normativa, il mio amor patrio ha vacillato. Per non parlare delle ispezioni periodiche Rina e di tante altre periodiche incombenze tecnico-burocratiche, talora forse oziose e pretestuose, comunque non sempre volte a salvaguardare la sicurezza di chi va per mare. Non e’ questo solo un mio parere, ma quello della maggior parte delle Riviste del settore. Sono stati i Francesi a scoprire per primi la convenienza della bandiera belga ed a rifugiarvisi, ora gli Italiani ( e non solo). Finalmente a qualcosa serve essere tutti Europei ed in quanto tali, piu’ liberi di diventare legalmente sovranazionali. Verra’ un po’ meno l’orgoglio della propria identita’ nazionale, ma ne guadagneremo in minor vincoli tecnico-burocratici.

    Per esempio, potrei sbarcare addirittura la Zattera (autogonfiabile)… Unica incombenza burocratica, per chi batte bandiera Belga (ma anche quella Inglese, Olandese ecc.) ogni cinque anni una domanda ed un piccolo versamento per il rinnovo della licenza di navigazione (Lettre de Pavillon) accompagnata ad una auto-dichiarazione dell’armatore-comandante . Dichiara, in quanto unico responsabile di chi imbarca, che tutte le attrezzature tecniche e tutte le dotazioni di sicurezza a bordo sono a norma. Questo e’ quanto richiesto, e considerato sufficiente , dalla cultura marinaresca anglosassone. Evviva, per l’anno nuovo non si cambia barca ( i tempi non lo permettono), ma solo bandiera : voglio sperare che cio’ avvenga all’insegna di un rinnovamento di chi, cambiando veste, vuole sempre piu’ liberamente spendere soldi , tempi e sentimenti per la propria passione sportiva , ancor piu’ sciolto da vincoli e formalita’.
    Anacleto (velanchio.it)

  7. Anacleto ha detto:

    Post scriptum
    In realta’ un po’ traditore della patria mi sento, evasore assolutamente no. Per la massima trasparenza devo dire che ogni anno l’imbarcazione viene denunciata, nel Modello Unico, come bene all’estero, nel prescritto quadro RW e ne viene pagata, come deve fare ogni cittadino italiano, la prescritta tassa “Monti”. Comunque e’ acclarato che, anche secondo il fisco italiano (ma forse solo secondo il fisco) questa barca “me la posso permettere”. Le Fiamme Gialle mi degnano di frequenti visite di cortesia, sia quando al largo mi fermano in navigazione a vele spiegate, sia quando , a terra, vengo sorteggiato dal redditometro, in quanto “ricco proprietario di yacht”: tali visite si sono sempre concluse, dopo i loro controlli di rito, con questa loro cordiale battuta: ” Si vergogni Dottore di navigare con questa barchetta, lei si potrebbe permettere almeno un venti metri”.

    • Cesare ha detto:

      Ti senti un traditore della Patria? La patria… di chi? Di cosa? E’ questo Paese che ti ha tradito e ti tradisce costantemente altro che storie…….

  8. Cesare ha detto:

    Belgio! Belgio! Belgio! E non per fuggire al fisco italiano ma per fuggire alle “prebende” e “bakshish” che questa gentaglia burocratica pretende ed ottiene. Ho la patente senza limiti ed il patentino per le telecomunicazioni, con un mio caro amico abbiamo un 43″ di 11 anni, ci stanno letteralmente mangiando tanti di quei soldi che è impossibile immaginarlo (vedi zattera, registrazioni RINA, sicurezza ecc ecc). Non è nostra intenzione andare in giro senza zattera anzi, abbiamo dotazioni a bordo superiori a quelle di legge. A Novembre cambieremo bandiera con grandissima gioia, dimenticandoci dei balzelli iniqui di questo Paese oramai alla frutta. W il Belgio !!!!!

    • Maddalena ha detto:

      Salve vorrei anch’io cambiare bandiera italiana con quella belga.mi puoi gentilmente dire come e dove bisogna fare . Ti ringrazio maddalena

  9. Montecelio ha detto:

    Avete fatto un pò di confusione sulla procedura, se volete dare un servizio ai lettori siate più precisi, avete scritto:
    IL PROCEDIMENTO PER CAMBIARE BANDIERA
    Se non si vuole passare da un’agenzia specializzata (sono molte quelle che forniscono questo servizio), il procedimento è comunque semplice:

    – Cancellazione dal Registro Navale Italiano
    – Richiesta di un nullaosta alla Capitaneria (dura alcuni mesi). In questo periodo dovete fare richiesta di bandiera al governo Belga.
    – Emissione della lettera di bandiera da parte del governo belga
    – Consegnate la lettera di bandiera Belga alla capitaneria italiana
    – A questo punto avrete una nuova sigla che indicherà il porto di appartenenza della barca.
    Ma dove l’avete letto?!?
    Se la barca che volete cancellare, è lunga meno di 10 metri, si cancella dal RID facendo domanda alla CP di iscrizione, una volta cancellata il rapporto con la CP si esaurisce e non ci si torna più!
    Se la barca è superiore ai 10 metri si chiede il nulla osta alla cancellazione, avutolo si può fare domanda al Belgio, una volta avuta la Lettre de Pavillon, si dimostra alla CP l’avvenuta iscrizione ad registro estero e la barca, solo allora, sarà cancellata definitivamente.
    La sigla viene data dal Belgio, e non indica assolutamente il porto d’armamento, che sarà stato indicato nella domanda e che andrà scritto sullo specchio di poppa sotto al nome, ed è inserita nella Lettre de Pavillon, inoltre la domanda al Belgio si può fare solo dopo il rilascio del nulla osta e non prima.
    Sulla convenienza, dipende da cosa si intende, per me il fatto che per una barca di oltre 10 anni tutta la procedura costa 111,60 euro, e che si può immatricolare in Belgio una barca da 2,5 a 24 metri, per posta, senza traduzioni giurate, senza una marca da bollo, il fatto che dagli uffici del Ministero Belga rispondano al telefono per qualunque chiarimento, insomma questi ti considerano cittadino e non suddito, è una cosa che non ha prezzo, infine il costo del rinnovo quinquennale, senbra sia quello richiesto da una agenzia, nessuno di quelli che conosco con Bandiera Belga ha pagato altro oltre i 50 euro.
    Grazie, Giuseppe Pollera

  10. BAFI52 ha detto:

    Montecelio ha pienamente ragione.Io ho fatto bandiera Belga, non perchè non voglio pagare le tasse,posseggo pure la zattera collaudata, pure il patentino della radio,ho la patente nautica oltre a vela e motore.La mia barca era natante, e immatricolandola in Belgio ho speso molto meno, e ho fatto molto prima che in Italia.
    Cordialmente Paolo Sarti.

  11. FABRIZIO ha detto:

    BENE, FINALMENTE I DIPORTISTI INCOMINCIANO A SCRIVERE LAMENTANDOSI DELLA BUROCRAZIA E DELLE INSULSE NORME ITALIANE.
    LA REDAZIONE FAREBBE BENE AD INVIARE TUTTI I COMMENTI DI CUI SOPRA AL MINISTERO DEI TRASPORTI, AL COMANDO GENERALE DELLE CAPITANERIE, AI VARI POLITICI DI GOVERNO E AL MINISTRO DEI TRASPORTI, AFFINCHE’ LEGGANO E FORSE CAPISCANO GLI UMORI DEI LORO CITTADINI.

  12. Mino ha detto:

    Ciao a tutti,
    ho bisogno del vostro consiglio. Sto pensando di acquistare una barca in Olanda (non Belgio dunque) un motorsailer di 10 metri.
    Mi chiedevo se fosse possibile, e a questo punto conveniente, non cambiare la bandiera della barca.
    Altro problema. La barca è costruita prima del 1998 e non ha dunque la marcatura CE: secondo voi può navigare entro le 12 miglia?

  13. paolo ha detto:

    La cambierei anch’io e forse lo farò ma sarebbe meglio partire in tanti…tutti i velisti a chiedere….pretendere dai rottamatori al governo di rottmare tutte le leggi borboniche che governano la nautica….basterebbe copiare quella francese.
    E’ mai possibile che tutti i velisti d’italia non contino niente!!!

  14. Antonella ha detto:

    ??? Anche una barca di 9 metri e 30 anni di età, se batte bandiera belga, va dichiarata al fisco italiano?

  15. Alessandro ha detto:

    Salve ho bisogno di un vostro consiglio…
    sono in procinto di acquistare una barca a vela di 11 metri che batte bandiera svedese.
    Posso come cittadino italiano e residente in italia mantenere questa bandiera o devo passare a quella italiana???
    Nel caso si possa mantenere la bandiera svedese come si fa a fare la trascrizione di proprietà??? E quali sono gli adempimenti successivi??
    Anticipatamente ringrazio

  16. GIo ha detto:

    Bungionro dopo aver cambiato la bandiera da Italiana a Belga, mi trovo in difficoltà per l’assciurazione, prima pagato 85 euro per la Rc ora mi hanno chiesto 220 euro per la Rc senza la corpi.
    Qualcuno ha informazioni a tal riguardo come assicurare la barca a migliori condizioni. ^?
    Grazie
    GG

  17. Leandro ha detto:

    Sono da anni cliente della Pantaenius..passata alla bandiera belga , nessun aumento.Sic

  18. emanuela ha detto:

    Buongiorno,
    io ho fatto richiesta di cambio di bandiera al ministero belga, senza passare per agenzie intermediarie. Ho pagato la tassa per l’espletamento della pratica e inserito nei documenti relativa ricevuta e ho mandato tutti i documenti tradotti in francese all’indirizzo di Bruxelles. Ad oggi non ho ricevuto alcuna notizia, ho anche mandato una email chiedendo se avessero ricevuto io plico e se c’erano dei problemi di tracciatura del pagamento in quanto l’ho fatto a mio nome invece di farlo a quello di mio marito proprietario effettivo dell’imbarcazione. Mi hanno risposto solamente dicendo che dovevo aspettare la risposta del ministero delle finanze belga perché c’è da pagare un’altra tassa mi pare di avere capito. Volevo chiedervi è normale che la prassi per emissione bandiera belga sia così lunga. Io ho mandato il plico agli inizi di gennaio.
    Vi ringrazio e saluto cordialmente,
    Emanuela

  19. Giovanni ha detto:

    Piu’ che altro per problemi di lingua (conosco l’inglese, ma non il francese, e mi piace capire i moduli che compilo), dovendo acquistare una barca nuova (> 10 metri di lunghezza, ma minore abbondantemente di 24 metri), pensavo di registrarla in Inghilterra.
    Qualcuno ci ha provato? Suggerimenti su pro e contro?
    Grazie
    Giovanni

  20. Nicola ha detto:

    Io in barca la zattera la voglio e ce l’ho, quello che non voglio è subire la truffa della revisione biennale obbligatoriamente presso il costruttore con costi fuori da ogni logica commerciale e di bassissima qualità (come dimostrato da varie inchieste di riviste del settore) così come la vessazione dell’omino del RINA che viene a dare colpetti di martello pagati a peso d’oro al mio scafo. Da quando ho la bandiera belga con i soldi risparmiati posso far revisionare la mia zattera e un professionista serio e competente e far periziare a scadenze regolari lo scafo con strumenti tecnologici degni di questo secolo. Addio alla logica lobbistica e mafiosa di chi in Italia ama fare soldi a forza di norme di legge. Consigliato a tutti.

  21. Frank May ha detto:

    Nell’unirmi alle critiche verso la burocrazia italiana , vi chiedo se qualcuno ha esperienza di immatricolazioni in MONTENEGRO , stato in cui vorrei immatricolare la mia barca di 11 m.
    Grazie
    Frank

  22. Carlo ha detto:

    Sono italiano e residente in Italia, ho acquistato in Grecia una barca con bandiera spagnola, il vecchio proprietario spagnolo, ha cancellato la bandiera dalla Spagna, ed io sto facendo la pratica per quella belga, lasciando la barca sempre in Grecia. Che debbo fare, oltre all’assicurazione ? Ovviamente ho la patente italiana da lungo tempo. Grazie

  23. Dario ha detto:

    La procedura per togliere la bandiera inglese è semplice?

  24. 성인pc게임 ha detto:

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