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Argentario Sailing Week. Una regata pazzesca a bordo della barca più grande: la goletta Eleonora

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EleonoraA bordo di Eleonora ogni sforzo ha un ritmo e corrisponde a un gesto. Per ordinare di cazzare il capitano fa girare il dito indice della mano. Quando è abbastanza fa il pugno. La mano destra corrisponde a una manovra posizionata sulle mura a dritta, quella sinistra sulle mure opposte. Qui non si scherza, lo capisco subito e quaranta metri di barca fanno venire le vertigini.

Eleonora-bordoA BORDO DELL’UNICO SCHOONER
Il secondo giorno di regate dell’Argentario Sailing Week (46 imbarcazioni iscritte), seconda tappa del Trofeo Panerai (circuito riservato alle imbarcazioni d’epoca), sono salita a bordo di Eleonora, unico schooner iscritto alla regata. I suoi numeri sono pazzeschi, 41 metri di barca, 10 persone di equipaggio, larga otto metri per un peso di 213 tonnellate spinte da un piano velico di 1100 metri quadri. Davvero impressionante. Eleonora e’ una replica della goletta Westward del 1910 ed è stata ricostruita nel 2000, secondo i piani dell’epoca, presso i cantieri olandesi Van der Graaf su commissione dell’armatore olandese Ed Kastelein. La goletta del 1910 era stata costruita dalla Nathaneel G. Herreshoff come defender della Coppa America ed Eleonora rappresenta oggi una delle più grandi repliche che siano mai state realizzate e, nel 2005, è stata acquistata dall’armatore svizzero Zbynek Zak.

CapitanoIL DISCORSO DEL CAPITANO
Dieci minuti sono necessari per recuperare le due ancore di prua e mollare gli ormeggi, dopo pochi istanti un tender passa a recuperare i parabordi: nessun intralcio e peso a bordo. La parola passa al nostromo: “Security is The First thing”. Apre la giornata con un discorso quasi da campagna elettorale, che io e i cadetti della marina militare, ospiti come me e saliti a bordo per dare una mano, ascoltiamo con rispettoso silenzio. Mi sembra di essere su un set cinematografico: ogni ordine del capitano di bordo e’ scandito come fosse su un palcoscenico: parlano solo lui e il nostromo. Gli altri membri dell’equipaggio, ognuno con assegnata una precisa zona della barca, eseguono con velocità e precisione.

imageLA SCIMMIETTA
Mi colpisce soprattuto il ruolo svolto da Pedro, un giovanissimo marinaio brasiliano, a bordo lo chiamano la Scimmietta, perché è ovunque: un attimo sta cazzando una cima di fianco a te e l’attimo dopo e in cima all’albero maestro a 42 metri di altezza. Regatiamo insieme alle Big Boats: il Fife di 22 metri Cambria, il J class originale Shamrock V, Il cutter aurico Mariquita sempre di Fife e Halloween, il cutter Marconi costruito sempre dal cantiere scozzese. Partiamo bene in barca giuria anche se i dodici nodi di maestrale (che andrà progressivamente a calare con dei salti di vento imprevedibili) che ci attendono sulla linea di partenza sono un po’ pochi per muovere duecento tonnellate, anche con otto vele issate. Riusciamo a raggiungere di bolina una velocità di otto nodi e a tenerci vicini al gruppo guardando da vicino la battaglia tra Mariquita e Halloween: un pezzo di storia. Ma la nostra sfida e’ contro il J class, perché Westward e Shamrock regatavano l’una contro l’altra negli anni 20 e 30 del novecento: un conto aperto da tempo. Impossibile però stare dietro agli sloop con queste condizioni, anche se Eleonora non si ferma mai, nemmeno in piena bonaccia, le altre barche riescono a sfruttare meglio i refoli d’aria che arrivano da diversi punti del promontorio dell’Argentario.

imageLE DUE BARCHE DI J.F. KENNEDY IN REGATA ALL’ARGENTARIO
Una menzione particolare va fatta a due eleganti barche che hanno avuto un ruolo particolare nel cuore del presidente americano John Fitzgerald Kennedy. La prima e’ il Wianno, classe che ha presentato quattro imbarcazioni a Porto Santo Stefano, due equipaggi italiani e due americani con partenza e percorso a se’. Il Wianno, che quest’anno festeggia i 100 anni dalla costruzione del primo scafo, e’ un monotipo armato a sloop di 7,62 metri e costruito a partire dal 1914 nella zona di Cape Cod (Massachussets). Costruito solo in legno fino al 1986, oggi sono attivi 220 scafi in vetroresina. Su questa imbarcazione si è formato velisticamente il presidente americano J.F Kennedy per poi passare negli anni Cinquanta a Manitou, uno Sparkman&Stephens del 1937 di 18 metri denominato per l’appunto The Floating White House. Sotto i paglioli di poppa, in quella che era la cabina presidenziale, e’ ancora presente la vasca da bagno dove è stata immortalata Marylin Monroe.

MariquitaLE CLASSIFICHE DELL’ARGENTARIO SAILING WEEK
Porto Santo Stefano è una cornice perfetta: l’eleganza di queste Signore del Mare si sposava perfettamente con il borghetto di pescatori colorato a picco sul mare rimasto ancora integro. Nella categoria Big Boats la vittoria è andata a Mariquita, mentre tra gli scafi classici ha trionfato Bufeo Blanco. Ottima prestazione nel raggruppamento Epoca di Chinook, nel cui equipaggio figurava anche il rugbista Lo Cicero; nella categoria “Spirit of Tradition” ha vinto il succitato Wianno.

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