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Che “missile” Eilean! Primi in tempo reale alla Regate Napoleon, il racconto dalla nostra inviata

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EileanVenerdìPensando a una regata a bordo di una barca moderna e moltiplicando tutto almeno per tre, ci si avvicina a quello che è una regata a bordo di una barca d’epoca. Le combinazioni per il giusto assetto del piano velico sono il triplo, così come la fatica necessaria per portare la barca, triplo diventa anche lo sforzo tattico per capire, almeno in una lunga, che rotta fare in base al migliore piano velico, tripla l’attenzione necessaria a bordo per non fare danni. Ma insieme a tutto ciò si triplica anche il fascino, soprattutto a bordo di una barca come Eilean, che dopo averti rapito in banchina, ti disorienta per quanto è magica in navigazione. La partenza della Regata Napoleon da La Spezia e’ prevista per le 14, davanti al Tino. 74 miglia da percorrere fino a Portoferraio e che Eilean, secondo il suo rating, deve percorrere in meno di 34 ore. Sarà la prima regata in notturna per la barca. Dopo un breve breefing, molliamo gli ormeggi, insieme alle altre 13 barche quasi tutte in arrivo da Antibes e dirette all’Argentario per la seconda tappa del Trofeo Panerai. A bordo siamo in otto, oltre a Andrew, il capitano di Eilean, ci sono altri quattro membri dell’equipaggio, altri due giornalisti e un tattico professionista inglese di nome Frano che si è rivelato fondamentale in regata. Poco vento ad attenderci, non più di cinque nodi da sud ovest e rotta per 155 gradi (se il vento non gira e’ una bolina larga quasi traverso) e mentre ci avviciniamo al Tino a motore, Andrew assegna ad ognuno un ruolo e ci divide in due gruppi per i turni di notte, lasciando liberi noi giornalisti.

Eilean-2IN PARTENZA SIAMO GIÀ DAVANTI A TUTTI
“Rock’n’roll guys here we are, five minutes to the start”: partiamo davanti a tutti e Frano decide di seguire la strada più breve anche se non quella con la pressione migliore. Solo ora inizio a rendermi conto di cosa voglia dire portare al massimo una barca come Eilean, che può armare fino a cinque vele alla volta. E un continuo chiedersi se quella scelta e’ davvero la combinazione di vele giusta per spingere la barca al massimo. Partiamo con mezzana, randa, trinchetta piccola e uccellina (andando in ordine da poppa verso prua) e pronti con carbonera e gennaker se il vento gira. Appena il vento rinforza (circa 10 nodi) e gira, consentendoci di poggiare un po’, togliamo la trinchetta piccola per armare quella più grande: la manovra è la seguente: si issa il fiocco per non perdere acqua si ammaina la trinchetta piccola, si issa quella grande e a quel punto si ammaina il fiocco. Semplice no? Poi Frano si illumina convinto che la barca abbia troppa poca potenza e decide di armare la trinchetta appena ammainata come fosse la carbonera, davanti alla randa. Manovra mai provata prima a bordo di Eilean ma che da subito i suoi frutti permettendoci di incrementare la velocità di 0,3 nodi arrivando a toccare i 9.5 con la barca molto equilibrata. Non appena il timone diventa troppo duro basta lasciare un po’ di mezzana per riequilibrare l’assetto.

imageUNA NOTTATA INDIMENTICABILE: EILEAN CORRE SOTTO GENNAKER E LUNA PIENA
Il vento verso le 20 cala insieme al sole e questo mi da la possibilità di vedere alla prova le due vele che mi mancavano, la carbonara e il gennaker (ammainando ovviamente la “nuova” trinchetta e l’uccellina). Si vola, con la luna piena a mostrarci la rotta: lo spettacolo di Eilean che corre sotto gennaker e luna piena mi lascia senza parole. Verso le tre il vento ci abbandona a meno di quindici miglia da Portoferraio, l’equipaggio si concentra ancora di più per non perdere il primo posto e alle 6:05 tagliamo il traguardo davanti a tutti e dando il buongiorno all’Isola d’Elba. Stappiamo una bottiglia di champagne verso le otto, per colazione, mentre gustiamo delle meritate uova con il bacon (cucinate dall’ottimo Stefano) e aspettiamo i risultati coi tempi compensati: saranno sufficienti i 15 minuti dati alla seconda barca?

Giovedi -“Ciao Veronica, volevo invitarti a fare una regata a bordo di Eileen. La partenza è prevista venerdì mattina da La Spezia, l’arrivo a Portoferraio sabato mattina. Navigherete anche in notturna. Ti interessa?” Silenzio. “Mi interessa??? Certo che mi interessa, Eilean e’ una delle barche d’epoca più belle al mondo”.

eileanUNA BARCA STRAORDINARIA
Eilean e’ una barca straordinaria: straordinario e’ il suo progettista e costruttore, William Fife III, straordinari i suoi armatori, tra cui l’architetto Shearer, straordinaria la sua storia, perché la barca è stata salvata ad Antigua dove stava per affondare, straordinario il suo restauro, voluto da Angelo Bonati, ad di Officine Panerai, e straordinarie le due persone che nel 2009 le hanno regalato una seconda vita: il maestro d’ascia Guido del Carlo ed Enrico Zaccagni, esperto restauratore di imbarcazioni d’epoca.

eilean-2E così da questa mattina e per tre giorni, farò parte dell’equipaggio di questa barca leggendaria, con la quale da La Spezia raggiungeremo l’isola d’Elba partecipando alla “Regate Napoleon” organizzata dall’AIVE (associazione italiana vele d’epoca) in occasione dei 200 anni dall’esilio di Napoleone all’isola d’Elba. Ieri sera quando sono salita a bordo ad accogliermi c’erano Andrew, il capitano della barca, Roberta e Stefano, due membri dell’equipaggio, abbiamo cenato insieme, un’ottima pasta coi calamari di benvenuto. Vi prometto, ogni giorno, un piccolo resoconto e delle fotografie. Stay tuned!

eileanLA STORIA DI EILEAN, CLASSE 1936
La barca, un ketch bermudiano di 22 metri classe 1936, si chiama Eilean, che in scozzese significa “piccola isola” ed è il progetto numero 822 del cantiere Fife, disegnata da William Fife III per conto dei fratelli Fulton di Greenrock. Venne realizzata per permettere agli armatori di attraversare il braccio di mare che separava l’abitazione dal lavoro. Dopo un susseguirsi di proprietari, più o meno celebri, negli anni Settanta finisce nella mani dell’architetto inglese John Shearer che decise di viverci e organizzare charter nei Caraibi. La barca navigo’ tanto, si contano ben 36 traversate atlantiche e negli anni 80 divenne per essere stata scelta dai Duran Duran per il videoclip della canzone Rio. Negli anni 90 la barca inizia un primo difficile restauro ad Antigua in seguito a un incidente avvenuto nel porto di Malaga che ne aveva compromesso seriamente la struttura. l’architetto inglese tento da solo di rimetterla a posto, ma, finito in uno stato di ristrettezze economiche, lasciò la barca ad Antigua in uno stato di semi abbandono fino al 2006, anno in cui fu avvistata, durante la Antigua Classic Week dall’amministratore delegato di Officine Panerai Angelo Bonati che ne rimane affascinato e decide di intraprendere il meticoloso restauro presso i cantieri Del Carlo di Viareggio che nel 2009 la rimettono in acqua dopo tre anni di lavoro e il recupero di quasi tutto il fasciame originale.

I NUMERI DI EILEAN
22: i metri di lunghezza
1936: l’anno di nascita
3: le cabine
10: le persone che può ospitare a bordo
28,5: i metri dell’albero di maestra
18,3: i metri dell’albero di mezzana
301: mq di superficie velica formati da randa, controranda, fiocco, trinchetta,
yankee e uccellina
1974: anno in cui Shearer compra Eilean
1982: anno in cui i Duran Duran girano il videoclip Rio a bordo
1984: incidente a Malaga
2006: Angelo Bonati trova Eilean ad Antigua
40.000: le ore di restauro
2009: il ritorno in acqua

1 Comment

  1. […] 1948) conquista il primo gradino del podio,  prima di Eilean (classe 1937: a proposito, ecco il racconto da bordo della nostra Veronica Bottasini) e Tomahawk (classe […]

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