Luna Rossa abbandonata tra le erbacce. A Imperia non la vuole nessuno

luna-rossa-imperiaCi ha provato anche la trasmissione tv Striscia la Notizia con un impietoso servizio a cercare una soluzione per lo scandalo di Luna Rossa, abbandonata in un campo a Imperia. Ma nulla si è ancora mosso. Luna Rossa (ITA 80) una delle mitiche frecce d’argento della classe dei monoscafi IACC della Coppa America, giace in un terreno demaniale, tra l’hangar della protezione civile e l’eliporto, tra le erbacce. Era arrivata, dopo quattro anni di attesa, alla fine di marzo, ad Imperia. L’accordo del 2010 prevedeva che Luna Rossa sarebbe diventato la superstar del del nuovo Museo del Mare, in via di allestimento.

IL MUSEO? NON SI FARA’, MANCANO I SOLDI
Ma, ad oggi, il Museo del Mare non è ancora terminato e, a detta dello stesso sindaco Carlo Capacci, probabilmente non sarà mai terminato, visti i costi non sostenibili dal Comune ligure. Luna Rossa  ITA 80 avrebbe dovuto essere collocata in bella mostra all’aperto, creando un’apposita copertura. Ma dietro a questo caso c’è una misera storia di soldi e di manie di grandezza del Comune di Imperia, che proprio in questi giorni ha anche altri problemi legati al fallimento del porto turistico di Imperia.

I RETROSCENA
Ecco la storia: Patrizio Bertelli aveva donato Luna Rossa ITA 80 al museo di Imperia nel 2010. I costi di rimessaggio e manutenzione da allora, 2010, sono in carico al Comune di Imperia. Ma i ritardi nell’allestimento del Museo e le restrizioni di budget hanno fatto si che Luna Rossa sia rimasto per quattro anni in un capannone a Cala Galera (Toscana) con un costo di 57.000 euro per ricovero e manutenzione a carico del comune di Imperia. Da qui la decisione di trasferire la barca ad Imperia, abbattendo i costi. La soluzione? Abbandonare la mitica barca italiana in un campo.

DI LUNA ROSSA NON IMPORTA A NESSUNO
Ma c’è dell’altro, al direttore del museo Flavio Serafini  di Luna Rossa non importa nulla. Dichiara: “Abbiamo sempre contestato la decisione di ospitare Luna Rossa 80 nel museo, che riteniamo politica proprio in considerazione della modernità della barca ed anche dei suoi presunti meriti agonistici. Oltretutto, con un albero di oltre 32 metri ed una chiglia di 4, è impossibile ricoverare la barca nella nuova sede». In pratica per Serafini Luna Rossa ITA 80 non ha nessun interesse. Intanto la barca giace abbandonata tra le erbacce. Un brutto spettacolo. Ma anche in Spagna non scherzano: guardate queste foto, che documentano la vita di Desafio Espanol; da regina della Coppa America ad allevamento di cozze.


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12 commenti su “Luna Rossa abbandonata tra le erbacce. A Imperia non la vuole nessuno”

  1. MA perchè non venderla ?? o donarla ad un circolo che possa farla “risorgere” o quanto meno metterla in esposizione come il Mascalzone Latino a Napoli in bella mostra accanto porto.

  2. Pingback: FOTO Desafio, da signora della Coppa a allevamento di cozze

  3. Daniele Rebecchi

    Se possibile la prenderei in gestione per mantenerla attiva.

    Per favore ditemi con chi si deve parlare.
    Grazie
    Daniele Rebecchi

  4. La mitica Luna Rossa (ITA 80), una dei “silver bullet”? ma non significa pallottola d’argento?
    ITA 80 è stata sister ship di ITA 74, sicuramente nell’immaginario collettivo è un mito, qualunque numero velico sia.
    scandalosa è la zona, che oltre Luna Rossa, ospita rottami di barche, depositate a che titolo? sotto le finestre del Comune ed all’ingresso del “PORTO PIU’ BELLO DEL MEDITERRANEO”!!..La barca è priva di chiglia, pala del timone e albero, un regalo?….

  5. Suggerisco a tutti i velisti italiani di venire a vivere in Nuova Zelanda o Australia… quì le soddisfazioni non mancano, e sanno cosa farsene di vecchie glorie come ITA80. Soddisfazione ad essere italiani ?? Purtroppo nel 90% dei casi si deve far finta di avere accento spagnolo….

  6. Non è l’unica. Azzurra è buttata a Porto Cervo, i due scafi di +39 sono buttati a Palermo sotto sequestro. E’ il triste destino di barche costruite per un unico ciclo di regate. Vergognoso invece è che un uomo di grande cultura marinara come Serafini abbia reagito così. Anche gli scafi d’epoca che tanto decanta, e di cui io stesso sono appassionato, un tempo erano il non plus ultra della tecnologia di allora. A parer mio, l’unica soluzione per questi scafi, sarebbe che un qualche circolo con tanti soldi possa acquisire gli scafi per utilizzarli come barche scuola e formare nuovi campioni della vela.

  7. Forse solo la Marina Militare potrebbe mantenerla per fare vera Scuola di Regate ai suoi Allievi ma aperta anche ai civili a pagamento.
    Ormai hanno un sacco di Vele d’epoca e IOR anni 70/80 ma nessuna più tecnologica e velisticamente evoluta.
    Saluti a tutti.

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