La moglie o la barca? Ecco la donna che a bordo “non deve chiedere mai”

la-molestaNella vita di coppia la barca può diventare una presenza ingombrante. Ma prima di arrivare a un bivio e decidere se vendere la barca o sbarcare la moglie o compagna è bene avere presente che tipologia di donna da mare avete di fronte e riuscire a trovare una chiave per risolvere la convivenza a bordo. Chissà quanti lupi di mare, al momento di reclutare l’equipaggio, avranno pensato a che tipo di donna portarsi in barca e quante donne a loro volta avranno pensato di costruire un equipaggio interamente femminile per evitare gli scontri con i saccenti maschi. La difficoltà nel tollerarsi sta quindi da entrambe le parti, ma esiste un modo per venirsi incontro che parte dalla comprensione della tipologia di persona che abbiamo di fronte. Una volta inquadrato il temperamento caratteriale che avete deciso di far salire a bordo, sarà più semplice trovare i modi per andare d’accordo. Nel vastissimo panorama di caratteri in cui potreste imbattervi, abbiamo delineato otto personaggi, descrivendovene le caratteristiche, i modi di fare, le esigenze. Chissà quante volte avete già avuto a che fare con loro, o quanti racconti avete già sentito da amici al ritorno da una vacanza. Ma andiamo con ordine, se nei vostri programmi estivi state preparando una crociera da Sanremo a Istanbul è meglio che non portiate con voi “La donna che non deve chiedere mai”, la prima tipologia che vi andiamo a presentare. Foto sopra di Patrick Demarchelier tratta da Vogue America.
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TIPOLOGIA “LA DONNA CHE NON DEVE CHIEDERE MAI”
L’idea di crogiolarsi sul ponte per intere giornate al sole, cosparsa di oli tropicali e dolcemente cullata dalle onde è quello che porta la molesta ad accettare l’invito. Non è detto che andare in barca non le piaccia e che se stimolata non possa appassionarsi. Ma fate attenzione, perché oltre a scivolare sulla coperta unta dalle sue creme, dovrete fare i conti anche con la sua incoscienza: cercherà di prendere i raggi del sole anche con forza otto, stesa sottovento, perché altrimenti il fiocco le fa ombra. Una riunione in salotto prima che in pozzetto potrebbe essere utile, tra le altre cose, per metterla in guardia dall’imbarcarsi con una Samsonite rigida. Non sarà un dramma quando vedrete la battagliola cosparsa dai suoi venti costumi da bagno… basterà farle notare l’importanza di avere un ponte sgombro in manovra. La molesta vi farà fuori tutta la riserva d’acqua, perché solitamente fa uso dei rubinetti come a casa e dopo ogni bagno pretenderà una lunga doccia calda… probabilmente vi scaricherà le batterie, perché tenderà a lasciare le luci accese. Ma anche in questo caso basterà farle capire che acqua e batterie non sono proprio degli optional. Neanche a lei piacerà l’idea di ritrovarsi all’asciutto, al buio e in caso di piatta, senza motore

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16 commenti su “La moglie o la barca? Ecco la donna che a bordo “non deve chiedere mai””

  1. Articolo banale ed offensivo. Forse alcune donne in barca, sanno solo prendere il sole e forse allora meglio che se ne stiano in spiaggia. Io, velista e armatrice, in barca ci so stare……a volte molto meglio degli uomini! e vi sorprenderà sapere che non siamo in tante!
    Buon Vento!

    1. Ciao Alessandra, mi permetto di dissentire dal tuo commento. Quello che c’è scritto lo trovo divertente (e potrebbe essere adatto anche a certi uomini….). Sai quante volte, facendo lo skipper d’estate, mi sono ritrovato gente che con una Samsonite rigida voleva salire a bordo!!!!!!!

      P.S. E per fortuna che ci sono anche tante donne marinaie vere!

      1. L’articolo é scritto bene, poiché tende ad accalappiare il pubblico maschile che poi è anche quello maschilista che compra il giornale e le barche, Ma io che navigo in tutti i mari del mondo scopro fortunatamente che questo tipo di gretto pensiero é tutto italiano! Incontro veliste donne che sono sempre le migliori in barca soprattutto nei momenti in cui si devono prendere decisioni nei momenti difficili. Quindi piena solidarietà ad Alessandra. Purtroppo vivi in un mondo maschilista, dove addirittura molti armatoi e pseudo velisti fanno l’equazione: barca=fig..

  2. Articolo banale ed offensivo. Forse alcune donne in barca, sanno solo prendere il sole e forse allora meglio che se ne stiano in spiaggia. Io, velista e armatrice, in barca ci so stare……a volte molto meglio degli uomini! e vi sorprenderà sapere che siamo in tante!
    Buon Vento!

  3. Concordo con Alessandra e Alessandro, ci sono moltissime donne che sanno stare a bordo ed anche al timone perfettamente, e uomini che dopo essere saliti a bordo mostrano di essere idonei piu’ per uno slittino che per la barca

  4. Sicuramente l’articolo non è felicissimo, ma può tranquillamente essere esteso anche ai maschietti: quante volte abbiamo in barca “presenze” che con la vela non hanno nulla a che fare!!!
    Vero è, però, che tra i miei amici io sono il più fortunato: mia moglie non solo ama andare in barca (sia in modalità crociera che regata), ma accetta di buon grado anche le mie continue e richieste su pesi e regolazioni.
    L’unica cosa che detasta è lo spi… nessuno è perfetto!!!

  5. trovo offensivi questi articoli, offensivi, banali e di un maschilismo così becero che è difficile trovare altrove. Amo la vela anche perchè è uno dei pochi sport in cui uomini e donne possono competere alla pari. Dovreste vergognarvi di portare avanti questo stereotipo degli uomini che navigano e delle donne che prendono il sole.

  6. Veramente penoso, da voi del giornale della vela non me lo sarei mai aspettata. Articolo qualunquista e sessista. Ci sono donne che sanno stare in barca e altre no, ma lo stesso vale per gli uomini. Viva i marinai, maschi o femmine che siano!

  7. E’ facile banalizzare. Di casi ce ne sono molti e riguardano entrambi i sessi.
    Sono cinquant’anni che faccio vela insieme a mia moglie. Abbiamo sempre posseduto una barca a vela e navigato insieme, molto spesso solo in coppia. La domanda che sovente ci viene posta e’ chi dei due tra noi e’ il più’ bravo. Vi assicuro che sia nei momenti difficili, quando c’e da prendere una decisione o fare una manovra, sia nella calma piatta dopo una bufera, quando c’e da riordinare o fare le riparazioni le decisioni di mia moglie e le sue capacita’ ed abilità in barca non sono certo inferiori alle mie. Ci sono donne che in barca ci sanno fare, altrettanto bene se non meglio di tanti uomini. D’altra parte sarebbe una follia fare dei viaggi lunghi in coppia se non si e’ entrambi fungibili. Chiedetevi solo che cosa succederebbe se a uno dei due accadesse qualcosa di serio!
    Chi naviga veramente incontra in ogni porto coppie, con o senza figli piccoli, che navigano in giro per il mondo. Vi assicuro che spesso le donne in questi casi sono altrettanto brave quanto il loro partner.
    Se scopo dell’articolo era “provocatorio” con l’intento di aprire una interessante discussione, sia il benvenuto. Suggerisco altrimenti agli editorialisti di “La Redazione in Crociere & Avventure” di navigare un po di più’ e di girare il mondo per rendersi conto della realtà.
    Frank Novel

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  11. Non capisco chi si sente offeso da articoli (insulsi) come questo.
    Sei così? E allora perchè ti offendi?
    Non lo sei? E allora perchè ti offendi?
    La verità è che questa rivista è per l’apppunto una rivista.
    Le notizie vere, gli articoli interessanti (ammesso ne producano) li mettono su carta non certo su internet.
    Qui devono produrre cazzeggio e come tale bisogna inquadrare questi “articoli”.

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  13. Pingback: “Uomini da Mare”, quelli che in barca sono un incubo | Chronicles from Italy

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